Biciclette Rubate

Biciclette Rubate

Raramente ho usato l’aggettivo “eccellente” per un disco ma qui ci sono davvero tutti gli elementi per definirlo tale.

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Esposito è un ragazzo dal cognome tipico partenopeo nato per caso in Toscana ma vive a Milano e che - da qualche mese - ha pubblicato il suo secondo album Biciclette rubate. Dieci tracce che ho riascoltato infinite volte per piacere e non per senso del dovere. Un bel disco di cantautorato italiano. L’album – come ha dichiarato lui stesso – nasce da una sensazione di smarrimento, catapultato improvvisamente in una situazione non prevista come una bicicletta rubata appunto che si ritrova in posto diverso da dove era parcheggiata. Ed è proprio un senso di irrequietezza che emerge da alcuni testi oltre che l’amore ed il viaggio.

Le prime note di Bollani – prima traccia dell’album ed un omaggio nel titolo al pianista milanese – hanno un sapore molto familiare, che con Stefano Bollani nulla c’entra. L’assonanza con i primi secondi di Stella cometa ci sono tutti. Se voluta o casuale non ha importanza perché Bollani ha un testo e delle atmosfere che restano dentro e la voce graffiata di Esposito fa il resto. Suoni più pop si ritrovano invece in Voglio stare con te, un testo scritto di getto che fotografa un sentimento semplice quanto complesso: l’amore. L’imprevedibile è invece il focus di Biciclette rubate, la sorpresa di quando ti accadono cose che non pensavi e ti senti spaesato: la metafora di una bicicletta rubata è davvero perfetta.

Un viaggio introspettivo è la successiva La casa di Margò, “una fotografia di quando andavi a scuola e già volevi andare via..”: l’unica persona a cui non potremo mai mentire siamo noi stessi. Di stampo completamente diverso è Solo quando sei ubriaca con l’amore-dipendenza come leit motiv. Sound piacevole e brano che si lascia cantare ma questo è un punto di forza dell’intero lavoro. Per ogni fine c’è un nuovo inizio scriveva Saint -Exupèry ed quello che accade in Le canzoni tristi, la consapevolezza che seppur un amore volge al termine il sole sorgerà nuovamente.

Si cambia decisamente sound con Diego in cui si affronta il conflitto interiore, la non accettazione di se stessi. Una dedica accorata a volersi bene. Si prosegue con L’amore cos’è, “bravo chi lo sa capire” scrisse un romantico Carboni nel lontano 1992 ed un po’ la riprende Esposito qualche decennio dopo, non musicalmente, ma nel non dargli una definizione. Difficile racchiudere l’amore in una definizione ma ne rende perfettamente l’idea in questo brano. La conclusione è affidata a Marina di Pisa e Le viole: la prima dal sapore elettronico, la seconda decisamente più intimista.

Biciclette rubate non ha bisogno di tante altre parole, è un album che va ascoltato ed amato perché Esposito ha fatto davvero un lavoro eccezionale, testi impeccabili e musicalmente ben curato. Raramente ho usato l’aggettivo “eccellente” per un disco ma qui ci sono davvero tutti gli elementi per definirlo tale.

Sara Grillo 

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