Lazio Roma Stagione 19 - 20 Art. Di Laura Tarani

Lazio Roma Stagione 19 - 20 Art. Di Laura Tarani

Un derby tra luci e ombre, tante emozioni e grande agonismo, il pari va stretto a tutti ma da l'idea di un grande equilibrio in campo

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Giornata piovosa a Roma, cielo grigio e assaggio di autunno.

Nelle ultime ore la dirigenza giallorossa si sta dando da fare per coprire le falle nella formazione a disposizione di Fonseca, evidenziate e non poco, dalla prestazione poco convincente nella prima di campionato contro il Genoa.

Il Mister opta per un 4-2-3-1 abbastanza collaudato, Florenzi eterno terzino con l'unica differenza,rispetto alla formazione di domenica, di un motivato, ma pur sempre neofita Mancini, a sostituire Juan Jesus.

Nella Lazio Inzaghi punta sulle certezze di Radu in difesa, di Milinkovic-Savic a fluidificare il centocampo e di Immobile e Correa in attacco con il vigile Lulic alle spalle pronto a dare supporto.

Alla luce dei problemi riscontrati, incontrare una squadra come la Lazio in questo momento, sembra davvero un ulteriore handicap , il gioco veloce e centrato sul contropiede dei biancocelesti cozza con una difesa a tratti lenta e macchinosa che i giallorossi stanno ancora tentando di sistemare.

La partita comincia con non pochi dubbi, le squadre si studiano e confezionano un paio di occasioni per parte nei primi dieci minuti di gioco, il filtro a centrocampo fatica non poco e la Roma si affida al gioco sulle fasce che viene spesso spezzato dall'intervento di Leiva e compagni.

Correa prende lo spunto giusto, parte sempre nel cercare gli spazi ed attende Immobile per rifinire la manovra, in questa fase la difesa giallorossa cerca di fare muro, ricorrendo ad un pressing a uomo abbastanza serrato anche se a tratti fortemente nervoso ed irruento.

I cambi di campo diventano così piuttosto repentini ed a fare il lavoro maggiore sono Zaniolo e Kolarov.

La Roma attacca, cross di Zaniolo per Dzeko sottoporta, Milinkovic-Savic tocca con il braccio e per Guida non ci sono dubbi.

Sul dischetto Kolarov, freddezza e precisione, un altro gioiello che il numero 11 piazza nell'angolino basso alla sinistra di Strakosha, lì, proprio lì a sistra si sviluppa il gioco della Roma, con Lazzari che lo chiude, ma dove il serbo mostra tutta la sua classe, sempre un passo avanti.

la partita si fa più dura ed i ritmi sono serratissimi, la Lazio cerca il pari e trova due occasioni ghiottissime, con la difesa costretta ad inseguire, prima la traversa di Immobile,un attimo dopo il palo di Correa a filo della riga bianca ma la palla sembra non volerne sapere di entrare.

La difesa della Roma si abbassa ed i raddoppi sembra siano diventati un imperativo con Dzeko solitario in avanti ad attendere solo lo spunto dei compagni, nella fattispecie Kluivert e Zaniolo che devono fare straordinarie evoluzioni in accelerazione ed Immobile costretto spesso a cercare la porta dalla distanza, con Correa che spesso sale sul corridoio di sinistra, in attesa che Lulic e Milinkovic-Savic trovino la triangolazione giusta.

La Lazio è una squadra pericolosa, collaudata e molto concreta, i singoli si conoscono a memoria e la tattica di Mister Inzaghi ha sempe portato grandi soddisfazioni, basta un attimo ai biancoelesti per riprendere in mano una partita solo all'apparenza difficile, nervosa, combattuta ma equilibrata, dal canto suo la Roma sembra aver lavorato molto su questa fase di rientro che spiazza gli avversari costringendoli ad escogitare un approccio diverso ma creando non poca agitazione e distrazioni evitabilissime.

La coppia centrale Pellegrini/Cristante soffre il ritmo pesante battuto dalla Lazio : nel 3-5-2 sono Lazzari, Romero e Leiva a non lasciare respiro ai due centrali, un impedimento per Pellegrini che con molta pazienza e tanto sacrificio cerca di mantenere una certa copertura anche sul compagno, senza quindi poter usufruire del suo innato senso del gol. Dal canto suo Cristante ha sempre l'attenuante del ruolo, ma scoperta la debolezza la Lazio comincia a brsagliare il centrale mettendo in serio pericolo l'assetto tattico degli uomini di Fonseca.

Nella ripresa è la Roma a sembrare più motivata, con Kluivert che si spinge fin sottoporta per recuperare palloni e che un intervento dubbio fa sospettare una possibile sanzione. Un giocatore dal sangue freddo, ma ancora troppo innamorato del pallone tanto da ignorare i compagni, non errori, ma un comportamento che toglie opportunità e taglia le gambe. Il derby si sa, è una partita a sé sia per impegno che per motivazioni, dal canto suo questa Roma, completamente rinnovata, può giocarsi la tensione contando sull'asetticità di alcuni interpreti che sembrano dettare i tempi anche a chi vorrebbe approcciare questo match con più veemenza ; Mancini e Zaniolo su tutti, il primo al debutto in un gran match, molta voglia e grande tenuta anche se la strada è lunga, la garanzia di aver creato meno scompiglio di compagni di reparto più famosi fa già respirare meglio, cala sul finale come giusto che sia, il secondo ci crede, si impegna e va vicino al gol per ben due volte, combatte e coglie pure una traversa da brividi, le premesse ci sono anche nello stile in campo, giovane ma già con un bel curriculum.

La Roma si apre troppo, forte del risultato e con una manovra in rientro di Immobile è Luis Alberto che al 57' la manda in porta, con un desto a giro che sorprende sia Pau Lopez che Florenzi piazzato a guardia della porta.

un 1-1 che riporta in equilibrio una partita iniziata proprio con ritmi sostenuti ma che vede la Roma come la meno favorita per portare a casa il risultato. Infatti la Lazio raccoglie le forze e suona la carica,creando scompiglio tra le linee giallorosse, tra gli artefici dell'attacco biancoceleste sempre Correa e Luis Alberto, che trovano, come si riportava prima, nel contropiede un alleato insidiosissimo per i giasllorossi.

Al 66' entra Pastore per Under, il turco oggi è sembrato poco partecipe, troppo “costretto” nel gioco conservativo scelto da Fonseca, esce Zaniolo ed entra Santon anche la Lazio ricorre ai cambi, con Parolo al posto di Milinkovic-Savic, esce Lulic ed entra Joni.

Le squadre abbassano la testa all'assalto l'una dell'altra, mischie, falli, una partita combattuta fino alla fine, Lazzari trova il gol, ma Guida annulla per fuorigioco proprio dell'ultimo arrivato, in un'impeto e una rincorsa all'ultimo secondo nei quattro minuti di recupero concessi.

Finisce 1-1 tra il rammarico di non aver saputo sfruttare il vantaggio e la soddisfazione di aver visto ben più di qualcosa in campo, a partire dal Portiere, ma è presto per parlasre di lui, calma e sangue freddo, la classifica tuona già risultati poco confortanti.


Laura Tarani

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