TASTE OF ROMA 2015 La Recensione Di UnfoldingRoma

TASTE OF ROMA 2015 La Recensione Di UnfoldingRoma

Nella cornice suggestiva di una delle più belle zone di Roma, questa manifestazione rappresenta l’opportunità di poter accedere alla cucina dei grandi chef.

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Nei Giardini pensili del  Parco della Musica di Roma, si è aperta la quarta edizione di “Taste of Roma”.

Nella cornice suggestiva di una delle più belle zone della capitale, questa manifestazione rappresenta l’opportunità di poter accedere alla cucina dei grandi per chi, timidamente, si affaccia per la prima volta a questo mondo.

Ormai la TV, satellitare e convenzionale, ci riempie di cooking-show che,  gestiti al meglio da alcuni canali, hanno dato inizio a questa passione e milioni di persone si sono avvicinate sempre di più a questa realtà, apprezzando così la cucina di qualità. A testimonianza di questo sono presenti diversi concorrenti che hanno preso parte all’ultima edizione di Mastechef, tra cui il vincitore Stefano Callegaro, quarantaduenne di Rovigo.

Tutti i giorni siamo presi dalla cucina di casa  e spesso cerchiamo qualcosa di più. Tutti siamo Masterchef e questo è il posto giusto per chi vuole conoscere i segreti del mondo dell'arte culinaria.

L’opportunità è quella di accedere a dei piatti molto interessanti e ricercati, senza necessariamente affrontare un menù di degustazione, che spesso risulta essere troppo impegnativo per tipologia quello che propone e, economicamente, non è accessibile a tutti. 

E’ possibile partecipare a diverse degustazioni, a show-cooking in aree appositamente attrezzate dove, a pochi metri di distanza, si può assistere dal vivo alla creazione dei piatti visti solo in TV, realizzati dai migliori chef di Roma. Una delle cose che più colpisce è l’incredibile pulizia nell’esecuzione e del perfetto ordine del piano di lavoro. Aiutati senz’altro da dei validi Sous-chef, tecnica e esperienza conferiscono alla pulizia della realizzazione un aspetto secondario grazie all’attenzione dello Chef, al quale tutto riesce con un'apparente, quanto disarmante, semplicità.

La ricerca spasmodica e la qualità delle materie prime usate da questi chef, la ricerca della novità e dell’equilibrio delle consistenze dei diversi ingredienti che compongo un piatto, spinge i cuochi alla creazione di piatti sempre più esaltanti, che vanno dalla più “semplice” Carbonara fino a dei Maritozzi broccoli e salsiccia con cacio e pepe.

Nei vari Stand si possono acquistare dei piatti singolari, scegliendo tra una varietà molto ampia. Si può prendere un primo di Heinz Beck (Sedanini De Cecco con Gamberi Rossi, purea di Melanzana affumicata e croccante di pane) ed un Dessert di Francesco Apreda (Dolce mozzarella di bufala, grattachecca di frutta e balsamico).

E’ necessario prendere la Card della manifestazione, che deve essere ricaricata acquistando i “Sesterzi”. Il rapporto di cambio è piuttosto semplice: 1 Sesterzio = 1 Euro. Si scopre quindi, con piacevole sorpresa, di poter acquistare uno di questi piatti deliziosi con pochi soldi. I Sesterzi che non vengono spesi rimangono nella Card,  ma non sono rimborsabili. Si ha la possibilità di devolverli in beneficenza, soluzione questa, che ci offre l’opportunità di fare un bel gesto.

I piatti che nei vari ristoranti costano circa 20,00€ si possono acquistare a 5 o 7 Sesterzi. Il Piatto dedicato all’“Expo” ha invece un costo di 10 Sesterzi. In questo modo si può mangiare un piatto stellato ad prezzo da trattoria.

La “Carbonara con Spaghetti Monograno Felicetti”, realizzata da Angelo Troiani, costa solo 7 Sesterzi e i “Maritozzi broccoli e salsiccia, caio e Pepe, realizzati da Riccardo di Giacinto, costano solo 7 Sesterzi.

