Roberta De Gaetano

Roberta De Gaetano

Ho sempre la valigia pronta ma mi piace pensare di tornare sempre a casa.

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Bisogni primari è il secondo singolo della cantautrice siciliana Roberta de Gaetano. Il brano, caratterizzato da sonorità pop e dalla presenza di sintetizzatori analogici che rimandano a scenari anni ’80, è prodotto dal cantautore e produttore siciliano Toti Poeta.

La canzone – spiega Roberta - rivaluta quelli che da sempre definiamo Bisogni Primari. Il senso di libertà, l'emancipazione, l'affermazione personale, sono necessari tanto quanto dormire, mangiare, respirare. Bisogni Primari esprime la voglia di dare priorità al benessere personale, a tutto ciò che ci fa sentire vivi, di prendere le distanze dalle consuetudini e le apparenze sociali e ricercare sempre quello che più ci fa stare bene. Il ritornello è da cantare a squarciagola, alzate il volume, chiudete gli occhi, la testa si libera da tutti i pensieri, già sentite quel senso di libertà, il vento tra i capelli e quel gusto di salsedine in bocca”.

Come ti sei avvicinata alla musica e quali sono i tuoi riferimenti musicali?

La musica è sempre stata una componente importante della mia vita. In famiglia, avendolo studiato o no, tutti suonano uno strumento. Nonostante ciò ho iniziato a suonare solo da pochi anni in un momento in cui ero in cerca di nuovi stimoli. I miei ascolti vanno dal cantautorato italiano al pop, folk, beat degli anni 60-70. Così ho iniziato a suonare la chitarra e in seguito l’ukulele, ho subito capito che era la cosa che mi appassionava e allora ho deciso di approfondire gli studi diplomandomi al CET (la scuola di Mogol) prima come interprete e successivamente come autrice. Due anni fa ho iniziato a scrivere. Avevo bozze di canzoni, parti di ritornelli, idee per melodie tutte da arrangiare e riordinare ed è grazie all’incontro con Toti Poeta che ho iniziato a fare un lavoro di produzione sui brani che ci ha portati alla partecipazione di importanti premi della canzone d’autore come il Premio Bindi ed il Premio Bianca D’Aponte

Ti sei diplomata al C.E.T. prima come interprete e poi come autrice. È più difficile interpretare o scrivere un testo?

Credo sia difficile allo stesso modo. Non basta essere intonati per interpretare al meglio una canzone. Spesso ascoltando un pezzo ci affezioniamo alle sfumature a una singola parola che detta in un determinato modo esprime un concetto intero e ci apre mondi in testa, per cui credo che sia un aspetto molto importante. Scrivere testi è stata un’esigenza che è arrivata subito dopo. Sentivo la necessità di far uscire quello che avevo dentro e raccontare i miei pensieri.

In Bisogni primari ci sono evidenti sonorità anni ‘80, la decade che ha rivoluzionato la musica. Credo tu sia nata il decennio successivo ma tutti – prima o poi – si immergono anche solo per curiosità negli anni 80. Come è stato questo tuo excursus?

Sì io sono nata nel 1989 ma ho sempre adorato le sonorità più retrò e da quelle mi sono lasciata influenzare. Insieme a Toti Poeta abbiamo lavorato per creare un'identità sonora e l’aria del brano ci ha subito catapultato negli anni 80. Con lui e gli altri musicisti abbiamo fatto un grande lavoro di arrangiamento, di ore chiusi in sala a registrare e analizzare le singole parti che hanno portato i brani da semplici provini chitarra e voce ad avere un carattere tutto loro. Sicuramente gioca anche un ruolo questo ritorno ai film e serie televisive che si rifanno a quei tempi e di cui sono grande fan.

La Sicilia è una terra estremamente fertile musicalmente parlando, ho avuto l’opportunità di conoscere tanti validi progetti siculi. Il primo lavoro - singolo o ep che sia - si decide quasi sempre di produrlo in loco ma per tentare uno step successivo, vivere su questa meravigliosa isola può diventare un ostacolo?

La Sicilia è la terra di grandi artisti e ancora oggi tanti siciliani riescono a dire la loro nel panorama italiano. Io ho prodotto in parte i miei primi brani qui in provincia ma ho fatto parte del lavoro anche a Milano, anche se lo studio a dirla tutta era di un siciliano! È normale che in grandi città come Roma o Milano sia più facile trovarsi in contesti in cui i progetti artistici trovino maggiore eco e per questo mi sposto spesso, forse è uno degli aspetti che amo di più di questo lavoro. Ho sempre la valigia pronta ma mi piace pensare di tornare sempre a casa.

Presenterai un singolo al mese fino a novembre, mese in cui ti dedicherai ai live. Immagino che questo mini tour partirà proprio dalla tua città Barcellona pozzo di Gotto, ti sposterai anche in altre regioni? Quali anticipazioni puoi darci?

Sì, farò uscire un singolo al mese, mi è sembrato il miglior modo per dare valore ad ogni brano e per tentare ad ogni pezzo di far conoscere a più persone possibili il mio progetto in tutte le sue sfaccettature. A fine novembre dovrebbe uscire l'ultimo singolo programmato e in concomitanza partire il tour autunnale che mi permetterà di presentare in giro per i liveclub italiani il mio primo disco. Sicuramente il tour inizierà dalla Sicilia. Le date saranno annunciate a fine settembre/ottobre su tutti i miei canali.

Non posso esimermi dal chiederti voi siciliani come state vivendo il tentativo della Sea Watch di attraccare nel porto di Lampedusa?

Credo fermamente che le persone che abitano questa terra siano tutte uguali e abbiano gli stessi diritti. Credo che non possiamo non aiutare chi sta male o rischia la vita perché penso che le persone si debbano sostenere anche se ci dicono di essere divisi da una linea immaginaria che chiamano confine.

Per salutarci, quali sono per te i bisogni primari in questo momento?

In questo momento è chiaramente fare musica, sto finalmente portando alle orecchie di un'altra persona le mie emozioni e il lungo lavoro di un anno. Non vedo l’ora di essere in furgone e portare questi brani nei club di quante più città italiane. 

Sara Grillo 

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