Siviglia Roma Uefa Europa League 2020

Siviglia Roma Uefa Europa League 2020

Si è cercato di tenere testa ad una squadra fortissima dal punto di vista tattico e quasi perfetta sotto quello tecnico,rapida,dinamica e molto fisica, le lacunee della formazione giallorossa,privata anche di uno dei suoi protagonisti migliori, hanno fatto il resto, ma la squadra non si è mai arresa

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Neanche il tempo di metabolizzare il cambio di proprietà che la Roma di “Dan Friedkin” scende in campo per l'ottavo di finale a gara unica, match che deciderà quale delle due parteciperà ai quarti di Europa League.

Stadio di Duisburg in Germania, avversario ostico: terzo nella Liga spagnola alle spalle di Real Madrid e Barcellona, squadra specialista e, se possiamo dirlo, leader di questa competizione.


Il club di Lopetegui si presenta con un 4-3-3 con Bono in porta, Jesus Navas, Koundé, Diego Carlos, Reguilon, Banega, Fernando, Jordan, Ocampos, En-Nesyri, Suso.


Dal canto suo Fonseca, orfano di Smallig manda in campo un 3-4-2-1 come da tradizione,visto il trend delle ultime uscite rinunciando anche a Pellegrini per non rischiarne troppo la condizione fisica: Pau Lopez tra i pali, Mancini e Kolarov come esterni difensivi e Ibanez centrale; a centrocampo Bruno Peres, Cristante, Doiawara e Spinazzola, con Zaniolo e Mkhitaryan trequartisti in supporto di Dzeko.


Prima parata per Pau Lopez dopo appena due minuti. Il Siviglia aggredisce da subito la formazione giallorossa, sfruttando il buon controllo nel gioco aereo ed i repentini cambi di fascia, velocità e coordinazione che gli uomini di Fonseca devono osservare attentamente, cercando di contrastare anche gli ottimi inserimenti ed i tiri dalla distanza, come quello d i En-Nesyri che Pau Lopez riesce a neutralizzare favorendone l'uscita sopra la traversa.

La Roma prova ad andare in percussione, ma le triangolazioni avversarie riescono a tenere la Roma prevalentemente nella propria metà campo e le azioni in porta diventano sempre più frequenti, al 12' ancora la traversa a salvare il passivo dopo un colpo di testa violentissimo.

Eccellente la tenuta di Navas e Koundé in difesa con un controllo palla che consente un interscambio rapido in avanti, dove a partire è sempre Diego Carlos, leggermente avanzato, che si pone da intermediario con il centrocampo.

Sulla sponda opposta l'assenza di Smalling si fa sentire, la difesa a tre pare insufficiente, tanto da essere continuamente rafforzata, il contropiede dei biancorossi però sorprende gli avversari ed è Regulion al 21' che riceve palla da Banega, con un traversone diretto e preciso, dribbling sulla fascia e anche Ibanez si arrende al diagonale che gonfia la porta 1-0.

Spinazzola prova il cross dalla sinistra, ma la palla viene intercettata da Bono. Lo studio attento del match da parte di Lopetegui, permette alla squadra di disinnescare anche Zaniolo, benché il vantaggio parziale abbia creato maggior apertura tra le maglie avversarie, le stesse dinamiche messe in opera, faticano a lanciare gli attaccanti in porta . Un match durissimo sul piano fisico, intervallato da una mole di falli molto alta da entrambe le parti, ancora Spinazzola che parte sulla fascia sinistra,Bruno Peres non controlla e la palla torna tra i piedi dei giocatori avversari, Dzeko spende energie nel tentare di portare la palla il più vicino alla porta, Mkhitaryan non riesce a stargli dietro, contropiede di Ocampos che sfila sulla fascia in solitaria, Mancini prova a rubare palla in scivolata, ma il giocatore lancia un traversone in mezzo per En-Nesyri che supera Pau Lopez ormai fuori dal campo d'azione. Un 2-0 pesantissimo che mette la Roma in ginocchio contro un avversario potentissimo sul piano tattico.

Le squadre vanno a riposo sul 2-0 dopo aver speso tantissimo in termini di fatica e chilometri.


Quasi ininfluente l'apporto di Suso in avanti, ma le squadre rientrano in campo senza effettuare cambi, sorvegliato speciale ancora Zaniolo, impossibilitato a portare avanti l'azione, preso di mira Ibanez, ma è in generale tutta la squadra ad arrancare nel trovare l'equilibrio migliore per domare il Siviglia che trova continuamente la perfetta coordinazione nel bilanciare la difesa e ripartire in contropiede, potenti gli inserimenti di Navas che taglia tutto il campo per farsi trovare in posizione, ricevere palla e condurre il gioco.

Fuori Zaniolo per Pellegrini e Diawara per Carles Perez, Fonseca cambia e aumenta numero e qualità della trequarti, cercando di ottenere una ridistribuzione della difesa avversaria ed un numero maggiore di interventi verso la porta, sebbene la maggior parte dei palloni venga intercettato già a metà campo.

Fuori Suso, dentro Munir per il Siviglia.

Quasi al 70' il controllo di Mkhitaryan favorisce Pellegrini che a sua volta riesce a servire Dzeko che, con un tiro a giro prova la risoluzione in porta mandando alto sopra la traversa, mentre è sempre Navas ad impensierire la difesa giallorossa e ci sarebbe stato spazio anche per il terzo gol del Siviglia se la rete non fosse stata annullata dalla Var per fuorigioco. Fuori Kolarov dentro Villar.

I piedi dei giocatori spagnoli sembra abbiano una calamita capace di attirare il pallone e ogni volta che si perde palla diventa un'occasione per l'azione in porta degli avversari. Un Siviglia agguerrito che non lesina interventi pericolosi, ed il cartellino giallo va a Pellegrini per proteste. Fuori En Nesyri, dentro De Jong. Fuori Ocampos dentro Vazquez. Ultimi minuti e Mancini, dopo un fallo da dietro viene espulso dall'arbitro, la partita viaggia ormai a senso unico.

Si è cercato di tenere testa ad una squadra fortissima dal punto di vista tattico e quasi perfetta sotto quello tecnico, rapida, dinamica e molto fisica, le lacunee della formazione giallorossa, privata anche di uno dei suoi protagonisti migliori, hanno fatto il resto, ma la squadra non si è mai arresa e questo da la misura di come il gruppo si sia compattato partita dopo partita. Abbiamo comunque una buona base, ripartiamo da qui.


Laura Tarani


fonte immagine Emanuele Gambino

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