Paolo Cericola

Paolo Cericola

Quando ho iniziato io, ormai più di 20 anni fa, c’erano più valori anche nel nostro lavoro. Spesso trovo delle cose spazzatura ma tirano.

stampa articolo Scarica pdf

Nel quartiere San Giovanni, Paolo Cericola racconta il suo mondo. Un'intervista semplice che spazia in largo e in lungo: da Leverkusen ai tempi della vera politica e i tatuaggi, passando per i ricordi indelebili del 26 Maggio e di Ugo Longo. Opinioni ed osservazioni senza etere, per Unfolding Roma.

Non è più una passione solo dei giovanissimi. Il tatuaggio conquista anche i 50enni: sono 7 milioni gli italiani con l’inchiostro sulla pelle (il 30% dei quali di mezz’età’) Ti chiedo se tu ne hai uno ed in quale occasione lo hai mostrato? Il tattoo è secondo una tua opinione un codice che comunica la nostra identità?

Ne ho tre. Simboleggiano momenti della mia vita. Credo, ma rispetto ovviamente l’idea altrui, che oggi se ne abusi un po’. I miei hanno delle specificità chiare, sono legati alla mia vita e sono “riservati” un po’ nascosti, trovo che invece oggi si tenda ad esagerare. Non amo l’ostentazione a tutti i costi.

Sei un nostalgico dei visi ruvidi dei giocatori degli anni 70 -80 -90? Di chi specialmente?

Il calcio di quegli anni li ormai sembra preistoria ed invece era più umano e decisamente più avvincente almeno per me. Mi ricordo da piccolo un Romeo Benetti arcigno, duro, un lottatore vero. Poi si è saliti di livello con gli stranieri nel nostro calcio e ricordo Elkjaer del Verona.

Il direttore Feltri: "Usare il termine bestie per manifestare disprezzo a chi ha opinioni diverse da quelle del PD è quanto di più abietto si possa immaginare “Tu che fai comunicazione per mestiere che idea ti sei fatta del teatrino della politica italiana?

Sono cresciuto con un’idea forte della politica, quella dei valori. Ricordo il Pci di Berlinguer o la DC di Fanfani ed Andreotti, il Msi di Almirante , il Psi di Craxi, il Pri di Spadolini. Indipendentemente dal pensiero che potevi avere c’era un’ideologia, una identità. Oggi saltano di partito in patito, basta che stanno seduti sulla poltrona. Da anni non voto più una corrente ma cerco di scegliere l’uomo o la donna che sento più vicina.

Polemica per la foto di un dipendente dell’aeroporto seduto alla sua postazione con un biglietto: “parlo solo italiano” - le reazioni in rete: “ignorante”, “licenziatelo” (uno scherzo?) L’immagine è stata pubblicata sulla pagina Facebook del blog "Roma fa schifo. La presenza di siti web di blog aiutano il giornalismo?

Credo che come in tutte le cose serva una regolamentazione. Oggi chiunque con un cellulare può fare una foto e postarla. Questa gira il mondo ed in un attimo si fa “notizia”. Quando ho iniziato io, ormai più di 20 anni fa, c’erano più valori anche nel nostro lavoro. Spesso trovo delle cose spazzatura ma tirano. Credo ancora che la qualità alla lunga paghi anche se in pochi vogliono fare qualità, si cerca sempre il massimo del risparmio.

Se il Trap non ci fosse bisognerebbe inventarlo: “le opinioni sul mio commento tv? come le palle: ognuno ha le sue - Zeman dice che Italia-Malta era da vietare ai bambini? Come l’hai vista?

Trovo molto povero il calcio di casa nostra. Troppa finanza e poca qualità. Stranieri buttati dentro per fare economia penalizzando il prodotto italia. I nostri giovani fanno fatica ad uscire perché non fanno economia. Così il calcio italiano crollerà. Oggi sento Conte lamentarsi ma quando era alla guida della Juventus si lamentava con la nazionale. Credo che in Inghilterra facciano bene. Si entra solo se si è di qualità altrimenti vai altrove.

Giovanni Scattone, condannato per l’assassinio di Marta Russo nel 1997 sarà futuro docente di Psicologia in un istituto romano. Uno schiaffo ai tanti precari? Indignazione per questa soluzione? Paradosso? Dovere nel reintegro di una persona che ha scontato la propria pena con la giustizia? Come analizzi la decisione?

