Le Lacrime Di Giulietta

Caterina Gramaglia è capace di attrarre lo sguardo del pubblico con un solo gesto o con un silenzio prolungato

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Ieri L’Unfolding Roma era al Teatro Argot Studio alla prima di Le Lacrime di Giulietta.

Uno spettacolo ad atto unico di e con Caterina Gramaglia. Al suo fianco, seduto a gambe incrociate, il chitarrista Ennio Speranza.

In scena è stato portato un omaggio ad una delle più grandi attrici italiane, Giulietta Masina. A quasi vent’anni dalla sua scomparsa, spentasi per una neoplasia polmonare dopo soli 5 mesi dalla morte del suo amato Federico Fellini, questo spettacolo dipinge i maniera elegante e delicata, i momenti salienti della vita della Charlie Chaplin italiana. Riporta in scena brani di interviste, cenni biografici e molto altro, tutto condito dalle musiche di Caetano Veloso, tratte dall’Album che il cantautore brasiliano dedicò alla coppia Fellini-Masina nel 1999, oltre ad altri brani arrangiati in maniera molto originale e che hanno entusiasmato il pubblico in sala.

Caterina Gramaglia è capace di attrarre lo sguardo del pubblico con un solo gesto o con un silenzio prolungato, mette in scena tutte le sue capacità artistiche facendoti piombare in una dimensione onirica tanto cara non solo a Federico Fellini ma anche alle caratteristiche di Giulietta Masina.

Non è solo la Charlie Chaplin la protagonista dei ricordi messi in scena, ma anche il rapporto di coppia con Fellini, un amore profondo e indissolubile, una coppia che poteva essere definita come LA COPPIA, simbolo di un amore che va oltre il dolore della morte di un figlio dopo solo 15 giorni dalla nascita o che va oltre le scappatelle di Federico con attrici e signorine avvenenti che Giulietta ha sempre perdonato, con grande eleganza, sapendo che l’amore che li teneva assieme era un dono eccezionale.

Di Caterina Gramaglia mi ha sorpreso non solo la recitazione magnetica ma anche la grande capacità vocale messa in scena assieme al chitarrista Ennio Speranza.

Due i momenti più emozionanti e divertenti a mio parere.

Il primo quando interpreta in una maniera molto originale, grintosa, arrabbiata, violenta “Come prima più di prima t’amerò” di Tony Dallara, una interpretazione che ha divertito il pubblico tanto poi da chiederle un bis dopo la fine dello spettacolo.

Il secondo, alla fine dello spettacolo, quando accompagnata dl chitarrista si è lasciata ad andare ad una serie di vocalizzi che arrivano al cuore e che mostrano le sue grandi capacità artistiche, tecniche e interpretative.

Le lacrime di Giulietta è uno spettacolo di quelli che ti lascia il segno, che ti fa uscire dal teatro con il sorriso sulle labbra, che porta a termine il compito primario del teatro e della recitazione: la “sympatheia” che si sviluppa tra attore e spettatore. In 45 minuti di spettacolo, provi così tante emozioni ma l’ultimo messaggio che ti arriva è quello della gioia di vivere, forse il messaggio che quella piccola grande donna che era Giulietta Masina ha voluto dare sempre fino all’ultimo istante della sua vita grazie alla sua grande arte.

Alessio Capponi

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