E’ sicuramente il regalo di compleanno che aspettava maggiormente, fosse dipeso da lui lo avrebbe anche anticipato. Stefan Radu ha compiuto 35 anni il 22 ottobre, il Boss come lo chiamano tutti è stato festeggiato dai compagni, dalla società e ovviamente dai tifosi, per lui però la vera festa è stata oggi al Bentegodi. Alla Lazio dal 2008 è ufficialmente il giocatore dei record biancocelesti essendo quello con il maggior numero di presenze e in estate il suo legame con il club capitolino è stato rinnovato: ha rinunciato ai soldi e all’Inter pur di legarsi ancora alla Lazio. Le cose, però, non stanno andando come avrebbe voluto: lui, un imprescindibile per Simone Inzaghi, neppure una presenza nella Lazio di Sarri. Ha dovuto attendere un allineamento dei pianeti perfetto pur di trovare la maglia da titolare. Acerbi sta scontando la seconda giornata di squalifica dopo la figuraccia di Bologna, Luiz Felipe la squalifica per il rosso rimediato nell’immediato post di Lazio-Inter: due assenze che inevitabilmente richiamano il numero 26 in campo. C’era chi sperava di vederlo in campo già contro l’Inter a formare la coppia centrale con Luiz Felipe, ma Sarri gli ha preferito Patric, che ha disputato una partita perfetta. Avrebbe potuto avere la sua occasione, almeno per riprendere confidenza col campo, contro il Marsiglia. Niente da fare. Al Bentegodi, però, non c’è stato nessun esperimento a negargli a 35 anni con oltre 400 presenze in biancoceleste, l’ennesimo esordio da laziale. Certo, il suo ritorno in campo verrà ricordato per il poker firmato El Cholito Simeone, con una doppietta subita in sei minuti. Verrà sottolineata la debolezza di una coppia difensiva formata da seconde linee non all'altezza come appunto Patric e Radu. Non è stato, per uno ormai laziale, un esordio da incorniciare. Anzi, sarà il primo a dannarsi. Vorrà subito il riscatto, ma probabilmente non sarà così. Passerà tempo, ma si farà ancora trovare pronto.
Enrica Di Carlo
Foto Emanuele Gambino
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