SI AVVICINA IL MES , PAROLA DEL MINISTRO ALL'ECONOMIA GUALTIERI

SI AVVICINA IL MES , PAROLA DEL MINISTRO ALL'ECONOMIA GUALTIERI

Il ministro dell’economia, durante la conferenza con i capi delegazione della maggioranza per presentare la richiesta di sforamento di bilancio da 25 miliardi in consiglio dei ministri , ha rilanciato l’attivazione del Mes

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Il ministro dell’economia Gualtieri , durante la conferenza con i capi delegazione della maggioranza prima di presentare la richiesta di sforamento di bilancio da 25 miliardi in consiglio dei ministri , ha rilanciato l’attivazione del mes .

Dopo la richiesta di extra deficit da 20 miliardi del Cura Italia e i 55 del dl Rilancio, Il Consiglio dei ministri ha dato mercoledi’ il il via libera a una richiesta di deficit aggiuntivo di 25 miliardi per il 2020 che porterà il livello dell’indebitamento netto dal 10,4% all’11,9% mentre il debito salirà dal 155,7% al 157,6%.

Il nuovo sforamento è stato deciso sulla scia del negoziato sul Recovery Fund europeo nel vertice dei capidelegazione e dei responsabili economici dei partiti di maggioranza con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il via libera in Parlamento è previsto per mercoledì 29 luglio.

“Con altri 25 miliardi di deficit nel 2020 diventa importante l’attivazione del mes per evitare futuri problemi alle casse dello stato” . Questo , in sintesi , il parere espresso dal ministro dell’Economia Gualtieri ai capidelegazione della maggioranza , con il ministro della sanita’ Speranza che ieri e’ tornato a premere sull’utilizzo dello strumento di prestito europeo per le spese sanitarie dichiarando che “Alla sanita’ sono necessari almeno 20 miliardi di finanziamento immediato ed il mio ministero ha gia’ predisposto un piano che considera anche i prestiti Mes” .

A questo punto l’unico vero argine nella maggioranza di governo all’utilizzo del prestito del Meccanismo Europeo di Stabilita’, che ricordiamo , ha delle stringenti condizionalita’ relative sia al rientro temporale dei capitali che al loro utilizzo e sottoporrebbe lo stato italiano a controlli esterni ed eventuali riforme strutturali , e’ quello di parte dei parlamentari dei 5 stelle che hanno sempre sostenuto , per la verita’ insieme al presidente del consiglio Conte , la non adeguatezza della misura europea a far fronte ai bisogni dello stato.

Ed in questo quadro , non e’ dato comprendere come il responsabile dell’Economia Gualtieri abbia lesinato l’emissione di titoli italiani sui mercati in questo difficile periodo post lock down , con il caso più clamoroso avvenuto nel mese di maggio, quando di fronte a una richiesta di 108 miliardi lo stato ne ha messi all’asta solo 14 , peraltro polverizzati dai mercati in tempi brevissimi ed a tassi vicini allo zero.

Considerando le coperture della Bce, confermate recentemente dalla responsabile Christine Lagarde, l’emissione massiccia di titoli di stato poteva e puo’ essere lanciata senza problemi , peraltro a tassi molto vantaggiosi.

Gualtieri, invece , ha da sempre sostenuto l’attivazione del Mes , che potrebbe portare l’Italia sotto il controllo esterno di un board , quello del Meccanismo Europeo di Stabilita’, privo di membri italiani ed indipendente da decisioni politiche e questo senza valutare , come invece fanno altri paesi europei , la concreta possibilita’ di finanziare il paese con l’emissione di bond , anche a lunga scadenza .

Le settimane a venire saranno dunque decisive per capire se l’Italia sara’ il primo paese che , dopo la Grecia , chiedera’ l’attivazione del prestito Mes .

L’impressione e’ che parte della trattativa sul Recovery fund si sia giocata sull’obbligo da parte dell’Italia di attivazione dello strumento europeo che tanto ha fatto male in passato alle economie del sud Europa.

Di Cristian Coppotelli

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