Emiliano Tortora

Emiliano Tortora

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Oggi incontriamo Emiliano Tortora della Grinding Halt Concerti società di Roma che lavora nel campo musicale nella sua agenzia di eventi nazioneli,booking e promotion di giovani artisti sia nazionali che internazionali. Come ti sei scoperto organizzatore di eventi?

 Nel lontano 1998, insieme con la mia socia attuale e degli amici, cominciammo ad organizzare una club-night new wave//post-punk ogni mercoledì in un locale di Trastevere, dopo le prime serate andate bene cominciammo ad invitare a suonare gruppi di amici e conoscenti, poi piano piano gruppi italiani, anche da fuori Roma e da lì partì più o meno il tutto.

Entrambi all'epoca suonavamo in gruppi e facevamo tour, quindi penso che comunque in un certo qual modo conoscessimo già un minimo il lavoro di organizzatori, anche se dall'altra parte della "barricata"



Come nasce la passione per la musica?
In parte me la trasmise mia madre, anche se un grandissimo merito va a due cassette copiate, ricevute verso i 10 anni: una da mia cugina "The Singles 81-85" dei Depeche Mode e l'altra "The Great Rock 'n' Roll Swindle" dei Sex Pistols, da un amico, a cui l'aveva registrata la sorella più grande. Quella dei Depeche Mode negli anni l'ho persa, mentre quella dei Sex Pistols la conservo come una reliquia, anche perché la copia che mi dette il mio amico non aveva i titoli, per cui li scrissi io utilizzando le parole che riuscivo a capire...credo di avere azzeccato sì e no due titoli per la cronaca... Da quel momento ho cominciato ad avere una passione folle per la musica, che mi ha portato negli anni a collezionare dischi, andare a concerti, a suonare in gruppi ecc...diciamo che per molti anni, più che avere la passione per la musica, sono stato quasi monotematico...

La crisi di questi anni ha ridotto il numero dei locali come si riesce oggi  a far divertire la gente?
Assolutamente sì, specialmente in provincia. Oggi in molte località, anche di media grandezza, è quasi impossibile riuscire ad organizzare concerti o comunque in diversi casi ci si trova di fronte a strutture ai limiti della "praticabilità".

Promuovi giovani artisti?
Sì moltissimi, credo che in Italia sia uno dei momenti di maggiore creatività nel mondo della musica indipendente, da quando seguo la musica!
Come si fortifica un rapporto tra produttore e  gruppo musicale emergente?
Credo che non ci sia una regola, ma che la crescita di un gruppo venga determinata da molti fattori, tra cui un buon team di lavoro, la disponibilità al sacrificio, la voglia di mettersi spesso completamente in gioco, la voglia di suonare sempre e ovunque almeno all'inizio, oltre ovviamente alla qualità della musica. Sono convinto che per creare un buon team di lavoro ci sia bisogno che le persone coinvolte, parlando di giovani artisti, apprezzino la musica delle persone con cui lavorano, perché per un bel po' si lavora quasi gratis, spesso in realtà investendo a fondo perduto.

Cosa pensi dei reality come trampolino di lancio nel mondo spietato della musica?
Di per sé non ho nulla in contrario, il problema è che i giudici e gli autori mi sembrano generalmente rimasti, nella migliore delle ipotesi, ad una visione della musica valida fino agli anni '80, quando non anni '60 e non parlo certo di revival. Oggi, tolte pochissime pop-star, non esiste che qualcuno scriva i brani agli esecutori, per fare un esempio... Inoltre, avendo visto varie edizioni di X-Factor, sia italiano che inglese e americano, posso dire che tendenzialmente si cerca sempre un po' lo stesso standard vocale, che è uno standard assolutamente passato... Se cominciassero a puntare sulla performance, il song-writing e l'attitudine, più che sul "bel canto", forse potrebbero cominciare anche ad uscire fuori artisti interessanti dai reality

Raccontami una tua esperienza positiva?raccontami il tuo successo più grande quello che ti fatto"cadere"una lacrimuccia?
Non ho dubbi a tal riguardo: il tour dei Kraftwerk nel 2004. Oltre alla soddisfazione per l'ottimo andamento del tour, per aver organizzato uno dei miei gruppi preferiti di sempre e per aver trovato delle bellissime persone, la lacrimuccia di cui sopra è caduta veramente...in particolare su "The Model" mi sono proprio commosso...altro che lacrimuccia, lacrimoni!