Nelle varie postazioni gli Chef, molti dei quali pluristellati, hanno infatti trasferito parte della loro Brigata nelle loro cucine attrezzate per l’occorrenza.

Si parla di professionisti della ristorazione, valutati nel tempo non solo da curiosi, come noi, dilettanti di questo mondo, ma valutati e recensiti da critici culinari professionisti che scrivono per testate giornalistiche nazionali e guide culinarie di prestigio come il Gambero Rosso e la guida Michelin, per citare le prime due che mi vengono in mente.

Gli chef presenti al Taste of Roma sono 12 e sono tra i migliori in Europa, e nel mondo:

Heinz Beck, chef de “La Pergola”, uno dei pochi ristoranti con tre Stelle Michelin;

Cristina Bowerman, chef de “Glass2, unica donna nel 2010 a ricevere la stella Michelin;

Riccardo Di Giacinto, chef de “All’oro”, uno dei pochi giovani a detenere una stella Michelin;

Marco Martini, chef de “Stazione di Posta”, neanche trent’anni è già una stella Michelin;

Francesco Apreda, chef de “Imago”, carriera incredibile che lo porta da Commis a riferimento per la cucina di eccellenza nel mondo, naturalmente stella Michelin;

Daniele Usai, chef de “Il Tino” ad Ostia, anche lui molto giovane e già una stella Michelin;

Giulio Terrinoni, chef de “Per me”, una avventura nuova ma naturalmente una stella anche per lui;

Stefano Marzetti, chef de “Mirabelle”, anche lui Romano di nascita;

Alba Esteve Ruiz, chef de “Marzapane”, una delle cuoche più giovani in circolazione;

Roy Caceres, chef de “Metamorfosi”, Colombiano che dal 1996 lavora in Italia raccogliendo riconoscimenti;

Angelo Troiani, chef de “Acquolina”, insignito della stella Michelin (unico ristorante di pesce stellato a Roma) e presente in molte trasmissioni televisive;

Andrea Fusco, chef de “Giuda Ballerino”, dal 2005 riconosciuto come riferimento gastronomico della capitale, anche lui stella Michelin.

Oltre a loro nelle serate si avvicenderanno altri chef ospiti che dimostreranno al pubblico le loro capacità e offriranno la possibilità di assaggiar dei loro piatti.

Tra gli Stand ci sono anche delle realtà affermate da tempo. Si incontra lo stand “Metro” che rappresenta un network nazionale specializzato nell’ Ho.re.ca. (HOtelleire - REstaurant - Catering o Cafè) che offre delle tartine e degli assaggi di tutte le specialità che si trovano nei loro magazzini pronti per essere preparati; “Erzinio”, azienda ciociara che produce insaccati di qualità e molta pasticceria secca tipica regionale, come le ciambelline al vino; “Gradi Plato”, il mondo della birra, catena di Beer-shop che a Roma è presente sul territorio con 8 punti vendita dove si possono assaggiare tante birre in bottiglia comprese le birre da loro prodotte, come la “Ich Weisse”; “Steccolecco”, gelati che è già facile immaginare dal nome, sono tutti Stecchi con gelati alla crema ed alla frutta, tutti naturali che, in alcune zona di Roma, è possibile ordinare direttamente da casa; “Cioli”, la porchetta di Ariccia non poteva proprio mancare; “Chiocciola punto it”, allevamento di lumache, stand che attrae molto i curiosi che spesso neanche immaginano l’esistenza di allevamenti del genere, portati avanti con tanta sapienza, cura e dedizione; “All_bi_one”, street food ad alta ricerca di materie prime di eccellente qualità che ci permettono di assaggiare delle polpettine di carne come mai assaggiate prima……… e tanti altri espositori ancora, dagli strumenti di cottura Agnelli a tutti gli elettrodomestici di alta qualità di Electrolux che tutti vorremmo avere nelle nostre cucine.

Gli spazi verdi, i laboratori di cucina gli stand e l’area per i più piccoli attente tutti gli appassionati fino a domenica, in questa coda d’estate romana piacevolmente calda.

Un’opportunità per tutti. Tutti gli appassionati di una buona e sana cucina.

Sc.lm.

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