ICC 2019 MANCHESTER UNITED INTER 1-0

PRIMA SCONFITTA PER CONTE, DECIDE GREENWOOD-

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Primo impegno nell’International Champions Cup per la formazione di Antonio Conte che affronta il Manchester United con i pensieri rivolti alla preparazione agonistica ma anche alle mosse di mercato che potrebbero ridisegnare nei prossimi giorni la formazione nerazzurra.

LE FORMAZIONI UFFICIALI: 

INTER: 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio, 6 De Vrij, 37 Skriniar; 87 Candreva, 5 Gagliardini, 77 Brozovic, 12 Sensi, 29 Dalbert; 70 Esposito, 21 Longo.

A disposizione: 27 Padelli, 46 Berni, 13 Ranocchia, 15 Joao Mario, 20 Borja Valero, 24 Barella, 44 Perisic, 72 Colidio, 73 Agoumé, 95 Bastoni, 96 Ntube, 98 Pirola, 99 Vergani. Allenatore: Antonio Conte

MANCHESTER UNITED: 1 De Gea; 29 Wan-Bissaka, 2 Lindelof, 38 Tuanzebe, 23 Shaw; 14 Lingard, 31 Matic, 6 Pogba; 21 James, 10 Rashford, 11 Martial.

A disposizione: 22 Romero, 40 Pereira, 3 Bailly, 4 Jones, 8 Mata, 12 Smalling, 15 Andreas Pereira, 16 Rojo, 17 Fred, 18 Young, 20 Diogo Dalot, 26 Greenwood, 28 Gomes, 36 Darmian, 37 Garner, 39 McTominay, 44 Chong.

Allenatore: Ole Gunnar Solskjær

LA PARTITA:

Ritmi inevitabilmente condizionati dal grande caldo quelli dell’inizio partita che regalano al pubblico del National Stadium di Singapore una prima fase di gioco abbastanza povera di occasioni, dove entrambe le quadre sono più preoccupate di assimilare i dettami tattici dei rispettivi allenatori che non di creare occasioni pericolose. In chiave nerazzurra positivi i primi minuti di gioco da parte di Sensi e Brozovic chiamati a coordinare i tentativi di pressing della squadra. La prima occasione pericolosa arriva al quarto d’ora di gioco quando una percussione centrale di Pogba libera al tiro dal limite dell’area di rigore il terzino Shaw; il tiro termina di pochissimo a lato. Anche nei minuti successivi sono gli inglesi a farsi preferire dal punto di vista delle conclusioni pericolose verso la porta avversaria, ma spesso l’Inter costringe il Manchester United a ricorrere a conclusioni dalla distanza che non impensieriscono quasi mai effettivamente Handanovic. Soprattutto la fase difensiva e la densità all’interno della propria area di rigore si rivelano aspetti particolarmente positivi e curati dagli uomini di Antonio Conte. Poco oltre la mezz’ora si alzano con alcune folate i ritmi della partita. Al 32º lo United approfitta di un errore in fase di impostazione da parte dell’Inter e recupera palla in zona offensiva e concede a James di poter calciare pericolosamente verso la porta ma il giovane talento manda il tiro a lato. Sul successivo ribaltamento di fronte è invece l’Inter ad avere sostanzialmente la prima occasione pericolosa della partita su una combinazione tra Brozovic e D’Ambrosio. Il terzino italiano approfitta di un errore in uscita da parte di De Gea e prova la deviazione ravvicinata a due passi dalla linea di porta, senza però trovare la conclusione vincente. Nel finale della prima frazione di gioco l’Inter sembra alzare progressivamente il baricentro delle sue azioni offensive pur senza creare occasioni davvero significative per poter pensare di sbloccare il risultato. Si chiude dunque senza reti la prima frazione di gioco.

Ad inizio ripresa è subito forte la pressione offensiva dello United che al 48º si avvicina al gol con un tiro di Lingard che trova però un eccellente salvataggio difensivo di D’Ambrosio che interviene all’ultimo istante sulla linea di porta, quando il tiro dell’esterno inglese sembrava aver già battuto imparabilmente Handanovic. Il predominio territoriale del Manchester United in questa fase della partita si fa sempre più pressante ed al 51º sugli sviluppi di un calcio d’angolo Matic colpisce di testa e angola la conclusione ma trova il palo. Dopo circa un’ora di gioco il Manchester United effettua una rotazione quasi completa degli uomini in campo mentre la squadra di Conte continua a proporre l’undici di partenza ad eccezione dell’ingresso di Perisic al posto di Longo avvenuto nell’intervallo. Un minuto più tardi lo stesso D’Ambrosio si rende pericolosissimo in zona offensiva con un’iniziativa davvero interessante che trova però un salvataggio altrettanto decisivo da parte di Wan Bissaka. I nerazzurri provano poi un’altra ripartenza sull’asse Candreva-Perisic ma il croato non riesce a trovare la deviazione sotto porta e l’occasione sfuma. Da qui in avanti sarà sostanzialmente un monologo dello United che può sfruttare una migliore condizione fisica a livello generale. Sono comunque molti i minuti in cui non si segnalano grandi opportunità né da una parte né dall’altra. Al 70º arriva un’occasione propiziata da Chong, il giovane esterno guadagna un calcio di punizione al limite dell’area di rigore superando nell’uno contro uno Škriniar con un’ottima iniziativa individuale. Sei minuti più tardi arriva il gol che decide l’incontro con la firma di Greenwood: tutto nasce da un calcio di punizione in favore dello United che Handanovic respinge lateralmente ma in maniera non impeccabile e il pallone diventa giocabile per il talento dello United che si conferma un giovane di assoluta prospettiva con un’ottima giocata individuale che si conclude con un tiro a giro che non lascia scampo al portiere nerazzurro. Una volta trovato il vantaggio il Manchester United si limita a controllare i ritmi di gioco nel finale della partita mentre l’Inter non riesce ad organizzare una reazione convincente che possa permettere alla squadra di Conte di riequilibrare eventualmente il risultato. Da segnalare nel finale l’esordio in maglia nerazzurra da parte di Nicolò Barella.

Arriva dunque una sconfitta di misura per la squadra nerazzurra che ha senz’altro dimostrato di essere molto lontana dalla composizione che avrà all’inizio effettivo ed ufficiale della stagione. Buoni segnali sono però arrivati dall’organizzazione difensiva mostrata complessivamente dalla squadra che finché ha retto a livello di condizione fisica ha mostrato una buona tenuta. Ora toccherà al mercato regalare quei rinforzi necessari per completare il mosaico.

Federico Ceste


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