Aladin, Il Musical Geniale: Il Genio Delle Seconda, Quinta E Sesta ...

Aladin, Il Musical Geniale: Il Genio Delle Seconda, Quinta E Sesta ...

Al Brancaccio il miglior genio italiano al servizio della musica, della danza e dei costumi… e dell’amore romantico!

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Chiariamo subito: lo spettacolo cui si ha la possibilità di assistere al Brancaccio in questi giorni e fino al 8 dicembre è un musical originale, né trasposizione in scena di alcun cartoon né di american movie.

E questa è la sua forza! Maurizio Colombi, regista ed autore dello show, riparte dalla novella di Le mille e una notte, per reinventarla con un colpo, è il caso di dire, di genio. Colombi inserisce una duplicazione dei personaggi magici, che va a creare nel corso della rappresentazione un’interessante e divertente incontro/scontro tra due approcci alla magia e alla vita.

Anche le musiche, di Davide Magnabosco Alex Procacci e Paolo Barillari, e le coreografie sono originali: e diciamo subito a tal proposito che lo spettacolo funziona, e grazie ad un equilibrio perfetto, quasi sincretico, tra la musica, le coreografie, ed i costumi di Francesca Grossi.

Quest’ultimi, in particolare incantano, creando un disegno di colori, con una strizzata d’occhio al valore semantico degli stessi, (i giovani protagonisti in bianco, l’antagonista in nero), che ben si inserisce in sintonia alle coreografie fluide e ai brani musicali brillanti.

Scenografie e, soprattutto, trovate registiche, che allargano lo spazio scenico alla platea ed oltre, rendono movimentato questo spettacolo che nulla persona all’attenzione del pubblico.

Il fulcro, comunque, rimane nel corpo dell’attore.

Qui i protagonisti, Leonardo Cecchi nel ruolo di Aladin ed Emanuela Rei in quello di Jasmine, si esprimono attraverso una performance che ci riporta direttamente alla professionalità di Brodway e alla magia del Winter Garden Theatre.

Leonardo Cecchi interpreta un Aladin atletico, e molto gli è stato richiesto dalla regia sotto questo aspetto, giullare, romantico, e a cui tutto riesce, come all’attore che lo porta in scena.

Dal punto di vista della performance musicale e coreografica, entrambi i giovani attori si dimostrano padroni delle diverse arti.

Abbiamo allora rivolta qualche domanda a questi due giovani talenti, ma prima che per conoscerne le risposte, per il piacere di sentire questa energia positiva ed entusiasmo del fare che trasmettono anche fuori dal palco:

La differenza tecnica tra recitare davanti ad una camera e recitare a teatro:

Leonardo Cecchi: Davanti alla telecamera è lo sguardo che risalta, il lavoro è quindi più interno.

Sul palco l’espressione è molto più fisica, perché deve arrivare anche chi è in ultima fila.

E la differenza da un punto di vista emotivo:

Emanuela Rei: A me piace tantissimo per il rapporto diretto con le persone, sentire gli applausi, le mani battute a tempo di musica; ma sicuramente l’agitazione è maggiore, per la paura di sbagliare. Con le riprese c’è la possibilità di ripetere la scena, sul palco no. Bisogna eventualmente trovare un escamotage. È molto più impegnativa la cosa: quindi più bella!

Il rapporto tra i due protagonisti sul palco:

Leonardo: È bello perché ci siamo sostenuti a vicenda.

Emanuela: È la prima volta per entrambi che facciamo musica; e Leonardo mi è sempre stato accanto e mi ha incoraggiata anche nei momenti di stanchezza o insicurezza.

E diciamo anche che la sintonia tra i due arriva al pubblico, e anche il lavoro tecnico che c’è dietro queste performance così impegnative.

Segnaliamo anche i due geni, interpretati da un brillante Sergio Friscia e da Umberto Noto, e la bravissima Raffella Alterio nel ruolo di … una scimmia!

E confermiamo che Aladin, il musical geniale, è uno spettacolo ed intrattenimento d’arte; che può piacere anche ai più giovani, sì, ma non uno spettacolo per bambini.

Uno spettacolo di musical.

Recensione di Gioia G. Di Mattia 

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