Luigi Bonaventura, ‘’ Vogliono Distruggere La Lotta Alla ‘Ndrangheta’’

Luigi Bonaventura, ‘’ Vogliono Distruggere La Lotta Alla ‘Ndrangheta’’

La commissione centrale di protezione ha deciso di togliere alla famiglia del pentito il programma di protezione.

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Luigi Bonaventura è stato uno dei reggenti della cosca 'ndranghetista dei Vrenna-Corigliano-Ciampà-Bonaventura, operante nel territorio di Crotone. Adesso è un noto collaboratore di giustizia. Luigi collabora da oltre quattordici anni con 14 procure (Procura di Crotone, DDA di Catanzaro, Reggio Calabria, Torino, Salerno, Bari, Campobasso, L'Aquila, Ancona, Bologna, Venezia, Trieste, con la DNA e una Procura Tedesca). Grazie alle sue dichiarazione nei vari processi porterà all’arresto o alla condanna di oltre 500 persone. Bonaventura svela molti nomi e fatti legati alla pista mafiosa. A seguito della notizia di Luigi intenzionato a diventare collaboratore di giustizia la'Ndrangheta avrebbe deciso di ucciderlo. Il 19 settembre 2006 si sarebbe dovuto compiere il delitto, ma alla fine Luigi riuscirà a fronteggiare questo primo attacco. Bonaventura diventa collaboratore grazie al supporto della moglie e della sua famiglia. Diventa un paladino del bene, combattendo in prima linea contro la ‘Ndrangheta.

Lo Stato abbandona la famiglia del collaboratore di giustizia Bonaventura

La commissione centrale di protezione ha deciso di togliere alla famiglia di Luigi Bonaventura dal programma di protezione. A renderlo noto è lo stesso collaboratore di giustizia che afferma: «nonostante appena un paio di mesi fa la Procura di Catanzaro con a capo Nicola Gratteri e la Dna abbiano chiesto di prorogare la protezione alla mia famiglia, sostenendo che essa è in grave pericolo proprio in virtù degli importanti processi dove devo testimoniare». Aggiunge: «per tutta risposta la commissione centrale di protezione con a capo il deputato Nicola Molteni ha tolto la protezione alla mia famiglia lasciando un disabile, mia suocera ammalata, i miei figli e mia moglie imprenditrice denunciante in mezzo a una strada».Bonaventura sottolinea che questa scelta arriva: <<alla vigilia della mia testimonianza nel processo Malapianta e di altri processi >>.Infine conclude dicendo: «mia moglie Paola Emmolo, titolare dello speciale programma di protezione, chiede l’annullamento di questa delibera di revoca e di essere audita alla commissione unitamente a me o in subordine che venga sospesa questa revoca per qualche mese così da avere il tempo di trovare un alloggio idoneo a un disabile e di valutare nel mentre un ricorso. In estate è impossibile trovare degli alloggi idonei oltre ad avere poco tempo per preparare un ricorso al tar. Non si può permettere che la ‘ndrangheta- è l’appello di Bonaventura ottenga questa soddisfazione. Chiedo al procuratore Nicola Gratteri e alla politica di intervenire».

Mimma Gaziano

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