L'Orchestra Dei Braccianti Incontra Villa Ada

L'Orchestra Dei Braccianti Incontra Villa Ada

Un live caratterizzato da talento ed impegno, solidarietà e confronto, occasione ulteriore per riportare all’attenzione del pubblico temi delicati e soprattutto attuali

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Settanta milioni di essere umani, attualmente, hanno lasciato la loro casa a causa di guerre, persecuzioni, carestie. Ogni giorno 37000 persone abbandonano la loro terra e migrano verso porti più sicuri dove iniziare una nuova esistenza. Di questi, la metà sono bambini.

La situazione non è mai stata così grave e dinanzi a questa terribile emergenza umanitaria molti governi occidentali adottano politiche di chiusura verso questi flussi migratori. In questo frangente anche quest’anno, il 20 giugno, si è tenuta la Giornata Mondiale del Rifugiato, patrocinata dall’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per il rifugiato.

Tra le varie manifestazioni di solidarietà e sostegno all’iniziativa, il live dell’Orchestra dei Braccianti, durante la kermesse musicale di Villa Ada Incontra il Mondo 2019. La band, composta da 18 elementi, nasce nel 2018 come progetto di integrazione, patrocinato da Terra! onlus, che vede nella musica un canale privilegiato in grado di superare e fondere insieme differenze culturali e linguistiche. I membri di questo particolarissimo gruppo provengono da tutti e cinque i continenti, ed ognuno porta il proprio bagaglio culturale e musicale che, fusi insieme, danno vita a sonorità fusion che spaziano da ritmi africani a percussioni orientali, da sonorità d’oltreoceano al ritmo incalzante dell’antica pizza salentina.

L’Orchestra dei Braccianti si pone come obiettivo quello di combattere il caporalato e facilitare l’integrazione sociale e culturale coinvolgendo uomini e donne che vivono in condizione di isolamento all’interno degli insediamenti agricoli delle campagne italiane. Tra i musicisti protagonisti della ensemble, infatti, troviamo persone che lavorano o hanno lavorato come braccianti agricoli e contadini.

Alessandro Nosenzo, cantautore pescarese, tesse le fila orchestrando la full band, che si destreggia abilmente omaggiando la Puglia grazie all’intensa U’ suprastante. Tra i momenti più emozionanti, uno sguardo al Golfo di Napoli quando il polistrumentista Marzouk Mejri riarrangia Cicirinella, fino a Redemption Song, cantata in coro con il pubblico sinceramente ed emotivamente coinvolto.

Un live caratterizzato da talento ed impegno, solidarietà e confronto, occasione ulteriore per riportare all’attenzione del pubblico temi delicati e soprattutto attuali, quello del caporalato e della “paura del diverso”, che troppo spesso, specie negli ultimi anni, risultano manipolati e strumentalizzati.

Carmine Della Pia 

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