IL DIO DEGLI INCROCI Nessun Luogo è Senza Genio

IL DIO DEGLI INCROCI Nessun Luogo è Senza Genio

Stefano Cascavilla invita a recuperare sensibilità e un rapporto soggettivo con i luoghi, che siano periferie disagiate, metropoli sconfinate o paradisi naturalistici. Tornare a vedere dove ora non vediamo più nulla è possibile.

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«Nessun luogo è senza genio» scriveva un retore del IV secolo, testimone che ogni angolo di spazio ha una sua qualità invisibile. Il dio del luogo era una certezza, come il sorgere del Sole. “Qui staremo benissimo” disse il Genius indicando a Furio Camillo dove ricostruire Roma.

E come sarebbe Napoli senza il Vesuvio, Catania senza l’Etna o Antigua senza il suo vulcano?

Il genius loci è ovunque, basta imparare a riconoscerlo. Si rivela nei villaggi d’altura della valle dell’Homboro in Pakistan come a Praga, a Berlino; anche edifici, mura, torri e fabbriche si comportano come gli ambienti naturali.

Stefano Cascavilla, viaggiatore, alpinista, architetto, appassionato di psicologia analitica, interroga il mito millenario del dio del luogo per comprendere la qualità invisibile di vette, foreste, edifici, strade, il loro aspetto inconscio ed archetipico. Ripercorrendo le esperienze di viaggi e cammini in tutto il mondo, ci accompagna passo dopo passo alla ricerca di quel tessuto sottile, quella matrice psichica nascosta nella materia, in ogni momento, ovunque siamo, nei boschi siberiani o sulle Ande peruviane. È il mito senza tempo dell’Anima del Mondo.

Al racconto di viaggio si affianca un percorso nel pensiero e nelle opere del mondo antico e contemporaneo: da Plotino a Jung, da Platone e Bachelard, da Leopardi a Hillmann, dai miti greci alla cultura sapienziale cinese.

Orfani dei miti antichi, non abbiamo avuto abbastanza tempo per consolidarne di nuovi e il nostro atteggiamento disilluso e predatorio ci relega in uno spazio desacralizzato, in una relazione dolorosa con la terra, con un Cosmo che non si anima più.

Stefano Cascavilla invita a recuperare sensibilità e un rapporto soggettivo con i luoghi, che siano periferie disagiate, metropoli sconfinate o paradisi naturalistici. Tornare a vedere dove ora non vediamo più nulla è possibile.


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