Milan - Torino 28.01.2020

La rivincita di Calhanoglu, re di coppe

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Il turco subentra e ribalta una partita che vedeva i rossoneri ormai quasi rassegnati alla sconfitta e all'eliminazione. Nella serata in cui viene commemorata la grande figura di Kobe Bryant, il Milan guadagna la possibilità di giocarsi la semifinale contro la squadra più forte del nostro campionato: la Juventus.

Milan alla ricerca della quinta vittoria di fila tra campionato e Coppa Italia per mantenere il trend positivo contro un Torino in grande crisi, reduce dalla pesantissima sconfitta casalinga contro l'Atalanta che rende questa serata una possibile ultima spiaggia per Walter Mazzarri.

Pochi cambi per Pioli, che rispetto al match di campionato sceglie soltanto Bonaventura, Krunic e Piatek, rispettivamente al posto di Calhanoglu, Kessié e Zlatan Ibrahimovic, il cui minutaggio va gestito con grande attenzione. In panchina si rivede Paquetà, dopo la non-convocazione volontaria per Brescia. Anche l'allenatore dei granata si affida ai titolarissimi, con Belotti che mantiene la sua posizione in attacco con Verdi e Berenguer in appoggio.

Grande commozione ad inizio partita per il ricordo di Kobe Bryant, scomparso prematuramente due giorni fa insieme alla figlia e ad altre sette persone a causa di un incidente col suo elicottero privato. Luci spente e le note di "Who wants to live forever" dei Queen per ricordare un campione il cui nome va al di là dello sport: una leggenda che non potrà mai essere dimenticata.

Parte forte il Milan, che si riversa subito in avanti alla ricerca del goal. Neanche a dirlo, la fonte principale di gioco è la fascia sinistra, dove Theo Hernandez semina il panico con le sue discese, come al 7' quando dopo un bel triangolo con Rebic mette in area un bel pallone per Piatek, anticipato però all'ultimo momento dal suo marcatore. E' un buon segno e difatti i padroni di casa ci mettono meno di cinque minuti per sbloccare il risultato: è Rebic il protagonista principale dell'azione, bravo ad entrare in area con una bella percussione e servire in maniera precisa l'accorrente Bonaventura, che insacca nella porta spalancata.

Al minuto 24 scroscia l'applauso dell'intero stadio in onore dell'ultimo numero portato sulla schiena da Kobe e Castillejo prova a ricordarlo a modo suo con un bel sinistro, a cui però Sirigu si oppone deviando in calcio d'angolo.

Il Torino prova a mettere fuori la testa dalla sua metà campo, ma è ancora il Milan ad andare vicinissimo al goal del raddoppio con Rebic, che colpisce di testa debolmente a tu per tu con l'estremo difensore granata su cross perfetto di Castillejo. A goal sbagliato corrisponde spesso un goal subito e la partita di oggi non fa eccezione, perché la difesa rossonera fa una dormita colossale su un lancio di Verdi, sbaglia il fuorigioco e permette a Bremer di infilare comodamente Donnarumma sotto le gambe da posizione favorevolissima. 

Il pareggio scalda gli animi in campo e Pasqua è costretto a tenere a bada i giocatori a suon di cartellini gialli. A centrocampo Lukic e Rebic vengono graziati per due interventi da cartellino arancione, rispettivamente ai danni di Castillejo e Izzo. Bene per il Milan, perché il croato è in grande forma ed è quello che mette maggiormente paura alla difesa avversaria. Prima del duplice fischio c'è tempo anche per un suo goal, annullato però a causa di un tocco precedente di mano da parte dell'evanescente Piatek. 

Nessun cambio nell'intervallo e la ripresa inizia col Torino che pare avere una verve differente da quella vista nella prima mezz'ora e dopo dieci minuti va vicinissimo al goal del vantaggio con una mischia in area dovuta ad un'uscita sbagliata di Donnarumma, risolta poi da Bennacer che spazza il pallone più lontano possibile dalla porta. Tra i rossoneri il più vispo è Castillejo, che si fa più volte notare con iniziative personali sulla corsia destra, soprattutto quando trova un cross preciso per la testa di Romagnoli sugli sviluppi di un corner, ma il difensore non inquadra la porta.

