THE IRISHMAN Di Scorsese Alla Festa Del Cinema Di Roma - Di Alessia De Antoniis

THE IRISHMAN Di Scorsese Alla Festa Del Cinema Di Roma - Di Alessia De Antoniis

Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci insieme grazie a Netflix. "Hollywood non avrebbe pagato così tanto e consentito tempi di lavorazione così lunghi e i film, per essere visti, vanno fatti" racconta Scorsese

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Quando hai Martin Scorsese che dirige Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci, non puoi che assistere alla creazione di un capolavoro. E ringraziare che ne abbiano fatto un altro.

Robert De Niro (Frank Sheeran), Al Pacino (Jimmy Hoffa) e Joe Pesci (Russel Bufalino) sono i protagonisti del film The Irishman, di Martin Scorsese, epopea della criminalità organizzata operante negli Stati Uniti del secondo dopoguerra, narrata attraverso lo sguardo di un veterano della II Guerra Mondiale, Frank Sheeran, truffatore e sicario che lavorò al fianco di alcune delle personalità più note del ’900. Illustrando eventi accaduti nel corso dei decenni, il film affronta uno dei più oscuri misteri irrisolti della Storia americana, la scomparsa del sindacalista Jimmy Hoffa, e traccia un percorso epico e monumentale nelle segrete stanze della malavita, attraverso i suoi meccanismi interni, le rivalità e gli intrecci con la politica.

Il film nasce da un'idea di De Niro, che lesse il libro e si innamorò del personaggio di Frank, proponendo a Scorsese di farne una sceneggiatura.

La storia rientrava nel filone di Quei bravi ragazzi e Casinò, dando a Scorsese l'occasione per andare più a fondo nell'analisi di quegli anni, raccontando al contempo una storia sul passare del tempo, sul tradimento, sul rimorso, sul percorso di una vita.

Non è semplicemente una storia di mafia. A distanza di anni, i fatti, gli omicidi, la corruzione, diventano solo scene sfocate in lontananza: i fatti accaduti sono ormai lontani nel tempo, Frank è l'unico sopravvissuto, abbandonato anche dalla sua famiglia, e si trova ad affrontare gli ultimi anni della sua vita. Dei fatti accaduti nessuno si ricorda più: le nuove generazioni non sanno neanche chi siano certi uomini che, nel bene e nel male, hanno fatto un pezzo di storia degli Stati Uniti.

Per Scorsese, The irishman è una storia attuale non per i fatti che racconta, ma per le tematiche trattate: queste vanno al di là del tempo e si ripetono ancora oggi. Lo ha fatto mettendo insieme due grandissimi attori che narrano una storia che parla a tutti, anche a chi non sa chi sia Hoffa. Perché, come ha spiegato Scorsese in conferenza stampa, “un film non deve essere ambientato in un'epoca contemporanea per esserlo. Sono i contenuti che lo rendono tale. I pensieri, le emozioni, la moralità e l'immoralità di un uomo sono comprensibili anche a chi allora non c'era”.

In The Irishman non c'è più la drammatizzazione del criminale, come in Scarface di De Palma, o l'ascesa del gangster che alla fine doveva cadere. C'è, semmai, l'accettazione della fine della vita. Quello che è stato fatto nel passato è finito e il vero centro della storia è il viaggio interiore del protagonista, dell'uomo.

“Sapevo com'era lavorare con De Niro, anche se erano passati 23 anni dalla nostra ultima collaborazione – racconta il regista - Non abbiamo dovuto parlare molto. Ci capivamo e basta. Con Pacino era la prima volta. Eravamo stati presentati da Coppola negli anni '80, ma non avevamo mai trovato un progetto comune. L'idea di fargli interpretare Hoffa è stata di Bob (De Niro). Sono amici da quarant'anni e questo ha contribuito alla loro collaborazione sul set. Per questo ho lasciato che i loro personaggi crescessero naturalmente mentre le riprese andavano avanti. Loro sentivano che stavano facendo qualcosa di unico nella storia del cinema”.

The Irishman è un film che ha richiesto quattro anni di lavorazione e sei mesi di post produzione e il primo ciack è stato ritardato negli anni perché Scorsese non voleva girare usando attori giovani per raccontare il passato. Voleva lavorare solo con “Al e Bob”.

L'occasione gli è stata offerta da Netflix che ha messo a disposizione i capitali (il film è costato 160 milioni di dollari), la tecnologia, il tempo (quattro anni di riprese e sei mesi di post-produzione), ma soprattutto la tecnologia CGI (computer-generated imagery). Il film è stato quindi girato con te tecniche tradizionali e i protagonisti sono stati ringiovaniti successivamente.

“Hollywood non avrebbe pagato così tanto e consentito tempi di lavorazione così lunghi – ha raccontato Scorsese – e, per vedere un film sullo schermo, questo deve essere prodotto. I film che ho avuto la fortuna di fare negli anni, non potrebbero essere realizzati oggi nello stesso modo. Negli ultimi anni ho lavorato anche con pochi finanziamenti, ma stavolta non era possibile”.

Netflix ha finanziato il progetto lasciando a Scorsese la massima libertà creativa. Unica condizione posta è stata la presenza in sala e sulla piattaforma Netflix in contemporanea dopo solo quattro settimane dall'uscita del film.

Sicuramente un'epoca è finita, ha concluso il regista, ma una cosa resta fondamentale: che le sale sostengano il buon cinema, che non è un parco a tema ma un'arte che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni.


Alessia de Antoniis



The Irishman

di Martin Scorsese

Cast: Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Stephen Graham, Anna Paquin, Domenick Lombardozzi, Stephanie Kurtzuba, Kathrine Narducci, Jesse Plemons, Welker White Sceneggiatura: Steven Zaillian (dal libro “L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa” di Charles Brandt)























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