Milan 1 - 3 Juventus 06.01.2021

I rossoneri tornano ad assaporare l'amaro sapore della sconfitta

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Milan - Juventus torna ad essere una sfida scudetto dopo dieci anni e lo fa nella cornice peggiore possibile: quella di San Siro vuoto. Situazione di emergenza per i rossoneri, che vedono Rebic e Krunic aggiungersi all'ultimo momento alla lunga lista di indisponibili per avere contratto il Covid. Pioli deve quindi arrangiarsi schierando Calabria a centrocampo affianco a Kessié, in un ruolo ricoperto una volta in passato senza grossa fortuna, con la fascia destra che viene affidata a Dalot. In avanti è Hauge a prendersi il posto libero sulla fascia sinistra, mentre dalla parte opposta si rivede titolare Castillejo.

Anche Pirlo ha qualche grattacapo, vista l'indisponibilità di Cuadrado e Alex Sandro, con Frabotta e Danilo che si guadagnano la titolarità nel ruolo di terzini. Per il resto, nessun problema numerico vista la profondità della rosa, con Dybala che ancora una volta parte titolare al posto dello squalificato Morata e affianca Cristiano Ronaldo, con Chiesa tra le linee a trasformare l'attacco in un tridente in fase offensiva.

Non hanno tempo e voglia di studiarsi le due squadre e la partita entra subito nel vivo con Frabotta che si libera di Dalot e dal fondo mette un bel pallone per Dybala, la cui conclusione viene strozzata dalla deviazione di Kjaer che permette a Donnarumma di raccogliere un pallone docile. La risposta rossonera arriva cinque minuti dopo, a causa di un errore in fase di disimpegno da parte di Bentancur, che di tacco regala a Castillejo la possibilità di andare al tiro dall'interno dell'area di rigore, ma senza riuscire ad impensierire Szczesny.

Occasione clamorosa per la Juventus al quarto d'ora, con Chiesa che dopo una serie di colpi di testa nei pressi dell'area avversaria prova la gran botta al volo e colpisce in pieno l'incrocio dei pali. Sono le prove tecniche del goal, perché all'esterno bianconero bastano un paio di minuti per portare in vantaggio i suoi: tutto nasce da uno stupendo colpo di tacco di Dybala, che libera il compagno e lo mette a tu per tu col portiere avversario, incolpevole sulla conclusione precisa che manda il pallone sul palo opposto.

Nel Milan il più attivo è Leao, che prova ad impensierire per due volte Szczesny a metà della prima frazione, dapprima con una conclusione dalla distanza che finisce di poco a lato e poi con un sinistro dall'interno dell'area, servito da Hauge, respinto in tuffo dal portiere. I bianconeri soffrono parecchio il pressing alto avversario e faticano ad uscire dalla propria metà campo, permettendo ai rossoneri di rendersi pericolosi, anche se quasi sempre con tiri dalla distanza, in particolar modo con Calhanoglu.

È il momento migliore dei rossoneri, che riescono ad approfittarne: Calhanoglu ferma Rabiot con un intervento al limite e fa ripartire la sua squadra in contropiede, con Leao velocissimo sulla sinistra che va in profondita e serve l'accorrente Calabria, a sua volta bravissimo a mettere la palla all'incrocio puntando sulla precisione con l'interno del piede e lasciando così Szczesny fermo a guardare. Il VAR interviene, verifica e convalida e le squadre scendono negli spogliatoi col risultato ancora in equilibrio.

Nella ripresa parte forte il Milan, che ha subito l'occasione di portarsi in vantaggio con Dalot che costringe il numero uno bianconero alla deviazione in angolo.  La squadra di Pioli, in trance agonistica, continua a pressare alta come se la partita fosse appena cominciata e lo fa fino allo scattare dell'ora di gioco, dopo la quale arriva l'episodio che spezza il match. L'asse Dybala-Chiesa fa di nuovo la differenza, con quest'ultimo che si libera di Theo Hernandez (molto male questa sera) e fa partire un sinistro che non lascia scampo a Donnarumma. La rete non porta fortuna all'esterno bianconero, che poco dopo è costretto ad uscire per crampi e fare spazio a Kulusevski.

Oltre allo svedese in campo entra McKennie, al posto di Dybala ed è proprio il texano a siglare la rete che chiude virtualmente la partita quando manca poco meno di un quarto d'ora alla fine. È proprio Kulusevski, entrato molto bene, a fare partire l'azione penetrando in area dalla destra attirando le marcature avversarie, per poi mettere in mezzo un pallone che permette al compagno di andare a colpire in totale libertà e siglare un goal facile. A questo punto Pioli effettua cambi pensando già alla prossima partita, ma la sua squadra non si arrende e disputa un ultimo quarto d'ora di personalità, dove riesce ad andare vicino al goal in un paio di occasioni.

A vincere è comunque la Juventus, in virtù di una rosa decisamente più lunga e una panchina che permette cambi senza compromettere la qualità. Non ne esce comunque ridimensionato il Milan, che ha fatto quello che poteva in una situazione difficile e mantiene comunque la testa della classifica con un punto di vantaggio sull'Inter, sconfitta nel pomeriggio a Genova dalla Sampdoria.

TOP E FLOP DEL MILAN:

Fa strano dirlo, ma stasera il peggiore è Theo Hernandez. Colpevole sui goal avversari, questa sera non si nota molto nemmeno in fase offensiva e da un giocatore come lui ci si aspetta che la differenza venga fatta proprio in questi match. Non bene anche il suo dirimpettaio Dalot, così come Hauge. Bene Leao per un'ora, Donnarumma fa quello che può e Calabria è commovente nella sua applicazione in un ruolo non suo, coronata da un goal.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-2-3-1): Donnarumma; Dalot (81' Maldini), Kjaer (81' Kalulu), Romagnoli, Hernandez; Calabria (81' Conti), Kessié; Castillejo  (87' Colombo), Calhanoglu, Hauge (67' Diaz); Leao. All. Pioli

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Frabotta (86' Demiral); Chiesa (63' Kulusevski), Bentancur (74' Arthur), Rabiot, Ramsey (74' Bernardeschi); Dybala (64' McKennie), Cristiano Ronaldo. All. Pirlo

Matteo Tencaioli

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