LA MECCANICA DEI MOSTRI DA CARLO RAMBALDI A MAKINARIUM

LA MECCANICA DEI MOSTRI DA CARLO RAMBALDI A MAKINARIUM

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma in mostra le opere del maggior esponente della meccatronica negli effetti speciali nel Cinema, creatore di alcuni miti come E.T., King Kong, Alien che gli hanno valso il premio oscar

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In questo periodo fino al 6 gennaio chiunque può sognare facendo una visita al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Infatti, la mostra “La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium”, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, Azienda Speciale Palaexpo, è in grado di affascinare qualsiasi fascia di età, da quelli che hanno vissuto in diretta film come E.T., King Kong, Alien fino a chi li guarda oggi per la prima volta rappresentando dei classici della storia del cinema sempre attuali. E di certo se queste pellicole hanno avuto e continuano ad avere tanto successo il merito è anche degli effetti speciali del grande Carlo Rambaldi uno degli italiani che ha portato molto in alto nel mondo la capacità creativa di una certa qualità. Non a caso l’artista dei trucchi scenici di tipo plastico ed elettromeccanico è riuscito per ben tre volte, nel 1976, 1979 e 1982, a conquistare l’oscar.

Più che giusto, allora, celebrare Rambaldi con l’esposizione curata da Claudio Libero Pisano che occupa tutto il primo piano dell’edificio del palazzo trovando ogni singola scultura la più giusta collocazione. Fra le emozioni più grandi, almeno per quelli che vissero l’intensità dello sceneggiato nel 1972 di Luigi Comencini, c’è la riproduzione del burattino di Pinocchio che riusciva a muoversi a distanza grazie a una tecnica molto all’avanguardia per l’epoca. Purtroppo, per le riprese non fu usata la marionetta originale ma soltanto una copia ispirata all’opera di Rambaldi che fu costretto a fare causa contro la produzione.

E un’intera sezione della mostra non poteva che essere dedicata a E.T. l’extraterrestre più romantico della storia che Rambaldi ha saputo inventare donandogli una tenerezza a dir poco umana. Il visitatore può visionare vari prototipi oltre ai bozzetti che hanno portato alla versione definitiva del personaggio. Un ulteriore spettacolo è anche vedere l’espressione di meraviglia dei tanti bambini al cospetto del loro eroe con uno stupore che si raddoppia di fronte all’enorme braccio di King Kong lungo circa sei metri. D’effetto anche ritrovarsi in una stanza illuminata di penombra rossa con i diciotto soldati alieni del film cult Barbarella di Roger Vadim interpretato dalla giovanissima Jane Fonda.

Il bello dell’iniziativa è anche scoprire come Rambaldi era capace di realizzare il progetto grafico e di sovrintendere a tutte le fasi di realizzazione del modello. Infatti, dai bozzetti e dai progetti tecnici sulle movimentazioni dei diversi personaggi che sono esposti, si può meglio comprendere il genio che riusciva a rendere realistico qualsiasi personaggio grazie alla tradizione artigianale italiana legata alla capacità ingegneristica.

Per l’occasione al Palazzo delle Esposizioni è documentata anche l’opera del gruppo Makinarium che costituisce la generazione successiva a Rambaldi che, dopo gli anni del boom del digitale, è tornata alla meccatronica associata al digitale. Specializzata nello sviluppo di effetti speciali integrati fisici e visivi, la giovane factory Makinarium con sede a Roma, ha restaurato le opere di Rambaldi che sono in mostra. Inoltre, è presente una sezione che documenta il loro lavoro nel cinema di oggi con tecniche costruttive di alcuni mostri che  hanno incredibili similitudini con le creature che hanno caratterizzato il cinema negli anni Settanta e Ottanta.

                                                                                  Rosario Schibeci

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