Io credo che se si è espiata una colpa si deve tornare a vivere. Non si sarà mai come gli altri perché il peso del reato farà essere sempre diversi agli occhi dell’opinione pubblica che ha commesso quel reato. Spero solo che vi siano state tutte le attente e dovute verifiche prima di un passo simile perché le polemiche sono e saranno feroci

San Giovanni, da sempre terreno romanista (o quasi). Com’è il tuo rapporto con questo quartiere?

Amo ed odio il mio quartiere. Ci sono cresciuto ma certo ormai non è certo quello che ho imparato ad amare tanti anni fa. Oggi i vecchi negozi non esistono più, è diventata una giungla spesso senza regole. Poca sicurezza, troppo poca. Mi piace discutere spesso con chi non la pensa come me ma sempre nel rispetto reciproco, poi per fortuna non c’è stato molto da festeggiare negli ultimi anni

Parlando dell'etere romano, non pensi che Roma e Lazio abbiano troppe trasmissioni radiofoniche e che questo comporti una specie di isterismo costante sia nel bene che nel male?

Non credo perché la gente, chi ascolta non è stupida. Il becerume non paga mai. Mi dispiace invece che le due squadre romane siano poco aperte all’esterno. Una città come Roma va “cavalcata”. Bisogna sapere convivere in modo intelligente con il tifo e la città. Roma ti da tanto ma devi sapere stare attento a ciò che dici e come lo dici. Non ci si scorda nulla e nessuno ti perdona

Il tifoso negli ultimi 20 anni ha modificato il proprio rapporto con il calcio. Una volta intemperie e “Borghetti”, oggi divano, televisore a led 50 pollici e pop-corn. Da che parte stai?  Il cambiamento è frutto solo della tv a pagamento o di qualche altro fattore?

Il cambiamento è frutto nel vecchiume dei nostri stadi. Poche settimane fa ero in Germania a Leverkusen. Stadi con connessioni contemporanee wi-fi fino a 20 mila apparecchi, parcheggi comodi, stadi che sono bomboniere dove si vede alla grande e che in inverno sono riscaldati. Vogliamo parlare dell’Olimpico? In curva non vedi, parcheggi pochi, se quando parcheggi non dai i soldi all’abusivo trovi qualche regalo, in inverso ti geli ed è umido da morire. Risultato ? il divano di casa e se la partita fa schifo cambio canale. Giusto così.

Il 26 Maggio è una data che ha modificato il destino calcistico di una città intera.  Com’è cambiato il tifoso laziale e l’ambiente Lazio da quel giorno memorabile? Pregi e difetti.

Il 26 maggio è per sempre! Una data unica e molto importante ma che poteva essere un macigno di crescita. La Lazio è sempre molto attenta alla politica dei costi ma solo i grandi campioni ti porteranno a lottare per qualcosa di ambizioso con continuità

Giochiamo a fantasticare. Lenzini, Gian Casoni, Calleri, Cragnotti e Lotito. Associamo ad ognuno di loro un giocatore della Lazio che lo rappresenta nel proprio periodo. Chi sceglieresti e perché?

Lenzini non può non essere Giorgio Chinaglia, anche se di quella Lazio faccio un torto a Re Cecconi, mi faceva impazzire quella chioma bionda, con Gian Casoni dico Bruno Giordano, il centravanti italiano più forte che io abbia visto giocare, Cragnotti sicuramente Mancini, l’uomo della svolta, e per Lotito direi Klose, un vero fuoriclasse un po’ troppo riservato per una città come Roma, anche se Felipe Anderson ha numeri

Visto che siamo in termini di presidenti, a volte viene dimenticato ma ha avuto un ruolo determinante.   Ugo Longo, un presidente che ha fatto da spartiacque tra la fine di un’era e l’inizio di un’altra. Come lo collochi nella storia recente della Lazio?

Come fai a dimenticare Ugo Longo. Un uomo fantastico, a lui mi legano tanti ricordi in un periodo difficilissimo della storia della Lazio. La triade Pessi, Longo, Baraldi resterà nella storia della Lazio ma il sorriso di Ugo, la sua sempre squisita disponibilità, il suo sorriso e le sue battute lo renderanno sempre unico. C’erano sere dove lo chiamavo per alcune notizie anche critiche e lui mi rasserenava subito. “Paolo non ti preoccupare ce la faremo vedrai..” e ce l’hanno fatta.

Congediamo Paolo facendogli il classico “in bocca al lupo” per i suoi impegni futuri.

                                                                                                                            Mirko Cervelli

© Riproduzione riservata