Al Napoli Teatro Festival Ruggero Cappuccio Fa O'miracolo

Al Napoli Teatro Festival Ruggero Cappuccio Fa O'miracolo

Ruggero Cappuccio: nel teatro di corte di Palazzo Reale scattiamo una foto storica, perché da qui riparte il teatro italiano. - di Alessia de Antoniis

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In una Napoli baciata dal sole, che sembrava essersi appena svegliata dopo un lungo sonno, Ruggero Cappuccio, direttore artistico del Napoli Teatro Festival, scatta quella che lui stesso ha definito una foto storica. “Da qui - dice Cappuccio – dal teatrino di corte di Palazzo Reale, riparte il teatro italiano”. E annuncia che dal 1 al 31 luglio Napoli alzerà il sipario sul Napoli Teatro Festival e sul teatro italiano.

“L'universo – continua - è fondato sui tempi: è una grande orchestra dove ognuno deve fare la sua parte, ma se l'orchestra va fuori tempo, il direttore ferma la prova. Gli esseri umani sono andati fuori tempo. Il capitalismo ha inventato un altro tempo, che brucia il nostro tempo interiore. Durante il lockdown, il tempo ci ha consentito di riflettere. Mentre milioni di persone erano chiuse nelle loro case, impaurite per il loro corpo, facevano qualcosa per il loro spirito, entrando virtualmente nei musei, nei teatri, nei luoghi della cultura. In questi mesi, la psiche l'hanno curata gli attori. Ora gli attori sono pronti ad essere defenestrati. Invece noi, oggi, siamo in una città del sud a far ripartire il teatro italiano grazie allo spirito di servizio di tutti. Esiste un Sud che si muove e che muove; un Sud che affronta con coraggio lo spettro della paura”.

Napoli Teatro Festival affronta la grande sfida di far tornare a far vivere in modo responsabile i luoghi della cultura, chiusi l'8 marzo, riaprendoli alle persone grazie al teatro, una delle più alte forme di partecipazione alla vita democratica della società. Con questa mission, Napoli Teatro Festival ha deciso di ripartire in totale sicurezza, rispettando il distanziamento sanitario, ma rompendo le regole del distanziamento sociale: quasi tutti gli spettacoli saranno all'aperto, in modo da poter rilanciare, in sicurezza, il riavvicinamento sociale e culturale.

Il Palazzo Reale di Napoli sarà anche quest'anno la sede principale del Festival. I suoi cortili, d’Onore e delle Carrozze, e il Giardino Romantico ospiteranno spettacoli di prosa e le sezioni Cinema e Osservatorio. Il Festival si avvarrà anche di diverse aree del Real Bosco di Capodimonte. Tra gli altri luoghi coinvolti a Napoli, Palazzo Fondi, i cortili dei palazzi del rione Sanità, il rione De Gasperi, la spiaggia delle Monache a Posillipo (con accesso da Lido Sirena – Via Posillipo), il Teatro di San Carlo, e il circolo Canottieri. Altri incantevoli luoghi che verranno aperti fuori Napoli sono il Duomo e il cortile del teatro Ghirelli a Salerno, il complesso monumentale di Santa Chiara a Solofra, il Teatro Naturale di Pietrelcina, e l’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere.

Come ha sottolineato il direttore Cappuccio, “i miracoli li lasciamo ai santi”: per la riuscita di una festival che sembrava destinato ad essere annullato, e che vedrà in scena ben 130 spettacoli, tra cui 28 prime assolute, ha collaborato una squadra di uomini e donne che vanno dal mondo artistico a quello dell'amministrazione cittadina e regionale, passando per tecnici, maschere, facchini, costumiste, addetti stampa, attori noti e meno noti, tutti intenzionati a far sì che il teatro non sia una #falsaripartenza, ma una macchina in grado di creare ricchezza economica attraverso la creazione di ricchezza culturale. E, in questo, l'Italia dovrebbe davvero ricordarsi che può essere leader nel mondo.

In un mondo sempre più liquido, dove le foto dei telefonini spesso si perdono mentre restano quelle stampate trent'anni fa, la direzione del #NTF20 si pone come obiettivo di contribuire alla crescita mentale e culturale del Paese, lavorando a quelle tracce che non si vedono in superficie ma che restano, indelebili, nell'anima degli esseri umani. La “foto storica” scattata durante la presentazione del festival, vuole essere semplicemente questo: una traccia indelebile nell'anima di chi vorrà contribuire al riavvicinamento umano e culturale che tutti auspichiamo.

Tra i protagonisti di questa edizione Silvio Orlando, Vinicio Marchioni, Francesco Montanari e Gianmarco Saurino, Bruno Fornasari, Andrea De Rosa, Luana Rondinelli, Antonio Piccolo, Lino Musella, Federica Rosellini, Ciro Pellegrino, Laura Angiulli, Joele Anastasi, Salvatore Ronga, Lucianna De Falco, Francesco Saponaro, Lara Sansone, Vincenzo Nemolato, Chiara Guidi, Claudio Ascoli, Marcello Cotugno, Ettore De Lorenzo, Massimiliano Gallo, Alessio Boni, Gianni Farina, Sarah Biacchi, Lina Sastri, Mimmo Borrelli, Renato Carpentieri, Claudio Di Palma, Roberto D’Avascio, Carlo Geltrude, Maria Rosaria Omaggio, Marco Dell’Acqua, Alberto Conejero, Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì, Franca Abategiovanni, Riccardo Pippa, Corrado Ardone, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, Roberto Rustioni, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Mario Scandale, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Francesco Tavassi, Mariangela D’Abbraccio, Euridice Axen, e le compagnie Anagoor, Carrozzeria Orfeo, Casa del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità, e Mutamenti/Teatro Civico 14.

Unico spettacolo al chiuso, il concerto al teatro San Carlo il 26 luglio, con arie di Bach, Debussy e Chopin. Di quest'ultimo è stata scelta la Sonata n. 2 dell'Op. 35, la Marcia Funebre, in memoria di tutti coloro ai quali sono state negate le esequie a causa dell'emergenza Covid.


Alessia de Antoniis


Biglietti popolari (da 8 a 5 euro) e agevolazioni per le fasce sociali più deboli. Acquistabili online sul sito www.napoliteatrofestival.it e ai botteghini allestiti nei luoghi degli eventi.

Il ricavato degli spettacoli inseriti nella sezione Musica sarà devoluto in beneficenza all’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale” di Napoli.


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