Francia O Spagna Purchè Se Magna

Il Movimento 5 Stelle ha governato con la Destra, poi con la Sinistra

stampa articolo Scarica pdf

In origine era "Mai con nessuno"! Bei tempi quelli in cui il capo indiscusso di un movimento che aveva scosso il panorama politico italiano, vaneggiava un 51% di consensi alle elezioni come unica possibilità per governare l'Italia, abbattere la casta politica italiana e finalmente dare voce al popolo e ridargli la sovranità. Bei tempi quelli in cui il povero Bersani si trovava davanti un muro di gomma e nessuno spiraglio per dare un governo all'Italia. Un muro di gomma fatto di no e di nessun compromesso. Bei tempi quelli in cui il popolo credeva di aver trovato un movimento dove "1 vale 1" e in cui c'erano vincoli di mandati perché tutti dovevano partecipare alla ricostruzione di un paese fiaccato dai poteri forti, dai banchieri, dalle scie chimiche, dalla tav e dai vaccini che installavano microchip. Bei tempi quelli in cui c'erano le dirette streaming e Rousseau che dava voce a qualche migliaio di aficionados che decidevano per milioni di elettori.

Poi il Movimento si fa partito e pur di sedere sulle poltrone di comando capisce che deve scendere a compromessi ed ecco allora le auto blu, i viaggi in prima classe, scontrini che si perdono e non si rendicontano più, gli streaming che improvvisamente si spengono. Poi il partito si fa casta, sparisce il vincolo di mandato e chi sta seduto sulle poltrone capisce quanto è bello restarci seduto sopra. E così non cambia molto se l'alleato prima è di destra, poi di sinistra e poi forse diventa il banchiere tanto odiato e forse addirittura Berlusconi. L'importante è tenersi stretta la poltrona ed il potere, che quando si assaggia è dolce come il miele e crea dipendenza.

Ma non vogliamo essere del tutto negativi, in fondo l'idea iniziale era buona: c'è una classe politica che non è adeguata e si vuole cercare una soluzione, offrire una alternativa, si punta sulle competenze, su figure di altissimo livello da portare in parlamento, qualcuno che dia finalmente voce al popolo ma poi ci ritroviamo l'incompetenza che governa un Ministero, insomma non è cambiato molto. E così ci tocca sentire Luigi Di Maio che dopo aver incontrato Mario Draghi ci dice che "ha avuto una buona impressione".

Ha ancora senso il Movimento 5 Stelle? Il partito di Grillo fu un prodotto della politica di austerity promossa dall'Europa e più precisamente dalla Germania e adesso rischia di trovarsi senza più mulini a vento da combattere. La politica economica europea ha cambiato rotta e l'austerity non è più il cavallo di battaglia della Banca Europea. Qualche esaltato o semplicemente superficiale ha iniziato a paragonare Draghi a Monti, ma questa è una scelleratezza a cui opporsi immediatamente. Possiamo concordare sul fatto che con ogni probabilità sia avvenuto lo stesso passaggio del 2012, con Berlusconi costretto a dimettersi sotto la spinta dell'Europa, in questo caso il guastatore assoldato dall'Europa è stato Matteo Renzi, ma la dinamica è completamente opposta, ovvero spingere l'Italia, non a chiudere i rubinetti ma al contrario, a sfruttare al massimo l'ingente flusso di denaro che arriverà nelle sue casse. Sebbene sia per la maggior parte debito, esso non può e non deve essere sperperato in bonus monopattini e biciclette, becero assistenzialismo come il reddito di cittadinanza o altri inutili bonus a pioggia che tutta la politica italiana continua ad elargire. Questa volta i soldi vanno spesi e vanno spesi bene e ovviamente chi presta i soldi vuole essere sicuro che questi siano spesi in attività e progetti che permettano poi di farli rientrare.

Ne abbiamo viste davvero tante in questa legislatura e pensando che mancano ancora due anni alla sua conclusione c'è da immaginare quante ancora ne vedremo, perché è chiaro a tutti che a nessuno conviene veramente andare alla elezioni.

Alessio Capponi

© Riproduzione riservata