RUDI VOELLER, SESSANT’ANNI DI STORIA - AUGURI TEDESCO VOLANTE

RUDI VOELLER, SESSANT’ANNI DI STORIA - AUGURI TEDESCO VOLANTE

13 aprile 1960 – 13 aprile 2020 sessant’anni di storia, sessant’anni di Rudi Voeller.

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Fonte immagine: siamolaroma.it

Sessant’anni fa nasceva ad Hanau uno dei più grandi bomber della storia del calcio e, soprattutto, della storia della Roma: Rudi Voeller, il tedesco che volava….

Era il 1987 quando l’indimenticato Dino Viola fece il colpaccio portando a Roma colui che per i successivi 5 anni sarebbe stato il cuore e l’anima giallorossi. Il tedesco inossidabile, che rimase in una squadra assai lontana da quelle che erano le sue eccezionali doti, ma che, nonostante tutto, se la caricò sulle spalle portandola in alto, portandola in finale di Coppa Uefa e alla conquista della Coppa Italia.

Il primo anno di Voeller alla Roma non è certo da segnare negli annali: un gol alla seconda giornata, preannuncio di una valanga di reti? Purtroppo solo l’inizio della discesa. Di lì a poco, infatti, il tedesco si sarebbe infortunato e un rientro troppo affrettato avrebbe per sempre segnato l’intera stagione.

L’anno successivo ci volle tutto il carisma del Presidente per convincere il bomber, con le valigie già pronte, a rimanere a Trigoria. Per fortuna, quella del carisma era una dote di cui Dino Viola non era certo privo e il suo perentorio “Tu non ti muovi da qui” trattenne il tedesco che, dalla stagione successiva, iniziò a volare.

Preso ad honorem il titolo di leader indiscusso, trascinò letteralmente da solo la squadra, senza arrendersi mai neanche nei momenti più bui (emblematico il coro che si innalzò dalla curva “nemica” in uno stadio dimezzato dai restauri “Er tedesco sta a giocà da solo”), regalando reti, triplette, gol pesanti e decisivi, spingendo l’acceleratore fino all’ultimo minuto dell’ultima partita in giallorosso e tutto sempre al grido di “Vola sotto la curva vola, la curva si innamora, tedesco vola”.

Ma il talento indiscusso di questo campione non si limita alla sua tecnica di gioco. Umile, dal cuore grande, sempre pronto ad aiutare gli altri e a sacrificarsi per loro, il tedesco si è guadagnato il titolo di campione a 360 gradi dentro e fuori il rettangolo di gioco. Tantissime le testimonianze dei suoi ex compagni di squadra che ne esaltano il carattere, la generosità, il carisma e la leadership.

Con lui in campo, la Roma ha sognato in grande, anche quando non c’era nulla da sognare. Ci ha fatto esultare quando tutto sembrava perduto, come nella semifinale di Coppa Uefa contro il Broendby; ci ha fatto esaltare con un pallonetto alla Lazio, molti anni prima che lo facesse un giovane raccattapalle che da fondo campo guardava e apprendeva…; è riuscito nell’intento di non far rimpiangere un osso duro come Roberto Pruzzo; ha alzato al cielo la Coppa Italia mettendo a segno il gol decisivo.

Nel 1992, con un addio tutt’altro che indolore, lascia la Roma per approdare all’Olympique Marsiglia e portarsi a casa la Coppa Campioni; ma, come da registro, a sancire ancora una volta il suo grande cuore, quel cuore che a Roma e alla Roma resterà legato per sempre, il suo pensiero, in quella notte magica, andrà proprio ai suoi compagni e alla sua ex squadra. Perché questo è Rudi Voeller, bomber nei piedi e nell’animo.

Auguri tedesco volante

Alessia Graffi

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