CINQUE GIORNI PER LA VERITA'

Il presidente della Repubblica Mattarella al termine delle lunghe e difficili consultazioni di questi giorni ha infine imposto ai partiti tempi rapidi per la soluzione della crisi di governo .

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“ CINQUE GIORNI PER LA VERITA’ “

Il presidente della Repubblica Mattarella al termine delle lunghe e difficili consultazioni di questi giorni ha infine imposto ai partiti tempi rapidi per la soluzione della crisi di governo .

Nuove consultazioni già martedì prossimo e il segnale che arriva dal quirinale è molto chiaro: o ci sarà un accordo oppure il parlamento verra’ sciolto e si andrà inevitabilmente a nuove elezioni politiche dopo poco piu’ di un anno e mezzo dalle ultime .

Nelle parole del Capo dello Stato si intuisce che non c'è soltanto il dialogo tra M5S e Pd, che è diventato dirimente, ma resta aperta anche la partita con la Lega , con lo stesso ministro dell interno Salvini che , durante la sua lunga dichiarazione al quirinale post consultazione , ha lasciato aperta l’ ipotesi rimpasto di governo .

La palla ora , anche ufficialmente , passa ai partiti ed in particolare al m5s che , messo alle strette anche dall’ opinione pubblica , dovra’ decidere se ricucire l enorme strappo con gli ex alleati “ di contratto “ della Lega o fare il salto nel buio di una nuova esperienza con il partito democratico , nel frattempo resosi disponibile alla “trattativa” , anche se non e’ ancora chiaro su quali basi e con quali uomini .

Certo e’ che la mossa , a detta di molti “azzardata” , di Salvini e del suo partito sovranista di sfiduciare il presidente del consiglio Conte a causa di inconciliabili vedute all interno del governo , aprendo di fatto la crisi , potrebbe rivelarsi in realta’ , con un termine caro alla finanza , un’ operazione “ Win – Win “ .

E’ chiaro infatti che , nel caso si arrivi ad un Conte bis con nuovi ministri e sottosegretari o anche con parte di essi senza lo stesso avvocato civilista, la Lega ne uscirebbe ampliamente vincitrice nel braccio di ferro istituzionale , confermandosi , dopo l’ exploit europeo che l ha vista superare la soglia del 30 % , come ago della bilancia della politica italiana e forza politica capace di lasciare il governo del paese per poi riprenderselo subito alle sue condizioni .

Ma anche nel caso in cui il M5s decida di fare il grande salto formando un governo di scopo o “del presidente” o “di responsabilità’” , come molti analisti si spingono a definire , insieme agli odiati piddini , il risultato sarebbe un inevitabile contraccolpo nel loro elettorato , abituato a considerare il partito di ia Del Nazareno come il principale nemico politico , reo di aver contribuito alla decadenza del paese , a tutto vantaggio del partito di Salvini nel medio – lungo periodo

In questo senso le parole twittate oggi da Luigi Paragone , ex giornalista della Padania e diventato esponente di spicco dei pentastellati in parlamento , suona come un campanello di allarme per il giovane leader Di Maio e per tutto il movimento :” Più sento parlare quelli del Pd e più avverto quel solito senso di spocchia e di superiorità che mal sopporto... Sanno sempre tutto loro: ora dovete cambiare, dovete fare quello che vi diciamo noi e vedrete che alla fine entrerete nel club dei buoni, dei bravi...Quindi quando dicevamo che avevano creato povertà e distrutto il ceto medio scherzavamo? Io no, sia chiaro “

Nel frattempo la “passionaria sovranista” Meloni sbatte i pugni chiedendo a gran voce elezioni immediate cosi’ come il mai domo ex cavaliere Berlusconi , cosciente che in un eventuale e probabile vittoria di una coalizione di centrodestra potrebbe ancora dire la sua , nonostante le diverse visioni , in particolare in Europa , con la Lega a trazione salviniana .

Cinque giorni per la verita’ dunque , con il paese spaesato ed in attesa , tra vacanze quasi terminate e primi , svogliati rientri nelle citta’ . L’Italia in coda a questo caldo agosto si gioca il suo futuro politico senza neanche rendersene conto .

Cristian Coppotelli

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