A questo punto Pioli prova a cambiare qualcosa per smuovere gli animi, inserendo Ibrahimovic al posto di Piatek, ma il goal lo trova il Torino. Anche in questo caso è un vero e proprio regalo della difesa, questa volta nella persona di Theo Hernandez che permette a Bremer di staccare in totale libertà su cross di Ola Aina e battere un incolpevole Donnarumma.  E' un brutto colpo per i rossoneri, che faticano a reagire nonostante gli ingressi di Leao prima e Calhanoglu poi.

E' proprio il turco, però, a levare le castagne dal fuoco alla sua squadra a tempo regolamentare scaduto. Arrivato in Italia con la nomea di grande tiratore dalla distanza, raramente fino a questo momento era riuscito a dimostrare sul campo di meritarla, ma questa sera fa eccezione anche con un pizzico di fortuna sotto forma di deviazione da parte di Djidji che risulta fatale per Sirigu. La rete carica il Milan, che in pieno recupero potrebbe addirittura trovare il colpo del KO, ma Ibrahimovic sbaglia clamorosamente mandando alto il pallone a porta sguarnita.

Si va quindi ai supplementari ed il Milan offre subito l'azione manovrata più bella della partita: progressione centrale di Leao, che scarica sulla sinistra per Rebic, che con un cross basso velato da Ibrahimovic mette il pallone sui piedi di Calhanoglu, che sbaglia clamorosamente sparando addosso a Sirigu. La reazione del Torino è affidata ai piedi di Ola Aina, che scaglia una potente conclusione col mancino impegnando Donnarumma e facendo sussultare San Siro.

E' la serata del turco, che dopo un primo tempo supplementare anonimo trova la doppietta personale all'inizio del secondo, siglando per la prima volta due reti nello stesso match da quando veste la maglia del Milan. Lo stadio esplode di gioia e l'entusiasmo coinvolge la squadra, che trova subito il colpo con cui mette al tappeto definitivamente gli avversari: azione di Leao, assist per Ibrahimovic che questa volta può seguire il pallone andare in porta con lo sguardo e festeggiare a suo modo. 

Due goal subiti, quattro fatti ed i rossoneri passano il turno di Coppa Italia onorando Kobe con un punteggio che richiama i suoi numeri e, per come sono andate le cose, a tratti è sembrato veramente che il Milan avesse un dodicesimo uomo in campo. In semifinale ci sarà la Juventus, forse la squadra peggiore da affrontare col doppio turno, ma sarà un problema da affrontare più avanti. Le vittorie consecutive del "nuovo" Milan salgono a cinque e l'impressione é che ci sia stata una svolta mentale decisiva.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan, inutile dirlo, il migliore è Calhanoglu che mette a posto le cose quando sembrava tutto finito. Buona la prova di Castillejo, motorino instancabile, così come quella di Leao nei tempi supplementari. Un po' a corrente alternata Ibrahimovic e Rebic, mentre è totalmente da rivedere la difesa dove tutti commettono gravi errori.

Il migliore dei granata è Bremer, autore della doppietta che pareva decisiva fino al novantesimo. Piacciono Verdi, non solo per l'assist e Izzo. Sirigu fa quello che può, mentre Belotti non punge la pure distratta difesa rossonera. Male i subentrati.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-4-2): Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Castillejo, Krunic (81' Calhanoglu), Bennacer, Bonaventura (76' Leao); Rebic (105' Kessié), Piatek (64' Ibrahimovic). All. Pioli

TORINO (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer (82' DjiDji); De Silvestri (112' Laxalt), Lukic, Rincon (112' Lyanco), Aina; Verdi, Berenguer (90' Millico); Belotti. All. Mazzarri

Matteo Tencaioli

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