Inter 4 - 2 Milan 09.02.2020

Troppa Inter per questo Milan, nonostante un super-Ibra

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Ai rossoneri non basta la grande prestazione dello svedese per contenere la marea nerazzurra dopo un primo tempo dominato. Nella ripresa esce la squadra di Conte, che mette a nudo tutti i limiti difensivi di quella rossonera, che cade a causa dei ripetuti errori.

Tutto esaurito a San Siro per il derby n.225, che attira nell'impianto milanese più di 75'000 spettatori. Nerazzurri in campo per l'aggancio alla Juventus, uscita sconfitta inaspettatamente dal Bentegodi. I rossoneri, che partono sfavoriti sulla carta, provano ad approfittare dei risultati negativi di alcune dirette avversarie, Roma e Napoli su tutte, per mantenere una buona posizione in zona Europa League. Un po' di pretattica in settimana per entrambi i tecnici, che sembravano intenzionati a schierare moduli molto coperti, ma che a conti fatti presentano entrambi formazioni con due attaccanti in campo.

Antonio Conte non si fida ancora di Eriksen, in piena fase di ambientamento nel nostro campionato e gli preferisce il più esperto Vecino, meno qualitativo, ma di sicuro più adatto a contenere il gioco avversario sul nascere. I piedi buoni a cui si affida sono quelli di Sanchez, lanciato nella mischia dall'inizio dopo la buona prestazione da suventrante a Udine la scorsa settimana. Completano il centrocampo Barella e Brozovic, mentre in difesa Godin vince il ballottaggio con Bastoni, con Padelli che prende il posto dell'infortunato Handanovic tra i pali.

Pioli, ex di turno e noto tifoso interista, risponde scegliendo Rebic al posto di Leao, con Calhanoglu che parte da posizione più accentrata in supporto di Zlatan Ibrahimovic, recuperato e unica vera punta in campo per il Milan. In difesa, la fisicità di Kjaer viene preferita al senso della posizione di Musacchio per contrastare Lukaku, mentre a destra torna titolare Conti. A centrocampo, torna titolare Bennacer dopo la squalifica.

L’inizio di partita è appannaggio del Milan, sceso in campo col piglio giusto e la voglia di provare subito a far pendere l’ago della bilancia dalla propria parte. Dopo un paio di sortite interessanti , a far tremare il pubblico di casa ci pensa il giocatore più in forma dei rossoneri: Hakan Calhanoglu, che sembra averci preso gusto a provare il tiro da fuori e fa tremare il palo alla destra di Padelli. Al quarto d’ora è il turno di Rebic, che stoppa bene al limite dell’area di rigore e va alla conclusione, respinta però dalla difesa avversaria.

Il primo squillo interista porta il nome di Matias Vecino, che su calcio d’angolo è bravo a saltare in controtempo rispetto alla difesa avversaria e colpire di testa, ma per sua sfortuna il pallone esce di poco a lato con Donnarumma forse in leggero ritardo sul tuffo. L’Inter cresce ed è sempre l’uruguaiano a creare grattacapi alla retroguardia del Milan, questa volta con una conclusione partita dal pieno dell’area, ma troppo centrale per impensierire l’estremo difensore rossonero.

Sono comunque gli ospiti a fare la partita, con un pressing inaspettato volto a mantenere costantemente il comando delle operazioni, con l’Inter che si trova spesso costretta a difendere con tutti gli effettivi e fatica a cambiare passo quando si trova in possesso di palla. E’ una tattica che paga, perché a furia di provarci il Milan passa a cinque minuti dalla fine del tempo regolamentare. Ibrahimovic parte sulla sinistra e mette in mezzo un pallone a mezza altezza su cui Padelli esce male ed è pronto ad approfittarne Rebic che da pochi passi la mette in porta. Sembra finita qui, ma in pieno recupero arriva il raddoppio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Kessié prolunga sul secondo palo dove proprio lo svedese stacca come ai bei tempi e trafigge il portiere avversario, anche questa volta parso un po’ attonito.

Le squadre vanno quindi negli spogliatoi col Milan inaspettatamente, ma meritatamente in vantaggio per due reti a zero.