Invece una negativa ?
Purtroppo varie...come dice il detto "si dice il peccato, ma non il peccatore", ma di delusioni enormi a livello umano ne ho avute varie. Spesso infatti tendo a non voler più conoscere gli artisti, a meno che non si crei subito una buona alchimia o che sia loro curiosità conoscere il loro promoter...diciamo così: per non pentirsi di possedere i dischi dell'artista in questione e addirittura in molti casi, magliette, poster, memorabilia, vhs e dvd ecc Mi è anche capitato di non riuscire più ad ascoltare per un tot alcuni album, ripensando a chi li aveva composti...però si perdonano un po' tutti: per un po' li metto "dietro alla lavagna", ma poi li riascolto tutti

Ci si può ancora vivere con il lavoro di Promoter musicale ?
Beh, per fortuna penso di sì...

Quanto conta la politica in questo ambiente ?
Nel mio caso onestamente zero, ma diciamo che non è sempre così...

Quale concerto in passato avresti voluto organizzare?
Sicuramente il primo che io abbia visto in vita mia: Depeche Mode - Palaeur 1990! 

e quale artista degli  anni passati ti avrebbe fatto piacere promuovere?
Beh diversi, diciamo che non mi sarebbe affatto dispiaciuto aver lavorato con Joy Division, The Ramones, Clash ecc...però sarei più vecchio di almeno 20 anni, per cui va bene anche così... Sicuramente posso dire che una persona con cui avrei voluto collaborare, nella storia della musica, è Tony Wilson: un personaggio incredibile, che è riuscito a cambiare la musica, con pochi mezzi e grazie al coraggio e alla passione! Il suo motto era "some people make money and some make history"...e lui la storia sì che l'ha fatta, morendo senza un soldo.
Quando ti senti soddisfatto del tuo lavoro?
Quando vedo la gente uscire dalla sala del concerto contenta per aver vissuto un'esperienza importante!

Sei orgoglioso del tuo gruppo anche quando si esibisce davanti a poche persone?
Non conta il numero di persone davanti alle quali ci si esibisce specialmente all'inizio, a parte per il portafoglio, per esempio uno dei concerti più importanti della storia è stato il primo dei Sex Pistols a Manchester, davanti a 42 persone, tra le quali la maggior parte ha poi formato gruppi fondamentali nella storia della musica, anche se a quanto pare dalle parti di Manchester oggi rivendichino la propria presenza allo show almeno in 50.000.

Oppure reputi Roma una città  molto selettiva nella scoperta dei giovani talenti?
Sicuramente ci sono moltissimi locali dove è facile suonare, per cui direi che è un posto dove di sicuro non è difficile iniziare. Poi, per come è diventato semplice l'accesso alla musica nel 2013, oggi diciamo che c'è la stessa probabilità di arrivare o meno se si è nati a Manchester, Salt Lake City, Città del Capo, Roma, New York, Seoul, Ginevra o Tokyo...basta crederci, lavorare molto e non pensare che il successo e il pubblico vengano a bussare alla propria porta, non succede da almeno 30 anni.

Come si ottiene la fiducia ?
Penso che come un po' in ogni lavoro sia fondamentale lavorare al meglio, cercando di essere leali e onesti coi partner, siano essi locali, gruppi, promoter o persone del pubblico.

E' difficile essere seri nel tuo mestiere?
Non è semplicissimo, perché molto spesso le persone che ci si avvicinano sono affascinate dallo star-system, mentre è un lavoro complicato e faticoso e molto spesso ben lontano dall'immagine che in media ne ha la gente. Il concerto è solo l'1% del lavoro che si fa...quella è la ciliegina sulla torta, ma per arrivarci c'è un lavoro di ufficio, burocrazia, logistica, tecnica ecc per nulla "fashion". Grazie Emiliano sei stato molto esaustivo è interessante nelle tue risposte,grazie per la tua disponibilità!!!

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