Andrea Cardia

Andrea Cardia

All’inizio volevo solo migliorare un brutto e grigio muro, pensavo che il colore fosse meglio di quel grigio

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L’Unfolding Roma passeggia per le strade di Roma e incontra, nell’ormai noto quartiere Pigneto, Andrea Cardia.

Nato a Roma nel 1971, Andrea si definisce un “pittore da cavalletto”, nella solitudine del suo studio cerca la concentrazione per esprimere la sua arte. Un bel giorno, mentre porta a spasso il cane, passando davanti al muro di confine dell’Istituto Sorelle della Misericordia che dà su via Luchino dal Verme, muro che ha rasentato tante volte con indifferenza, ebbene, quel giorno decide di colorarlo, lo vede come uno spazio vuoto e grigio da riempire per dare un po’ di colore al suo quartiere.

In 13 giorni dipinge, colora, illustra la storia dell’Italia negli ultimi 50 anni. Scende tra la gente, abbandona la solitudine del suo studio e scopre un quartiere, un territorio, le persone che lo abitano, riesce ad avvicinare le persone all’arte che non è più su uno scomodo e alto piedistallo che la fa sembrare tanto lontana e distante.

Andrea, i giornali e le tv hanno parlato molto del tuo murale, vuoi aggiungere qualcosa?

Ormai l’ho detto in tutte le salse, non sono un tipo a cui piace vantarsi, sono uno molto riservato e solitario ma questa esperienza mi ha fatto scoprire un quartiere e mi ha aiutato a vederlo sotto un altro aspetto. All’inizio volevo solo migliorare un brutto e grigio muro, pensavo che il colore fosse meglio di quel grigio.

Inoltre ho pensato che l’Arte non è fatta per noi stessi, per farci belli di fronte agli altri, l’Arte è un dono che si fa agli altri.

Con la tua arte hai dato colore a questo muro. Ma come ti sei organizzato formalmente?

Come prima cosa ho chiesto il permesso alle suore dell’Istituto, poi mi sono scontrato con l’Amministrazione Pubblica e la burocrazia, debbo dire che per il seguito del progetto ho avuto l’appoggio della Presidenza del Municipio ma all’inizio ho avuto delle difficoltà, soprattutto per l’inaugurazione. Poi adesso il murale si trova sul sito del Comune di Roma.

Questo murale racconta la storia italiana degli ultimi 50 anni, ma ogni tanto si vedono degli spazi bianchi che sono stati riempiti…

Come puoi vedere gli spazi bianchi sono ad altezza bambino, il giorno dell’inaugurazione del muro, ho messo in mano ai bambini i colori e loro si sono divertiti a colorare e disegnare negli spazi che avevo riservato a loro. Sono venuti a disegnare i bambini delle scuole, bambini di tutte le razze, tutti assieme. Tutto il murale è un invito all’apertura e mi sembrava giusto lasciare spazio ai bambini, sono loro il nostro futuro. Io credo che questo spazio lasciato agli altri non è mai successo nella street art.

Come hai finanziato questa primo murale?

Mi sono servito dell’autofinanziamento tramite Crowdfunding e poi via, dipinto in 13 giorni!

Insomma come ha reagito il quartiere a questa tua opera?

Una sorpresa infinita, non ho mai parlato tanto in vita mia come durante la realizzazione del murale, non c’era minuto che qualcuno si fermasse per dirmi qualcosa sia in negativo che in positivo, ho potuto interagire con gli abitanti del quartiere ed in qualche occasione li ho dovuti anche accontentare, ad esempio lo sfondo nero della prima parte del murale, alla gente non piaceva l’ho dovuto schiarire, quando mai un pittore fa quello che gli dice la gente? Certo, ho fatto quello che avevo in testa, ma in qualche modo mi sono misurato anche con quello che mi dicevamo le persone che si fermavano e che parlavano con me.

Ed ora sta per partire la seconda parte del progetto.

Si, da lunedì primo giugno inizierò il murale su via Muzio Attendolo, ma questa volta non lo farò da solo, ho voluto coinvolgere 25 artisti, non solo romani ma di tutta Italia, voglio proseguire con il concetto di “apertura” e quindi ho deciso di coinvolgere più artisti possibili condividendo con loro la mia idea.

E’ stato facile coinvolgere altri artisti?

Assolutamente no, avevo in mente solo pittori e poi mi sono ritrovato anche a coinvolgere altri artisti come fotografi o writers, insomma mi sembrava limitato lavorare solo con altri pittori. Ho trovato persone che mi hanno sbattuto la porta in faccia ma ho trovato anche persone splendide che si sono tuffate con me in questo ulteriore progetto. Però l’idea, il progetto è mio e quindi voglio che chi si partecipi ma consci di dove siamo. Voglio un impegno da parte degli artisti a conoscere il territorio dove il murale sarà fatto, voglio delle idee, delle opere che abbiano una continuità territoriale, ad esempio un artista si è chiesto: Ma chi era Muzio Attendolo e da lì nascerà la sua opera.

Come intendi organizzare il lavoro, lavorerete tutti assieme o uno per volta?

La mia idea è di far lavorare un artista per volta, in modo che come me sperimenti il contatto con la gente del quartiere e nel frattempo vorrei che fosse permesso all’artista di farsi conoscere anche con le sue opere esponendole in gallerie o altri luoghi, sto cercando di mettere su una rete con gallerie e locali che ospitino le opere dell’artista che in quel momento sta lavorando sul muro.

Il primo pittore che inizia il primo giugno è Carlos Atoche, peruviano ma a Roma e al Pigneto dal 2003, in questi giorni ha inaugurato una sua mostra proprio qui al Pigneto, come dicevo prima vorrei che chi dipinge il muro di via Muzio Attendolo possa anche mostrare le altre sue opere.

E il finanziamento per questo nuovo murale?

Servono almeno 100 euro ad artista quindi 2500 euro e per ora non ho soldi, gli artisti che dipingeranno sono fantastici, mi hanno detto che hanno materiale da usare, insomma in qualche modo faremo anche riciclo. Per il resto mi sto affidando a offerte che possono venire dal quartiere ma non mi piace andare in giro a chiedere soldi. Il municipio non ha soldi però poi chiamano dall’estero artisti per “riqualificare” con la street art Tor Marancia quando a Roma ci sono moltissimi artisti bravi e capaci.

Andrea, io ti ringrazio per l’intervista e non posso che augurarti di portare a termine il progetto secondo le tue aspettative e la tua idea artistica. L’impegno che metti ti farà trovare la strada giusta.

In bocca al lupo!

Alessio Capponi

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