Il Violino Di Alessio Bidoli Suona La Grande Musica Di Nino Rota

Il Violino Di Alessio Bidoli Suona La Grande Musica Di Nino Rota

Nino Rota: Chamber Works. La musica da camera del premio Oscar che non ha scritto solo colonne sonore - di Alessia de Antoniis

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Nino Rota: Chamber Works, appena pubblicato da Decca Italy, è il nuovo album del violinista Alessio Bidoli, dedicato alle composizioni di musica da camera di uno fra i più significativi autori musicali del XX secolo.

Il violino di Bidoli è accompagnato dal pianoforte di Bruno Canino, dal flauto di Massimo Mercelli e dall'arpa di Nicoletta Sanzin.

Nino Rota è famoso per aver creato indimenticabili colonne sonore per grandi registi: Fellini (da I vitelloni a Amarcord, da La strada a La dolce vita), Soldati, Lattuada, Monicelli, Eduardo De Filippo (da Napoli milionaria a Filumena Marturano), Zeffirelli (da Romeo e Giulietta, che gli valse in Nastro d'Argento nel 1969, a La bisbetica domata), Visconti (da Rocco e i suoi fratelli al Gattopardo). Sue anche le colonne sonore de Il Padrino e Il Padrino parte II, per cui vinse l'Oscar nel 1975 (non poté essere premiato per il primo, perché la colonna sonora non era originale, ma presa da un tema già usato per Fortunella di Eduardo).

La scelta di Alessio Bidoli, però, è forse meno facile, ma in grado di restituirci pagine ineguagliabili e poco conosciute dell'enfant prodige italiano, con un omaggio alla sua musica cameristica neoclassica e a musiche che compose per il cinema meno noto.

Si parte con la Sonata per violino e pianoforte (1936-37) dedicata a Guido Agosti ed eseguita per la prima volta a Milano nel ’38, composizione che rientra nel pieno della stagione del neoclassicismo

italiano. A seguire l’Improvviso in re minore per violino e pianoforte, suonato in una sequenza del film Amanti senza amore di Gianni Franciolini (1947), adattamento della novella Sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj, interpretato da Clara Calamai.

Sonata per flauto e arpa, composta tra il ’37 ed il ’38, altro esempio della volontà di Rota di partecipare alla stagione del neoclassicismo italiano, vissuto nel segno dell’originalità, dell’invenzione melodica, della chiarezza e fluidità della costruzione e dell’assenza di quelle insistite e spesso artificiali – se non addirittura artificiose – spigolosità che talvolta rendono freddo e distante certo repertorio analogo.

The Legend of the Glass Mountain è invece un brano per violino e pianoforte tratto dalla colonna sonora dell'omonimo film del 1949 diretto da Henry Cass.

La Sonata per flauto e arpa, è invece uno dei lavori cameristici più rappresentativi della poetica neoclassica rotiana.

“L’idea di questo lavoro – afferma Alessio Bidoli - mi è venuta dopo aver ascoltato una sua intervista su RAI3, durante la quale Nino Rota parlava della sua vertiginosa carriera con la semplicità dei grandi e questa umiltà e semplicità mi ha fortemente colpito. Ovviamente lo conoscevo per le colonne sonore del cinema, ma anche perché aveva insegnato al Conservatorio di Bari dove anch’io ho avuto per due anni una bella esperienza lavorativa. Ecco quindi l’idea di questo disco insieme a Bruno Canino, Massimo Mercelli e Nicoletta Sanzin, per far conoscere ai giovani studenti e agli appassionati della musica del ’900, anche il repertorio da camera raffinato e ironico di questo grande compositore italiano”.

La fama di Nino Rota è ovviamente legata alla sua prestigiosa produzione di musica per il cinema e spesso si trovano nel suo catalogo pagine in cui sono evidenti e dichiarate le contaminazioni tra materiali tematici di origine cinematografica e temi di brani concertistici. Più volte il compositore disse: “Non credo a differenze di ceti e di livelli nella musica: il termine ‘musica leggera’ si riferisce solo alla leggerezza di chi l’ascolta, non di chi l’ha scritta”.

Grazie alla preziosa opera di Bidoli, possiamo quindi godere della musica di un compositore che non stabiliva barriere di genere in un’arte, come quella musicale, che ha senso proprio in quanto libera da limiti di sorta, creata con quella modernità sempre attuale che è propria dei compositori veri.


Alessia de Antoniis

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