Andrea Capanna

Andrea Capanna

Come già accennato riguardo la pandemia, ogni evento nuovo o cambio di paradigma scientifico, che sia negativo o positivo, culturalmente e simbolicamente rilevante per le nostri società, è materiale fertile per l’artista, che con il suo punto di vista può aiutarci ad approfondire l’argomento.

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Buongiorno torniamo ad intervistare gli artisti che hanno esposto nelle gallerie romane in questo terribile periodo e abbiamo deciso di farvi conoscere Andrea Capanna , che sta esponendo nella prestigiosa Piazza di Pietra 28 art gallery. La mostra proseguirà fino a fine Luglio,

Buongiorno Andrea, una tua breve presentazione per i nostri lettori come prima domanda …

Buongiorno, sono nato e lavoro a Roma, sono circa 10 anni che utilizzo una tecnica che impiega materiali tipo cemento, sabbia e intonaco, tecnica che mi aiuta nel mio percorso di ricerca sul tempo e la memoria. Rimango comunque legato ad un figurativo che definirei nel mio caso “sfigurato”.

Durante la prima ondata di contagi, l’arrivo inaspettato dell’epidemia del nuovo coronavirus ha provocato un trauma in molte persone: ha interrotto la quotidianità, ha costretto all’isolamento e alla convivenza forzata in spazi ristretti, per molti ha coinciso con l’esperienza diretta della malattia e del lutto : ha stimolato verso quale direzione la tua creatività ?

Sotto il profilo Umano e sociale ovviamente nessuno è stato risparmiato da questa pandemia, non solo da un punto di vista medico ma anche da un punto di vista culturale, in cui si sono evidenziate tutte le lacune dei mondi social con una grande riscoperta delle competenze specialmente scientifiche.Sotto il profilo artistico si continuerà a scoprire ancora per molto, come questo momento abbia permesso agli artisti di elaborare nuove riflessioni sull’argomento. Per l’artista ogni avvenimento, per quanto negativo, viene rivisto e trasformato in progetti più ampi e coinvolgenti per tutti.

Ottant'anni fa, nel chiudere il libro La mia vita segreta, Salvador Dalì (1904-89), guardava il suo corpo nudo davanti allo specchio della stanza dell' hotel americano «Hampton Manor», compiaciuto che i suoi capelli fossero «neri come l' ebano», i piedi privi dei segni degradanti dei calli e il corpo ancora quello dell' adolescente, salvo il ventre che «è cresciuto».-Che idea hai della filosofia artistica di questo artista : molto simile alla tua ?

Mi rimane difficile rispondere a questa domanda perché non credo che la mia visione artistica possa essere ricondotta a quella di Salvator Dalì.

Nelle prossime settimane, una società chiamata Kernel inizierà a inviare a dozzine di clienti negli Stati Uniti un casco da 50.000 dollari che può, in parole povere, leggere la mente. Il casco, che pesa circa 9 chili, contiene sensori e altri dispositivi elettronici che misurano e analizzano, alla velocità del pensiero, gli impulsi del cervello e il flusso sanguigno, restituendo dati su come la nostra materia grigia risponde agli stimoli esterni : può essere d’aiuto nel trovare nuove ispirazioni quando hai voglia di “creare arte” ?

Come già accennato riguardo la pandemia, ogni evento nuovo o cambio di paradigma scientifico, che sia negativo o positivo, culturalmente e simbolicamente rilevante per le nostri società, è materiale fertile per l’artista, che con il suo punto di vista può aiutarci ad approfondire l’argomento.

Anche la Banca d'Inghilterra cede alla sirena della «cancel culture», la nuova tendenza che rimuove immagini ed effigi di personaggi storici che hanno avuto a che fare con lo schiavismo o il colonialismo, per evitare di sembrare connivente con le idee che hanno caratterizzato questi periodi storici : che idea hai di questi movimenti ? L’arte come “ricordo storico” deve essere cancellata ?

Da antropologo mancato do una grande importanza ai simboli, elementi fondanti di una cultura. Tuttavia oggi il politicamente corretto della cultura dominante sta operando scelte che rispondono al “ventre” delle popolazioni, oscurando il fatto che noi siamo il risultato culturale anche di quei personaggi scomodi. Mi sembra che siano decisioni che rilevano una debolezza e una scarsa consapevolezza della nostra provenienza culturale. Bisognerebbe saper accettare il nostro passato, per quanto negativo, perché grazie a questo, noi oggi siamo diversi e “vaccinati”, cioè siamo in allerta affinché gli stessi errori non si ripetano. Cancellando si dimentica e non so quanto questo sia intelligente. Da artista dico che dal momento che tu poni la domanda se l’arte “deve” essere cancellata è il “momento” di rottura, è il punto di partenza per una riflessione artistica molto stimolante, che se ne frega di quello che vuole sentire la cultura dominante. Quindi la risposta alla domanda è: assolutamente no.

