Enrico Sarzanini

Enrico Sarzanini

Una passione senza compromessi

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Incontriamo Enrico Sarzanini, speaker radiofonico, giornalista ed opinionista televisivo.

Ciao Enrico ed innanzitutto grazie per la tua disponibilità. Comincerei subito col chiederti come è nata la tua passione per il giornalismo sportivo.
Mio padre è stato per 40 anni alla Giudiziaria dell'Ansa e mi ha trasmesso questa passione. Ho sempre guardato con ammirazione a questa professione che sognavo di fare sin da quando ero piccolo. Quando poi una delle mie due sorelle, Fiorenza, ha intrapreso anche lei questa carriera (oggi è una delle prime firme del Corriere della Sera), la voglia di diventare giornalista è stata ancora più forte perché la sua passione e la sua voglia di arrivare per me sono state una spinta ancora maggiore.

Quale è stata la trafila che hai sostenuto per arrivare a svolgere il tuo lavoro attuale?
Ho iniziato rispondendo ad una rubrica  di "Lazialità", la rivista di Guido De Angelis, nella quale venivano pubblicati gli articoli di aspiranti giornalisti. Me lo ricordo ancora: parlavo del famoso gol di Gascoigne al derby che aveva regalato il pareggio alla Lazio. Poi ho iniziato a collaborare con Guido e da lì è iniziata la mia carriera: ho scritto prima per "L'Opinione", poi sono passato a collaborare prima per  "Il Messaggero"  poi per "Il Tempo". Nel frattempo ho iniziato a fare radio e devo ringraziare Bruno Ripepi che per primo ha avuto il coraggio di mettermi davanti ad un microfono. Dopo varie esperienze, prima con Rodolfo Bada poi a Radio Radio Più, sono stato chiamato da Claudio Florenzano, che purtroppo oggi non c'è più, per andare a Radio Dimensione Suono Roma dove tutt'ora lavoro. Nel 2002, invece, ho iniziato la collaborazione con "Leggo".

Ti occupi esclusivamente di sport oppure ti cimenti anche in ambito extrasportivo?
In radio durante la settimana conduco il radiogiornale, mentre nel week end seguo la Lazio. Quindi passo dalla cronaca allo spettacolo fino ad arrivare allo sport. Nel corso dell'anno, poi, seguo anche altri eventi.

Ti abbiamo ascoltato e visto occuparti di calcio ma sappiamo che hai lavorato anche agli Internazionali di Tennis di Roma, con il nuoto e all Concorso Ippico di Piazza di Siena. Tra questi sport ce ne è uno che preferisci e che magari hai praticato o pratichi tutt'ora?
Per anni ho montato a cavallo e quindi sono molto legato al mondo dell'equitazione. Se devo essere sincero, però, negli ultimi anni mi sono innamorato del nuoto, grazie ai Mondiali che si sono svolti a Roma nel 2009: un vero e proprio colpo di fulmine. Adesso vado in piscina tre volte a settimana, è diventato il mio sport preferito.

Riguardo al calcio ci sembra di scorgere una passione per i colori del cielo indossati dalla squadra più antica della capitale. Ci spieghi come, quando e dove nasce?
Non vengo da una famiglia di amanti del calcio. La passione nasce a circa a 8 anni quando, gli allora fidanzati delle mie due sorelle, decisero di portarmi allo stadio: uno mi fece vedere una gara della Roma, l'altro della Lazio. Non ebbi dubbi nel scegliere i colori biancocelesti... fu amore a prima vista.

Nel lavoro di speaker radiofonico la voce è ovviamente uno strumento di lavoro essenziale. Quale è l'attore, il giornalista, il cantante o comunque la persona anche meno nota che ha quella secondo te più bella e particolare?
A me personalmente piace moltissimo la voce di Ligabue, anche se la voce che ho sempre amato è stata quella di Ferruccio Amendola: davvero unica.

Dicci il libro, il film e la canzone da te preferiti.
Iniziamo dalla canzone o meglio dal cantante: ero e sono un fan di Michael Jackson: ho avuto la fortuna di vedere i due concerti che fece a Roma, straordinari. Con la sua morte per me la musica ha perso un punto di riferimento.
Sui libri stesso discorso: leggo molto storie di cronaca nera. L'ultimo libro che ho letto è stato "Il male ero io" di Pietro Maso, il ragazzo che uccise i genitori per poter avere la loro eredità. Adesso, invece, sto leggendo "Il tribunale delle anime", di Donato Carrisi, un giallo ambientato quasi interamente a Roma. Per restare in tema tra i miei film preferiti c'è sicuramente "Seven", con Brad Pitt e Morgan Freeman.

Ti regalo una lampada magica con tre desideri da esprimere. Sbizzarrisciti.
Personalmente non mi posso lamentare, quindi se potessi sfrutterei uno di questi desideri per far stare bene magari chi non vive un bel momento. Certo, amo molto viaggiare e ho visto e continuerò a vedere molti posti ma il mio sogno sarebbe quello di poter scoprire ogni singolo angolo del Mondo. In ambito sportivo mi piacerebbe che la Lazio riuscisse a vincere lo scudetto e mettesse in bacheca anche la Champions league e poi, da tifoso sfegatato biancoceleste, ho un altro desiderio ed ogni buon laziale credo mi abbia capito...

Riesci ad immaginare quale altro lavoro avresti potuto fare se non fossi diventato un giornalista radio
televisivo?

Mi è sempre piaciuto moltissimo la medicina, avrei volentieri fatto il chirurgo plastico.

Svelaci un segreto e dacci un consiglio per arrivare a svolgere al meglio la tua professione.
Serve solo tanta passione. E non perché viviamo un momento di crisi. Per fare i giornalisti la passione resta un elemento imprescindibile. Devi amare alla follia questo lavoro se lo vuoi fare, altrimenti è meglio lasciar perdere. Lo dico spesso quando faccio i corsi di giornalismo: questa è una professione dove non ci sono compromessi, diversa da tutte le altre. Se la scegli sai a che cosa vai incontro, ma riesce anche a darti delle soddisfazioni uniche.

Grazie di nuovo per le interessanti risposte che ci hai fornito, Enrico, complimenti per il tuo lavoro ed auguri per sempre maggiori soddisfazioni professionali. A presto.

Simone Pisani


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