Meno Carne Di Agnello, In Questa Pasqua Italiana In Zona Rossa

Meno Carne Di Agnello, In Questa Pasqua Italiana In Zona Rossa

Una ricerca Istat ha infatti evidenziato che dopo la pandemia, un gran numero di persone, quest’anno, metterà da parte le tradizioni culinarie pasquali

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Meno carne di agnello, in questa Pasqua italiana in zona rossa, anche se sono ancora in molti coloro che non vogliono rinunciarci. Una ricerca Istat ha infatti evidenziato che dopo la pandemia, un gran numero di persone, quest’anno, metterà da parte le tradizioni culinarie pasquali, in nome di una rinnovata sensibilità verso la tutela dell’ambiente e degli animali. Un cambio di rotta determinato soprattutto dalla chiusura quasi totale dei ristoranti, che di solito in questo momento sono i principali acquirenti di carne di agnello, ma il dibattito sul suo consumo durante le Feste, dura ormai da molti anni. C’è chi sostiene che sia una tradizione da rispettare, e chi invece la considera un rituale senza valore. Come l’associazione animalista sarda “Essere animali”, che ha condotto un’indagine su venti allevamenti, con tanto di video shock sull’uccisione di alcuni agnellini. Una denuncia di forte impatto, in contrasto con l’appello di Confagricoltura, che per alleggerire la crisi del settore dell’allevamento, suggerisce invece di preservare le tradizioni della tavola pasquale, soprattutto adesso che i ristoranti resteranno chiusi, e che le grigliate saranno bandite nelle zone rosse. Confagricoltura esorta i consumatori a controllare sempre le etichette, perché oltre un agnello su due nei banchi frigo a Pasqua, è di origine estera, importato da allevamenti intensivi provenienti principalmente da Ungheria e Romania. Quindi prosegue l’eterno dilemma tra etica ed economia, mentre gli allevamenti rischiano il collasso per le mancate richieste dei macellai, i consumi calano del 35%, e si dimezzano i prezzi rispetto all’anno scorso. Tutte conseguenze a catena, che hanno sollevato le proteste degli addetti ai lavori, impegnati ogni anno a programmare le nascite degli agnellini, con un aumento del 90% proprio in vista delle Festività Pasquali, e che dopo il calo dei consumi si sono trovati non solo ad affrontare una crisi difficile, ma anche a un inaspettato soprannumero di esemplari. Intanto, mentre aumenta la consapevolezza dei consumatori sulla mattanza degli agnelli, da un’indagine di Ixè per Coldiretti emerge che a Pasqua il 41% della popolazione non intende rinunciare alla carne di agnello. Una tendenza che malgrado le polemiche e le riflessioni etico-economiche, continua a mantenere una sua stabilità, nonostante questo momento rappresenti sopra ogni cosa un tempo di liturgie sacre, fatto di riflessioni proiettate verso la vita e la rinascita.

Giovanna Valori

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