Si rientra in campo senza cambi nelle due compagini, ma quella che si vede sul terreno di gioco è un’Inter diversa. Quella spenta e rassegnata del primo tempo lascia spazio a quella con l’occhio della tigre che piace tanto a Conte e nel giro di meno di dieci minuti raddrizza una partita che sembrava impossibile da girare. Apre le danze Brozovic, con una bellissima conclusione al volo dalla distanza che non lascia scampo a Donnarumma e chiude due minuti dopo Vecino, assistito da Sanchez che si trova colpevolmente solo al centro dell’area per colpa di un grave errore di Conti nel mettere in atto il fuorigioco.

A questo punto la partita torna in equilibrio, ma senza che le due squadre rinuncino ad attaccare alla ricerca del goal vittoria. A cercarlo con maggiore convinzione è l’Inter che, letteralmente trasformata dal goal del pareggio, comincia a macinare gioco e a chiudere i rossoneri nella loro metà campo. Proprio quando questi ultimi sembrano ricominciare a respirare, battendo un colpo con una punizione di Ibrahimovic che finisce larga, arriva la rete del vantaggio dei padroni di casa. Corner battuto da Candreva, De Vrij stacca lasciando Romagnoli a guardare e di testa mette il pallone sul secondo palo dove il numero 99 rossonero non può arrivare.

A questo punto Conte si difende, inserendo Eriksen al posto di Sanchez e Pioli risponde con un doppio cambio offensivo che prevede l’ingresso di Leao e Paquetà, rispettivamente al posto di Castillejo e Kessié, seguito dall’ingresso di Bonaventura in vece di uno stanco Rebic. E’ però ancora l’Inter ad andare vicino al goal, con una punizione telecomandata del danese che sbatte contro l’incrocio dei pali e fa tremare nuovamente i tifosi avversari. Il pericolo sveglia il Milan, che mette in campo le ultime forze residue e corre qualche rischio per proiettarsi in avanti alla ricerca del pareggio, a cui va vicinissimo poco prima dello scadere del tempo regolamentare con un colpo di testa di Ibrahimovic che sbatte sul palo.

E' il palo su cui sbattono anche le speranze di recupero dei rossoneri, perchè durante il recupero arriva la quarta rete dei padroni di casa, che chiude definitivamente la partita. Anche in questo caso si tratta di una colossale dormita collettiva del reparto difensivo, che permette a Vecino di guadagnare il fondo e crossare indisturbato al centro dell'area nonostante due giocatori a pressarlo e in mezzo arriva comodo comodo Lukaku a timbrare il cartellino senza che nessuno provi ad ostacolarlo.

La Milano calcistica è ufficialmente divisa in due, con l'Inter che dopo stasera può sognare lo scudetto ed il Milan che naviga nelle torbide acque di metà classifica all'eterna ricerca di sé stesso.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan sarebbe da rivedere tutta la difesa, della quale non se ne salva uno. Grandi colpe vanno a Conti, che sbaglia il fuorigioco sul goal del pareggio e Romagnoli, che lascia staccare De Vrij sul terzo. Bene la squadra dalla cintola in su, ma il migliore nemmeno a dirlo è Zlatan Ibrahimovic, che segna, fa segnare e colpisce un palo nel finale, risultando l'ultimo ad arrendersi. Eterno.

Nell'Inter il peggiore è Padelli, che nel primo tempo regala un goal e mezzo agli avversari e deve ringraziare i compagni di squadra che ribaltano tutto nella ripresa per non avere un derby sulla coscienza. Non incanta Sanchez, nonostante l'assist, ma i migliori sono Barella, Vecino e Brozovic, capaci di dare la scossa ad una squadra che sembrava in balia di sé stessa. Bene anche Lukaku, che lotta e segna il goal che chiude il match.

FORMAZIONI UFFICIALI:

INTER (3-5-2): Padelli; Godin, De Vrij, Skriniar; Candreva (80' Moses), Vecino, Brozovic, Barella, Young (95' Biraghi); Sanchez (72' Eriksen), Lukaku. All.: Conte.

MILAN (4-2-3-1): Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Kessié (80' Paquetà), Bennacer; Castillejo (80' Leao), Calhanoglu, Rebic (82' Bonaventura); Ibrahimovic. All.: Pioli.

Matteo Tencaioli

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