The Goose Bumps

The Goose Bumps

Il look è divertente, ma la musica deve essere il fulcro di tutto.

stampa articolo Scarica pdf

The Goose Bumps, ovvero una delle innumerevoli espressioni americane per indicare concetti e stati d’animo all’ordine del giorno: pelle d’oca. In questo caso, però, parliamo di quattro giovani musicisti lombardi, nativi di Legnano, per la precisione, che han deciso, anni fa, di unire le forze e celebrare uno dei generi musicali più amati e “vintage” di sempre: il rockabilly. I The Goose Bumps sono Danny Solezzo (voce), Elias Billy (chitarra), Charlie The Pincher (contrabbasso), Fede Iasevoli (batteria). Il loro album, “Tremendous Rock N’ Roll” è stato pubblicato dalla “Rocketman Records di Milano” e “Big Dick” è il primo singolo estratto. A partire dal videoclip ci si immerge nel tipico immaginario rockabilly: vestiti anni ’50, vintage USA a tutto spiano, pettinature ad hoc, pin up e la partecipazione straordinaria di un nano ballerino. Unfolding Roma ha incontrato i The Goose Bumps, pochi giorni dopo i festeggiamenti di un traguardo molto importante...

Partiamo dal singolo con il quale avete deciso, appunto, di iniziare l'avventura: “Big Dick”. Il videoclip, diretto da Paolo Meroni per “Altered Studio”, è colmo di riferimenti rockabilly, dall'abbigliamento alle macchine d'epoca, e sembrate divertirvi molto nel celebrare uno dei generi musicali più caratteristici e ben delineati nell'immaginario collettivo. A cosa si deve la scelta di dedicarsi animo e corpo al rockabilly?

Ti risponderemmo per la percentuale di belle ragazze che frequenta questo ambiente, ma siccome vogliamo fare i seri diciamo che più che una scelta è stata una conseguenza naturale di quello che intendiamo noi per fare musica divertente, ma allo stesso tempo di forte impatto. Il rockabilly e il rock ‘n’ roll in generale incarnano questi aspetti e ci permettono di scrivere pezzi senza per forza prendersi troppo sul serio.

Si dice che si è influenzati, sin dalla tenera età, dai dischi che si ascoltano in casa. Dobbiamo immaginare tutti voi alle prese con genitori dai gusti particolarmente vintage, o vi siete votati al rock 'n roll per altre vie?
Elias e Carlo, per un motivo o per l’altro, ascoltano questo “genere” fin da piccoli, in tutte le sue sfaccettature, mentre Danny e Fede ci si sono avvicinati un po’ più tardi, dopo l’adolescenza diciamo, ma comunque prima dell’ultima moda che, negli ultimi 3-4 anni almeno nelle nostre zone, ha donato una popolarità nuova a tutto il mondo degli anni ’50.

Il rockabilly è uno dei generi più pittoreschi e facilmente identificabili. Nato nel Sud degli Stati Uniti più di mezzo secolo fa, è tra i revival attuali di maggior successo. Che genere di pubblico affolla i vostri live? Si va dalle aspiranti pin up tatuate ai signori di mezza età?
Esattamente. La gente che viene ai nostri live solitamente è molto eterogenea e non si limita ai soli appassionati del genere. Ovviamente con la nostra musica vogliamo “arrivare” ai nostri coetanei o comunque ai più giovani, ma quando capita (non così raramente) la coppietta di sessantenni che balla sui nostri pezzi i passi imparati decenni fa per noi è sempre una soddisfazione enorme.

Non molti sanno che il rock attuale attinge proprio dagli anni 50' e dal rockabilly. Tra pettinature e abbigliamento specifici, con tutta una preparazione estetica ben precisa, avete mai avuto la percezione che la musica possa passare in secondo piano a favore del divertimento?

Assolutamente no, è molto divertente il contorno e l’ambiente risulta interessante per chi non lo vive tutti i giorni, ma la musica rimane e deve rimanere comunque il fulcro di tutto. Ultimamente si moltiplicano le serate a tema anni ’50 che sicuramente ci danno molte possibilità di suonare in giro, ma a volte rischiano di puntare un po’ troppo sull’aspetto “da film” della cosa, arrivando alla gente nella maniera sbagliata. Noi comunque guardiamo il lato positivo e usiamo queste situazioni come veicolo per farci conoscere e soprattutto far conoscere la nostra musica che ci sembra la cosa più importante.

Al di là del rock n' roll, cos'è che ascoltate? Gusti insospettabili? Parlo, magari, di generi e gruppi completamenti diversi rispetto a quanto suonate...
Tralasciando il rock ‘n’ roll, arriviamo tutti da un’adolescenza fatta anche di metal e punk rock e forse Fede è quello che più di tutti ha conservato gusti più “pesanti” rispetto a quello che suoniamo. In realtà poi chi ci vede dal vivo queste influenze le nota in diverse cose anche sul palco.

“Tremendous Rock ‘n' Roll” è appena uscito, anche se la vostra esperienza live inizia almeno qualche anno fa. Il 12 luglio scorso avete festeggiato il centesimo concerto, un traguardo importante ed emozionante. Com'è andata la 100esima volta?
La 100esima volta è coincisa con la prima volta che Elias ha rotto la chitarra nel bel mezzo di un pezzo e abbiamo concluso improvvisando in tre…sicuramente memorabile come anniversario! A parte gli scherzi è andata molto bene, abbiamo raggiunto questo traguardo in soli due anni di attività e suonando sul palco che fu uno dei primissimi ad accoglierci, quindi sicuramente una bella emozione.

Tutti brani originali, men che uno: “Morse Code” di Don Woody. Perché questa scelta in particolare?
Troviamo che “Morse Code” sia un pezzo concettualmente molto attuale e per questo abbiamo voluto riproporlo a modo nostro e in linea con gli altri pezzi del disco…anche se in realtà ci piaceva moltissimo e ci sembrava perfetto già così com’era.

Durante i vostri concerti eseguite altre cover? Elvis, Jerry Lee Lewis, Chuck Berry: c'è un mito del rockabilly in particolare che vi ha ispirato e magari spinto a suonare?

Nel nostro show trova spazio anche qualche altra cover anche se non tra le più “popolari”. Diciamo che un’artista in particolare che ci ha dato l’ispirazione per scrivere i primissimi pezzi e quindi dare vita a quello che sono oggi i Goose Bumps è sicuramente Eddie Cochran.

Dopo “Big Dick” avete già pensato ad un secondo videoclip estratto dall'album? Come proseguirà la promozione di “Tremendous Rock 'n Roll”?

La promozione continuerà suonando il più possibile in giro perché siamo convinti che nel 2015 il live sia sicuramente il miglior modo per farsi conoscere veramente. Per quanto riguarda il prossimo videoclip abbiamo già un po’ di idee che dobbiamo solo mettere a punto, ma per ora non vi sveliamo niente…vi stupiremo!

Carmine Della Pia

Unfolding Roma 

© Riproduzione riservata