Roma Riscaldata Da Una Febbre Da Cavallo

Roma Riscaldata Da Una Febbre Da Cavallo

Enrico Montensano ed Enrico Vanzina presentano il loro Febbre da Cavallo a 44 anni dalla sua uscita

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Nella cornice di una delle manifestazioni di punta dell’Estate Romana, il CineVillage Parco Talenti, si è svolto venerdì 7 l’evento che ha visti protagonisti Enrico Montesano ed Enrico Vanzina, che, sulla scia delle domande poste loro da Christian Raimo, hanno colloquiato con il pubblico, sempre numeroso, di questa kermesse estiva, a proposito della storia di questo cult movie, nei rispettivi ruoli di attore protagonista, (Montesano) e sceneggiatore insieme a Alfredo Giannetti e a Steno, (Vanzina).

La pellicola ormai entrata nell’immaginario popolare italiano, ha portato grande fortuna ai due protagonisti, Enrico Montesano e Gigi Proietti e rimane, a tutt’oggi, uno dei più grandi film cult del cinema popolare italiano.

All’epoca dell’uscita, nel 1976, ottenne un successo discreto ed un’accoglienza tiepida da parte della critica.

Quando nel corso degli anni Novanta il film cominciò ad essere trasmesso dalle emittenti private e ad ottenere, ad ogni proiezione, maggiore audience, nacque il culto popolare della pellicola.

Ed è soprattutto a Roma, la città narrata dal film, che una cifra considerevole di febbristi è in grado di recitare a memoria intere scene del film, fenomeno che accade solo per i film di Carlo Verdone e pochi altri, (il miglior Sordi e l’intramontabile Totò).

Nel 2002 questo successo spinse Carlo Vanzina a girare un sequel, Febbre da cavallo, la mandrakata, con Gigi Proietti, su sceneggiatura di Carlo Vanzina stesso e di Enrico Vanzina.

Lo sceneggiatore racconta che il film nacque in maniera curiosa. Avrebbe dovuto dirigerlo Nanni Loy, su sceneggiatura sempre di Giannetti. Per una serie di vicissitudini, il produttore lo propose a Steno, il quale lo fece leggere al figlio Enrico, allora giocatore di corse di cavalli: insieme decisero di trasformarlo in qualcosa di più comico.

Vanzina sottolinea come uno dei grandi meriti di Steno è stato proprio quello di scegliere gli attori più adatti Proietti e Montesano per i due caratteri principali.

Steno volle fare un film anni Cinquanta, in cui i caratteristi erano figure molto importanti. Ed hanno certamente contribuito a rendere celebre il film i siparietti di Mario Carotenuto, Gigi Ballista, e l’interpretazione di Marina Confalone.

Enrico Montesano racconta che fu decisiva per la riuscita del film la presenza di un regista sicuro di sé, che aveva lavorato con Totò e con tutti i grandi di allora, e che per questo permise ai giovani attori di portare sul set le loro idee e proposte, molte delle quali sono oggi parte integrante di questo cult, (pensiamo all’idea del ferro da cavallo nei pantaloni dell’attore).

Le parole con cui si conclude l’incontro sono l’augurio di Montesano che si possa presto tornare a fare teatro e a poter andare al cinema.

La manifestazione il CineVillage Parco Talenti, all’interno della stessa serata ha proposto anche l’incontro a cura del progetto NET, Lo spazio fa bene alla natura, un dialogo tra il divulgatore scientifico Marco Gisotti e Martina Cardillo dell’INAF, Istituto Nazionale Astrofisica, e Piero Genovesi di ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Per gli appuntamenti della manifestazione, il lettore potrà far riferimento al sito www.cinevillageroma.it

Articolo di Gioia G. Di Mattia

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