Udinese Roma Serie A Tim 2020 2021

La Roma porta a casa i suoi primi tre punti a bocca storta, conscia, speriamo, di aver masticato male il pallone e di aver trovato il gol con troppa difficoltà. Buona la prestazione dell'Udinese che fino all'ultimo si è dimostrata una squadra ostica

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Perotti promesso al Fenerbace, Mayoral Borja il nuovo acquisto in questa settimana, ed a meno di 48 ore dalla chisura del mercato, la trattativa per Smalling che ancora non si sblocca.

I Friedkin ad Udine e la Roma che scende in campo con un 3-4-2-1 : Mirante tra i pali, Mancini, Ibanez e Kumbulla in difesa, Spinazzola, Veretout, Pellegrini e Santon a centrocampo ma agili nel salire, Pedro e Mkhitarian trequartisti e Dzeko prima punta. L'Udinese schiera una corazzata con un 3-5-2 verosimilmente cangiante.

Musso in porta, Samir, De Maio e Becao in difesa, un centrocampo più difensivo che di gestione con Ouwejan, Pereyra, Arslan, De Paul e ter Avest, con Lasagna e Okaka in attacco.

La Roma parte un po' in sordina, guadagna campo ma non si dimostra all'altezza della situazione, così il primo vero tiro in porta arriva da Okaka che sulla fascia destra si cimenta in un diagonale che arriva direttamente tra le braccia di Mirante, emulato due minuti dopo da Lasagna che spedisce sul fondo.

Al 14' mischia in area avversaria, Spinazzola crossa basso da sinistra, ma Pellegrini manca la deviazione sottoporta e la palla torna agli avversari,poi è Mkhitaryan che prova la volata ma viene chiuso dalla difesa bianconera.Sprazzi di partita, rincorse e ancora un ottimo Spinazzola che prova a lanciare i compagni in porta, troppa insicurezza però e ancora un lavoro di team che deve trovare maggior amalgama.

Poi ancora Udinese che sugli sviluppi di un corner, trova il sinistro di Lasagna da fuori area, prodezza di Mirante che con i pugni allontana il pallone.

Si cerca l'intesa, quel fraseggio che con naturalezza conduca in porta, che riesca a superare il muro dei cinque controcampisti ed aggirare Becao e De Maio, attenti a respingere palla e ad imbeccare il contropiede che mette un certo timore con gli strappi di un velocissimo Lasagna.

I giallorossi tentano comunque di chiudere gli avversari nella propria metà campo, ma sembra una strategia poco fruttuosa perché la difesa gestisce bene e la Roma fallisce il filtro trovando una copertura piuttosto attenta e compatta.

Bene Samir che sulla sinistra non lascia spazi costringendo gli ospiti ad attaccare sulla catena di destra, ormai ben coperta dalla gestione di ter Avest che si spinge spesso in avanti insieme a De Paul per andare a rinfoltire la zona d'attacco e mettere in confusione la difesa della Roma, il contropiede diventa l'arma di tutte le aversarie della Roma, Lasagna scatta in avanti , la difesa rincorre, Mirante gli chiude lo specchio della porta ma la palla finisce tra i piedi di Pereyra che inventa un pallonetto salvato sulla linea di porta da un miracoloso Mancini.

Un primo tempo con pochi brividi, ma che pongono l'accento sul valore degli interpreti in campo, quello che preoccupa è l'aspetto tecnico che sembra scemare durante le fasi di gioco, ognuno impone le sue potenzialità ma è la mancanza di quello che in modo più semplice viene chiamato “gruppo” a rendere tutto maledettamente complicato.

Nella ripresa è Pedro che prova l'imbeccata al limite dell'area, ancora un'azione individuale che non porta a nulla, con la difesa bianconera che anticipa le azioni avversarie e blocca qualsiasi tentativo di avicinamento ed è interessante come lo stesso centrocampo che arretra per andare a coprire la difesa, si trovi successivamente in avanti per favorire gli attaccanti, un corpo unico che mostra tutta la prevedibilità dei giallorossi. Poi la fiammata di Pedro che sfrutta una sponda avversaria per portarsi appena dietro la mezzaluna dell'area di rigore, destro imparabile che regala lo 0-1 alla Roma, bellissimo gol e grande intuizione del numero 11 in un'azione personale che, come dicevamo poco fa, evidenzia il carattere personale della manovra.

La Roma però prende coraggio alza il baricentro e pressa un po' di più, scatta Mkhitaryan ma il gol viene annullato per fuorigioco, fischiata anche l'azione di Okaka che cerca di sorprendere la difesa troppo avanzata. E dopo 60 minuti la Roma tira fuori grinta e cattiveria cercando spazi che partono dal centro del campo con Pellegrini, per poi andare ad impegnare la trequarti con Spinazzola e Mkhitaryan che provano a chiudere per Dzeko e Pedro.

In porta la sicurezza la regala un ottimo Mirante che nemmeno a tu per tu con Okaka si fa spaventare, freddo, imperturbabile e sempre pronto grazie anche agli interventi di Ibanez e Mancini che si caricano sulle spalle anche la risposta meno lucida di un Kumbulla ancora in fase di rodaggio, che pecca di tempismo regalando anche lui la scena ad un Mirante che regge attacchi e pallonate.

Protagonista del match un Pellegrini onnipresente capace di dispensare palloni e formidabile nei recuperi, sebbene il supporto dei compagni arrivi costantemente fuori tempo.

Esce Mkhitaryan, entra Perez, l'idea è di rendere più agile la fase offensiva e magari giocare sulla fantasia e la freschezza di un interprete come lo spagnolo.

Escono poi Pellegrini, precedentemente vittima di un fallo alla caviglia e Pedro, dentro Cristante e Kluivert, il gioco resta dinamico ma la Roma sembra puntare alla gestione del risultato mentre l'Udinese si gioca gli ultimi due cambi nella speranza di raggingere il pareggio.

Finisce con la sostituzione tattica di Dzeko per Villar e l'Udinese in avanti, la Roma che difende con fatica e che si limita a respingere palloni nella speranza di far correre i minuti di recupero sul cronometro. La Roma porta a casa i suoi primi tre punti a bocca storta, conscia, speriamo, di aver masticato male il pallone e di aver trovato il gol con troppa difficoltà. Buona la prestazione dell'Udinese che fino all'ultimo si è dimostrata una squadra ostica e ben strutturata con due attaccanti capaci di arrivare in porta con agevolezza supportati dai compagni che non li hanno mai lasciati soli, tutto questo vuol dire squadra, il resto è correre dietro un pallone sperando nel miracolo.


Laura Tarani


fonte immagine emanuele gambino

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