Juventus Lazio 2 1 L'orgoglio Non Basta

Vince la Juventus con una doppietta di Ronaldo figlia di errori clamorosi della difesa della Lazio. Per la Champions serve l'orgoglio degli ultimi minuti

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Non è stata la partita del sogno scudetto che tutti pensavano poteva essere fino a qualche settimana fa. Doveva essere la partita per la Champions o almeno per la dignità. il cuore. Alle difficoltà di un qualsiasi Juventus-Lazio si sono aggiunte le numerose assenze della Lazio e una condizione fisica pericolosa.  E tutto sommato le premesse sono state mantenute. Manca il risultato, vero, difficile da fare a Torino nonostante la Juventus non sia più brillante e la Lazio non è più quella del campionato pre covid. Questa volta, però, a differenza di altre prestazioni, non si può dire che la Lazio non ci abbia creduto. Pochissime le azioni da gol, i tiri in porta, ma tanta abnegazione e sacrificio da parte degli uomini di Inzaghi che non hanno abbassato la testa e a conti fatti hanno perso allo Stadium per colpa di gravi disattenzioni.

Primo tempo – Regge l’urto la Lazio, che si difende ordinata e compatta. Sa che deve soffrire e lo fa. 45 minuti quindi di sofferenza, con la Juventus per buona parte riversata in area che sfiora il gol con almeno due occasioni nitide. Eppure in avvio di gara il primo tentativo pericoloso è quello della Lazio: bene Immobile a servire Caicedo a pochi passi da Szczesny, è Bonucci a deviare in angolo. Inizia poi il pressing della Juventus che al 12^ colpisce il palo con Alex Sandro sugli sviluppi di una punizione battuta da Dybala. Al 20^ bravo Luis Felipe a salvare, con le braccia lungo il corpo, su punizione di Ramsey. Al 35’ azione strepitosa di Rabiot che si avvia sulla fascia sinistra con una gran corsa personale, libera il sinistro e Strakosha si salva in angolo. Negli ultimi minuti del primo tempo cresce la Lazio che prova ad alzare un po’ il suo ritmo ed impensierire con i mezzi  che ha a disposizione i bianconeri. Ci riesce con un tiro da fuori di Ciro Immobile che al 43’ trova il palo interno.

Chiude in attacco la Lazio, che crolla in pochi minuti nella ripresa.

Secondo tempo - Al 46’ grande azione di Dybala che con la sua serpentina entra in area biancoceleste. Sul tap in di Ronaldo, non blocca Strakosha, ci pensa Lazzari a salvare sulla linea. Passano pochi secondi, che diventano minuti prima della decisione definitiva: tiro di Ronaldo, tocca con il braccio largo Bastos. Orsato lo vede subito e dà la punizione, ma richiamato dal Var conferma il braccio, ma non la posizione: è dentro l’area ed è rigore. Dal dischetto Ronaldo non sbaglia: Strakosha individua il lato, ma non lo prende e CR7 porta i suoi in vantaggio e sale a quota 29 gol in campionato. Al 53^ il 2 a 0, ancora Cristiano Ronaldo che può serenamente ringraziare Luis Felipe che al centrocampo perde clamorosamente un pallone e fa partire la coppia Dybala-Ronaldo che indisturbati nell’area biancoceleste possono affondare il colpo del 2 a 0.

Simone Inzaghi guarda la panchina, ma non ha scelte. Però i suoi uomini stanno calando: Anderson, dopo un buon primo tempo, è sparito dal campo e Caicedo si è visto poco e il tecnico fa entrare al loro posto Vavro e Adekanye. Dà segnali di vita la Lazio, ma non è mai pericolosa. Al 75^ terzo cambio per la Lazio con l’ingresso dell’altro Anderson, Andrè, al posto di Cataldi che appena entrato sfoggia il suo tiro potente dalla distanza, con coraggio e personalità. 

Ci crede e ci prova con orgoglio la Lazio. All'83' l'occasione che potrebbe riaprire la partita. Immobile ci crede e si avventa su un pallone che sembrava perso, costringe Bonucci al fallo: giallo per il difensore bianconero e rigore per la Lazio. Dal dischetto Immobile non sbaglia  ed eguaglia Cristiano Ronaldo nella stessa partita a quota 30 in A. 

Ultimi minuti di tensione della Lazio che sembra crederci più nei minuti conclusivi che nel resto della partita. All'88' grande punizione di  Milinkovic Savic: Szczesny la toglie dal 7 coi pugni. 

Nei minuti di recupero Inzaghi manda in campo anche i giovanissimi Raul Moro e Falbo per Luiz Felipe ed Anderson. Al 91^ Raul Moro subito si fa ammirare per la sua velocità, ma Bonucci riesce a fermarlo. 

E' una fiammata biancoceleste, perchè la Juventus non appena riesce a ripartire è sempre pericolosa e chiude in attacco. Una vittoria che per la Juventus vuol dire avvicinarsi a grandi passi al nono scudetto consecutivo, per la Lazio resta un punto a separarla dalla Champions. Segnali incoraggianti, ma ancora molte cose da rivedere. Su tutte gli errori di Bastos e Luiz Felipe che aprono interrogativi inquietanti su quello che passa per la testa dei giocatori biancocelesti che accusano improvvisi blackout.

Enrica Di Carlo 

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