Come sta l’arte contemporanea?

Trovo difficile rispondere… vedo un fermento e artisti molto interessanti.

Ad Aielli il borgo spettrale in Abruzzo riprende vita grazie alla street art -Il paesino, devastato dai terremoti, era sempre meno popolato. Poi gli artisti ne hanno risollevato le sorti. Merito di un festival che unisce murales e astronomia Partecipare a queste iniziative potrebbe essere gratificante per la tua carriera?

Per quanto lavori con materiali “edili”, non mi sono mai visto come uno street artist. Comunque tutti i progetti come questo possono essere molto stimolanti per un artista. Non ne parlerei particolarmente in termini di carriera.

Parliamo ora di “LOOK OUT” : schemi precisi , instinto, emotività , cosa racconta questa mostra posticipata al 10 Luglio 2021

In questo lavoro LOOK OUT, si sono visti i primi segnali di un progetto che ha risentito delle restrizioni fisiche di questi mesi. Per la prima volta mi sono confrontato con il tema “natura”, in forma intima. Solo dopo, nel cercare il titolo mi sono reso conto che il mio desiderio di guardare fuori, di uscire, aveva trovato un suo spazio nei miei lavori.

Lavorare con Francesca Anfosso è stato determinante per il successo della mostra ?

Devo molto a Francesca, questa è la mia terza mostra nella sua galleria ed è forse la più coraggiosa. Abbiamo inaugurato il giorno prima che entrassimo in zona rossa. Per molti è stato un azzardo organizzare una mostra in quel momento. Ma abbiamo pensato che potevamo dare il nostro piccolo contributo affinché l’arte e la cultura non venissero schiacciate dagli avvenimenti.

I soldi danno la felicità? La domanda è antica e aveva già avuto una risposta: danno la felicità a patto che si utilizzino per avere tempo libero. Oggi un nuovo studio condotto dal Dipartimento di Scienze Psicologiche della Purdue University (Usa) racconta qualcosa in più: in parole poverissime, i soldi fanno la felicità a patto che non siano troppi. Superata una certa soglia, pare, la felicità diminuisce: si decide di essere artisti puntando a che cosa? Quanto contano i soldi nella tua vita?

Non credo che si decida di essere artisti per puntare a qualcosa ma lo scopo è lavorare per puntare ad essere artisti. E’ un lavoro che ha bisogno di studio, di ricerca, di dedizione e soprattutto di perseveranza. I soldi aiutano molto in queste attività che ho menzionato ma non sono fondamentali. I soldi nell’arte sono un mezzo che facilita ma non certo per avere più tempo libero in quanto l’artista lavora sempre.

Come volevasi dimostrare, la cosiddetta «Netflix della cultura italiana» - però chiamata in inglese Itsart - è partita appena il governo ha riaperto cinema, arene e teatri. Al momento non è nient’altro che una piattaforma a pagamento con un catalogo modesto e con prezzi esosi : secondo te questi progetti possono essere un buon veicolo per raccontare le tante bellezze artistiche del nostro paese ?

E’ ancora presto per poter giudicare questa piattaforma in quanto è appena partita. Sicuramente dovrebbe guardare con più attenzione all’arte contemporanea ma facendo attenzione a non dare solo ampi spazi sempre ad alcuni artisti oramai storicizzati. Se diventa un occhio attento anche sulla contemporaneità sarebbe un buon risultato. Penso che se Roma accanto alle sue ricchezze del passato desse uno spazio rilevante alla contemporaneità, con arte, architettura etc sarebbe un grande centro culturale europeo.

“Come ogni situazione estrema, una malattia porta alla luce quanto di meglio e di peggio c’è in ciascun individuo” – quanto ti ha fatto crescere e maturare l’essere diventato artista oggi ?

Come dicevo rispondendo ad una domanda precedente gli sviluppi che questo avvenimento epocale porterà, si vedranno per molto tempo ancora. Pertanto la crescita è ancora in divenire. Ti potrò rispondere in futuro.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ?

Non so se ringraziare riguardo alla “carriera” ma sicuramente devo ringraziare molti per avermi aiutato e supportato.

Progetti per il futuro ?

Ne ho molti ma devono ancora maturare e autoalimentarsi. Vedremo quale riuscirà a prendere forma. Questa fase è per me la parte più importante del processo creativo. I progetti prendono forma, si modificano, ed alcuni si concretizzano… quando li realizzo hanno già concluso il loro percorso. Grazie

Stefano Cigana

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