Richard Blanshard

“Lavorando con Bernardo Bertolucci ho imparato a capire gli Italiani”

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Richard Blanshard è un uomo di mille talenti: operatore, fotografo, regista, produttore, musicista, scrittore e poliglotta (madre lingua inglese, parla benissimo italiano, spagnolo e francese). Il suo curriculum colpisce e lascia senza fiato. Ha lavorato con i nomi più significanti del cinema mondiale di ultimi trent’anni: con grandi registi come Jerzy Bromski, John MacKenzie, Peter Hunt, David Fincher, Julien Temple, Bernardo Bertolucci, Mel Gibson, Brian De Palma, Matt Brown o John Irving e con grandi attori come Tom Cruise e Jon Voight in “Mission Impossible”, Keanu Reeves in “Piccolo Budda”, Jeremy Irons in “The Man Who Knew Infinity”, Sophie Marceau in “Braveheart - Cuore Impavido”, Sylvester Stallone in “La legge sono io”, Joan Collins in “The Stud”, Mia Farrow in “Full Circle” o Chritopher Plummer in “Assassinio su commissione” e tanti tanti altri, la lista sembra non finire. La curiosità è che viaggiando tra Hollywood e Londra (dove vive adesso), l’artista ha passato tre anni della sua vita a Roma cantando e suonando il sassofono con la band italiana Flea On the Honey (Etna) e con I Goblin che tra l’altro hanno scritto delle colonne sonore per film di Dario Argento. Richard Blanshard è un uomo sorpresa - uno dei suoi ultimi lavori è un cortometraggio “I love you” scritto, girato e diretto da lui realizzato in collaborazione con attori italiani di Londra: Anna Marcello, Paolo Gasparini, Anna Elena Pepe e Yurj Buzzi. Un uomo che non si ferma mai. Preciso. Professionale. Gentile. Richard in questa intervista per UnfoldingRoma Art Magazine rilasciata via web dall’Africa, (dove sta lavorando su un nuovo progetto), svela alla nostra giornalista Joanna Longawa il suo amore per il cinema italiano e i segreti del nuovo film.

Hai lavorato con quasi tutte, per non dire tutte, le star di Hollywood. Come ricordi questa esperienza?

Ogni volta fai un film impari qualcosa. Non puoi mai sapere tutto perché se lo dici vuol dire che devi fermarti. Capire gli attori è sempre un secreto, ogni attore tratta diversamente il proprio lavoro. A volte devi diventare il loro psicologo per capire loro pensieri, emozioni e in conseguenza per fare bene il tuo lavoro. A volte ci riesci, a volte no.

Con il grande regista italiano Bernardo Bertolucci hai realizzato “Piccolo Budda”. Che persona è?

Mi è piaciuto molto lavorare con Bertolucci su questo film. Lui aveva un grande cast e staff ma ha sempre trovato tempo per parlare con ognuno di noi.

Il tuo ultimo lavoro “The man who knew Infinity” [L’uomo che ha conosciuto Infinità] con Jeremy Irons è appena compiuto. Quando possiamo vederlo al cinema?

Sono stato fortunato guardando lo screening del film settimana fa. Questo film è molto forte, interpretazioni di Jeremy Irons e Dev Patel commuovono. Quello che rende il film ancora più potente è che la storia è basata sui fatti. Dovrebbe uscire al cinema nel 2016.

Con le tue capacità linguistiche non hai avuto problemi trasferendoti a Roma qualche anno fa?

Assolutamente no. Mia madre è francese, da piccolo ogni estate passavo in Spagna. Invece a Roma sono venuto nel ruolo di musicista. Già prima ho suonato il sassofono e cantavo con vari artisti come Paul Young, Kim Wilde. In Città Eterna ho raggiunto una band e così ho deciso di trascorrere tre anni della mia vita in Italia. Qualcuno di noi poi è diventato famosi I Goblin, autori di colonne sonore di “Suspiria” e “Profondo Rosso”, due film di Dario Argento.

Nel 2014 hai realizzato a Londra una produzione low cost “I love you” con il cast italiano: Anna Marcello, Paolo Gasparini, Anna Elena Pepe e Yurj Buzzi. Come mai questa scelta?

Lavorando con Bertolucci ho imparato a capire gli Italiani. Ho conosciuto Anna a Londra e l’idea di fare questo cortometraggio è nata da sola. Mi piace osservare la vita di oggi di questa grande città un po’ bugiarda, “I love you” è una vera storia.

In questo momento ti trovi in Africa. Su che progetto stai lavorando? Con cosa ci sorprendi ora?

Films Without Borders è un’organizzazione che va in vari paesi e cerca adolescenti capaci ad imparare l’arte di girare i film drammatici e documentari. Sono stato chiesto da loro di partecipare in questo programma. Il progetto è supportato da George Lucas, Whoopi Goldberg, Sam Mendes e altre grandi organizzazioni cinematografiche. Finora ho revisionato più di 15 film con ragazzi di Rwanda, Palestina, Israele del sud, Australia e adesso di Kenia. I film saranno distribuiti in tutto il mondo e saranno visualizzati durante il prossimo Cannes Film Festival.

Joanna Longawa

Sotto foto fatte da Richard Blanshard durante le riprese dell’ultimo film “The man who knew Infinity” (2015) e del cortometraggio “I love you” (2014) con Anna Marcello e Paolo Gasparini nei ruoli principali.

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