Braga Roma Europa League 2020 2021

Vi racconto una storia, dove un allenatore guardando la panchina alle sue spalle cerca un difensore, guarda, scruta e non trovandolo, si rivolge nuovamente al campo, trasformando il rettangolo di gioco in una scacchiera

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L'Europa.

Tutte le squadre durante il Campionato, cercano di accaparrarsi uno dei primi posti in classifica per approdare in Europa, diritti televisivi, premi e visibilità; ma poi una volta arrivati la cosa difficile è arrivare fino in fondo.

Fuori Smalling e Kumbulla per infortunio, Fazio e Juan Jesus fuori dalla lista Uefa, Fonseca ha gli uomini contati in difesa e deve fare affidamento su Mancini e Ibanez, affiancati da Cristante, a centrocampo torna Diawara con Karsdorp, Veretout e Spinazzola; il ballottaggio in attacco lo vince Dzeko ma con la variante Pedro/Mkhitaryan al posto di Pellegrini sulla trequarti.

Il Braga di Carvalhal arriva da 7 risultati positivi, 5 vittorie e due pareggi mantenendo il terzo posto in classifica, con un modulo speculare al 3-4-2-1 della Roma.

Matheus in porta, Tomena Siqueira,Raul Silva in difesa, Esgaio, Al Musrati,Fransergio e Galeno a centrocampo, Horta e Gaitan dietro Sporar.


E l'intuizione di Fonseca viene subito ripagata, al 5' Dzeko anticipa prima Siqueira e poi Matheus con un tocco deciso dopo un cross di Spinazzola e lo 0-1 carica la squadra che, nonostante il consistente rimaneggiamento sembra volersi prendere a tutti i costi il match, tagli precisi ed un buon possesso palla, con il centrocampo che spinge spesso gli avversari nella propria metà campo. Ma ad aggravare la situazione arriva anche l'infortunio di Cristante e guardando la panchina, i conti fanno fatica a tornare; così, Spinazzola arretra in difesa e Bruno Peres subentrato a Cristante, va a coprire la fascia sfruttando in maniera più consistente le ripartenze ma lasciando qualche spazio in più, Fransergio ne approfitta per servire Sporar che spreca e Galeno no diventa mai troppo pericoloso visto che la difesa chiude bene con Mancini e Ibanez si impone senza fare troppi sforzi. Il fraseggio della Roma diventa sempre più rapido, tanto che è Pedro a sfondare in avanti per ben due volte trovando anche il gol in una delle due occasioni, rete annullata per un fuorigioco piuttosto netto. Con il Braga chiuso nella sua metà campo sono i giallorossi a condurre il gioco, provano l'avvicinamento grazie anche alla percussione di Mkhitaryan ed al lavorone di Spinazzola che, all'occorrenza si spinge in avanti per dare maggiore sostanza alla fase offensiva. Sprazzi di portoghesi sul finale con Sporar, ma con Karsdorp e Veretout a fare da barriera il Braga perde l'ultima occasine del primo tempo.


Il secondo tempo si sa, diventa uno spartiacque per la Roma e il calo psicologico rischia di far male, Ibanez si cimenta in un contrasto alquanto duro su Sporar in piena area di rigore, tanto che i giallorossi rischiano il penalty fortemente reclamato dai portoghesi, la fortuna gira a metà l'arbitro non lo ritiene necessario ma Ibanez è costretto ad uscire per infortunio. Entra Villar e ad arretrare stavolta è Karsdorp, l'azione riparte ed è Esgaio a prendersi il giallo, il secondo in realtà che costa al Braga l'espulsione del giocatore.

Portoghesi in dieci, ma per quasi tutto il secondo tempo pur pressando la Roma non riesce a concludere in porta, anzi lo fa con Mkhitaryan, ma anche stavolta il fuorigioco penalizza la Roma che trova comunque in questo nuovo assetto un potenziale interessante con Bruno Peres sempre attento a fornire palla a Dzeko e Veretout che si porta dietro mezza squadra avversaria, davanti a Pau Lopez, mai veramente in pericolo, la difesa si assesta con rigore creando nervosismo diffuso anche sulla panchina e con lo stesso Carvalhal ammonito per proteste, gli uomini di Fonseca gestiscono il risultato cercando di risparmiare le forze in vista della sfida di campionato di domenica, ma senza perdere di concentrazione giocando con astuzia tra le linee centrali dove il Braga sembra addirittura meno convincente. Il Mister decide quindi per il doppio cambio, fuori Dzeko per Borja Mayoral e Pedro per El Shaarawy.

Non eccitantissimi i primi minuti di El Shaarawy con Mayoral che cerca ancora di prendere le misure, tocca ancora a Mkhitaryan l'obbligo di sfondare, al primo tentativo un nulla di fatto, ma il corridoio successivo nel cercare e trovare Veretout diventa invece vincente, cross basso per Mayoral che di piatto la spinge alle spalle del portiere portoghese :0-2. Sette i minuti di recupero, nulla cambia se non la certezza che il 25 febbraio la Roma non può e non deve abbassare la guardia, una partita alla volta, conta solo il presente.


Vi racconto una storia, dove un allenatore guardando la panchina alle sue spalle cerca un difensore, guarda, scruta e non trovandolo, si rivolge nuovamente al campo, trasformando il rettangolo di gioco in una scacchiera dove tutte le “pedine” diventano la “regina” che può muoversi ovunque e in qualsiasi direzione senza lasciare punti di riferimento all'avversario. C'è una linea sottile tra tattica e genialità, spesso la seconda vince per distacco.


Laura Tarani

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