Stray Dogs

Stray Dogs

Ciò che Jacopo Facchi ha racchiuso in questo lavoro sono delle storie unite da una serie di puntini. Puntini che non devono necessariamente essere consequenziali ma possono essere ascoltati in modo libero per consentire all'ascoltatore di beneficiarne a pieno

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Quanto può essere fuorviante ascoltare un ep senza avere idea di chi ne sia l’autore, produttore ed interprete? Stray dogs, “cani randagi”, segna il debutto discografico del cantautore Jacopo Facchi. L’ascolto ti proietta da subito l’immagine di un trentenne che sa il fatto suo, di un uomo che ha sposato la vita on the road e che ha deciso di raccontarla attraverso la musica.

Facchi, come si evince dal cognome, è una voce italiana che a Brescia ha mosso i suoi primi passi come musicista ma che ha fatto del sogno americano l’elemento cardine di Stray dogs. La sua permanenza negli USA, è il filo conduttore di queste cinque tracce che costituiscono il suo debutto discografico e che con Eat like a dog ci regala una non banale contrapposizione tra la razionalità dell’uomo e l’amore incondizionato di un cane. Un invito dunque ad abbassare le difese e lasciarsi semplicemente andare. E quindi fare del carpe diem il proprio mantra come racconta nella successiva See.

È la chitarra l’elemento principale di queste canzoni che si mescola ora al piano, ora al basso ed alle percussioni e che trova una miscela particolarmente interessante in The City e Philadelphia, entrambe legate alla tematica del viaggio intesa un po’ anche come rinascita. Si chiude il disco con l’introspettiva The Note ed un invito ad andare sempre avanti, avendo coraggio di voltare anche pagina quando necessario.

Ciò che Jacopo ha racchiuso in questo lavoro sono delle storie unite – come egli stesso ha raccontato – da una serie di puntini. Puntini che non devono necessariamente essere consequenziali – aggiungo io – ma possono essere ascoltati in modo libero per consentire all’ascoltatore di beneficiarne a pieno.

Stray dogs è un disco completo nella sua infinita semplicità. Bravo Facchi.

Sara Grillo

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