Michel Platini Arrestato In Francia Per Corruzione

E' sotto torchio a Nanterre. Pochi giorni fa dichiarava di avere la coscienza pulita

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Qualche giorno fa, in una intervista alla "Gazzetta" si era dichiarato innocente. Squalificato fino al 10 ottobre, aveva detto senza mezzi termini: "E' un complotto contro di me. Qualcuno ha tramato alle mie spalle. Ho una idea di chi possa essere stato, ma non ho prove. E comunque non è in piedi nessuna accusa di corruzione contro di me". E invece, oggi, a Nanterre, Michel Platini, eroe bianconero degli anni Ottanta, campione d'Europa con la Francia nel 1984 ed ex presidente Uefa fino al 2015, dovrà fare i conti con le domande degli inquirenti che lo hanno fermato vicino Parigi. Nel 2022 si disputeranno in Qatar i primi Mondiali che verranno giocati d'inverno: una assegnazione divenuta realtà nel 2010 sulla quale le ombre non si sono mai placate. Una tranche da 2 milioni di euro che il francese ricevette da Blatter e per la quale, nel 2015, fu sospeso dal comitato etico. L'inchiesta condotta in Svizzera sosteneva che quei soldi fossero una tangente bella e buona.

Appurato il fatto che tutto ovviamente dovrà essere dimostrato e le accuse in realtà non sono ancor meglio precisate sino a questo momento, non è la prima volta che Platini finisce nell'occhio del ciclone. Nel 1985 a Bruxelles è ormai celebre la sua esultanza sfrenata dopo il calcio di rigore realizzato contro il Liverpool, nella finale di Coppa dei Campioni passata alla storia per i 39 morti del settore "Z" e una partita che forse non si sarebbe mai dovuta giocare, o almeno disputata con sobrietà e unicamente per ordine pubblico. Il nostro invece non solo ha esibito tutta la sua felicità a chi seguiva il match, ma più volte nel corso degli anni successivi ha cercato, come molte parti della Juventus, di insabbiare questa sciagura. Nel 2004, in occasione dei cento anni della Fifa, da consigliere spinse per evitare che si giocasse al Re Baldovino di Bruxelles, stadio costruito sulle ceneri dell'Heysel, ma che si giocasse a Parigi. Più volte si è sottratto a commenti e dichiarazioni a tal proposito, lasciando quella sfrenata esultanza, condita anche dall'esibizione della Coppa dopo la partita, come triste testamento di quella tragica serata. Alla vigilia dei Mondiali del 2018 poi, non vi fu bisogno di nessuna inchiesta o nessuna insinuazione per far scoppiare un'altra bomba. Fu lo stesso diretto interessato che in una intervista a "Radio France" ammise candidamente: "Nel 1998 truccammo i sorteggi del Mondiale. Volevamo Francia e Brasile in finale e le inserimmo in due gironi dove fossero in grado di arrivare prime e scontrarsi solo il 12 luglio a Parigi. Al momento di decidere i gironi, abbiamo fatto una piccola 'manovra'". Non l'unica, evidentemente. Gli inquirenti di Nanterre vorranno capire quanto altre 'manovre' gli sono riuscite in una carriera diplomatica con molte più ombre che luci.

Stefano Ravaglia 

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