ROMA – LAZIO 1-1. LE PAGELLE GIALLOROSSE

Doveva essere la serata del riscatto e così è stato. In campo, 10 gladiatori che hanno annichilito l’unica squadra in grado di battere i campioni di Italia.

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Fonte immagine Emanuele Gambino

Doveva essere la serata del riscatto e così è stato.

In campo, stasera, si sono visti 10 gladiatori che hanno annichilito l’unica squadra in grado di battere, fino ad ora, i campioni di Italia. Grandissime prestazioni dei singoli che hanno creato un collettivo solido e compatto. Impressionanti i centrali di difesa che hanno completamente eclissato l’attacco più forte del campionato; smaglianti gli esterni bassi che certo non hanno fatto rimpiangere chi era rimasto in panchina; un centrocampo attento e preciso; due incursori alti che hanno letteralmente sbaragliato sulle fasce; la diligenza di un centravanti che deve solo ritrovare un po’ di cattiveria.

Una Roma vicinissima alla perfezione se non fosse stato per quei gol che continuano a non arrivare e un Pau Lopez che definire imbarazzante, stasera, è un complimento.

Teniamoci stretto un punto importantissimo e avanti a testa alta verso il Sassuolo.

LE PAGELLE GIALLOROSSE

Pau Lopez 4 – In una partita che lo ha visto spettatore per 94 minuti, riesce a farsi ricordare per una delle cose più assurde mai viste su un campo di calcio. Un’uscita alla Goicoechea di quelle che mettono veramente paura. Imbarazzante.

Santon 7 – Si guadagna nuovamente il posto da titolare e ricambia a pieno la fiducia con una gara perfetta e piena di grinta. Tiene testa a Lulic e Luis Alberto e si concede solo una sbavatura nel secondo tempo quando si lascia sfuggire per un attimo Lulic, ma è sicuramente poca cosa rispetto al resto della gara. Un giocatore completamente rinato. Dall’82 Kolarov SV – Giusto il tempo di battere una punizione e tentare il gol dell’ex, per il resto non giudicabile.

Mancini 7 – Dopo qualche defaillance nelle ultime partite, torna ad essere il pilastro cui ci aveva abituato. Attenzione e concentrazione bloccano le avanzate di Correa e Immobile a cui non consente mai di dialogare. Fatica un po’ di più nella ripresa, ma non lascia comunque spazi agli avversari.

Smalling 7,5 – Gli spetta l’arduo compito di fermare uno degli attaccanti più in forma del campionato e lui non solo gli tiene testa ma lo annienta completamente. Dalle sue parti non passa un pallone e nel secondo tempo rafforza ancor di più il gioco romanista spingendosi costantemente in avanti. Complice incolpevole sul gol biancoceleste, non può che rimanere a guardare quanto innescato da Pau Lopez.

Spinazzola 7,5 – Se nella Roma fossero tutti “rotti” come lui, la squadra di Fonseca avrebbe fatto 13. Prende il posto da titolare dell’inamovibile Kolarov e mette subito in chiaro che lui quella maglia vuole tenersela stretta. Corre senza sosta creando scompiglio sulla fascia sinistra e innescando per i compagni. Quando parte si lascia dietro una scia di avversari e difficilmente non arriva a metà verso l’area avversaria. Nella ripresa lancia in porta Veretout con una precisione cristallina. Si fa notare anche in fase difensiva intervenendo, spesso, su Immobile e Caicedo.

Veretout 6,5 – Sempre preciso, gestisce molto bene il centrocampo, ritrovando sicurezza e cattiveria. Arriva per due volte davanti a Strakosha ma sbaglia clamorosamente la conclusione. Peccato. Dall’89 Pastore SV

Cristante 6,5 – Gioca un buon primo tempo, riuscendo a tenere a bada Luis Alberto. Al 13’ si fa vedere pericolosamente in area biancoceleste ma Luiz Felipe gli nega la gioia del gol, pochi minuti dopo si riscatta innescando il cross per il gol di Dzeko. Nel secondo tempo perde un po’ di lucidità e cala di ritmo.

Under 7,5 – Si tiene stretta la sua seconda chance e torna ad essere il turco che mette paura. Crea il panico sulla fascia destra, annichilendo chiunque provi a fermarlo. Non alza mai il piede dall’acceleratore e spinge per tutti i 90 minuti. Da una sua prodezza nasce l’azione del rigore negato, non si tira mai dietro e cerca il gol ad ogni occasione. Ha ritrovato grinta e sicurezza, ora aspettiamo che ritrovi anche la via verso la porta.

Pellegrini 6,5 – Non sembra avvertire la tensione del Derby. Gioca una gara attenta e ben costruita. A fine primo tempo va vicinissimo al gol con un tiro da manuale ma colpisce il palo. Nel secondo tempo accarezza il sogno del rigore e del possibile gol della vittoria, ma Calvarese torna sui suoi passi annullando ogni sogno di velleità. A negargli il 7 in pagella è solo qualche piccola sbavatura che non gli consente ancora di sbocciare come ci si aspetta.

Kluivert 6 – Corre tanto e costruisce anche di più ma continua a mancare in fase conclusiva optando spesso per la decisione sbagliata. Un giovanissimo con grandi potenzialità che deve ancora maturare e crescere di testa. Dall’81 Perotti SV Un ingresso che si fa notare solo per un errore che potrebbe costare caro alla Roma.

Dzeko 6,5 – Ritrova il gol contro la Lazio e si presenta in più occasioni faccia a faccia con Strakosha. Crea molto e lotta da vero attaccante, ma da lui ci si aspetta che la butti dentro ad ogni tiro, cosa che, purtroppo, viene troppo spesso a mancare. Nella ripresa si mangia due gol praticamente fatti, colpendo prima in piena faccia Strakosha e mancando, poi, la giusta angolazione su colpo di testa. La Roma ha, sì, bisogno delle sue invenzioni e del suo appoggio in tutti i settori del campo cui ci ha abituato negli ultimi tempi, ma ha bisogno, soprattutto, dei suoi gol e speriamo arrivino presto.

All. Fonseca 7 – Prende il coraggio a quattro mani e in una partita difficile come questa si prende la responsabilità di tenere fuori elementi come Florenzi e Kolarov e il campo gli dà ragione. Mette in campo una squadra ardimentosa che riesce a dominare ed eclissare gli avversari. Chiede aggressività e la ottiene, chiede compattezza e la ottiene, chiede sacrificio e l’ottiene, ora è il momento di chiedere i gol e ottenerli.

Alessia Graffi

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