INFERNO Una Grande Mostra Commemorativa Per I 700 Anni Dalla Morte Di Dante

INFERNO Una Grande Mostra Commemorativa Per I 700 Anni Dalla Morte Di Dante

Nelle prestigiose sale delle Scuderie del Quirinale. In mostra fino al 9 gennaio 2022

stampa articolo Scarica pdf

INFERNO

Una grande mostra commemorativa per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri nelle prestigiose sale delle Scuderie del Quirinale. In mostra fino al 9 gennaio 2022

"Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura ché la dritta via era smarrita"...

Inizia così il viaggio di Dante negli inferi, la parola Inferno è l'ouverture del percorso espositivo alle Scuderie del Quirinale, sede artistica di alta rappresentanza.

La mostra, inaugurata dal presidente Mattarella, è curata da Jean Clair e Laura Bossi in commemorazione per i 700 anni della morte del sommo poeta.

Esposti oltre 200 capolavori tra opere antiche e moderne, tra cui Beato Angelico, Botticelli, Bosch, Bruegel, Balla, Goya, Manet, Delacroix, Rodin, Cézanne, Richter solo per citarne qualcuno.

Le parole di Dante appaiono, mai come ora, attuali e profetiche. Inferno come metafora di sofferenza e alienazione tra male e morte, guerra e sterminio. Ci conduce per mano in un percorso spirituale che culmina "guardando le stelle". Questo è, proprio per la sua potenza, il cantico che ha ispirato maggiormente gli artisti. Per noi visitatori un'occasione unica per ammirare tanti capolavori insieme.

Il percorso proposto, all'interno delle sale della Scuderie del Quirinale, spazia dalla storia dell'arte, alla letteratura, alle scienze sociali fino alla politica.Dante visto come poeta della rinascita, dedica all'umanità un viaggio all'Inferno per liberarci delle miserie umane, dagli orrori, verso una divina e celestiale salvezza.

Salendo lo scalone del museo il primo impatto con l'inferno di Dante è un cortometraggio prodotto nel 1911 in cui i linguaggi del simbolismo e del primo futurismo sono evidenti.Si passa alla sala 1 della mostra, ci appare un imponente calco in gesso, raffigurante la marmorea porta di Auguste Rodin datata 1880 composta da 200 gruppi scultorei e completata nel 1917. Ispirata alla porta descritta da Dante all'inizio del cantico 3:

"Lasciate ogni speranza voi che entrate", non è solo un luogo simbolico, ma vive all'interno di ogni essere umano, per questo non si aprirà mai.

Nella sala 2 "la Bocca dell'inferno". Sofferenze eterne nelle miniature medioevali, grottesche visioni ispirate alle figure mitologiche antiche come i Ciclopi, i Titani, i Giganti che diventano figure che conducono a Leviatano: gigantesco mostro acquatico della tradizione biblica. Sarà proprio Dante, visto come poeta neoplatonico, profeta della nuova Italia, ad accompagnarci in questo viaggio, una catabasi, dal greco: discesa, verso paesaggi infernali in cui regna il fuoco, le tenebre, il ghiaccio. Acquista caratteristiche di paesaggio ben definito, codificato e regolamentato, minuziose architetture che eliminano ogni residuo di caos per creare ordine.

Ammiriamo in questa sezione il capolavoro di Sandro Botticelli "cono rovesciato". o "voragine infernale" datato tra 1480 e 1495, unico completato, di 100 disegni. La Bibbia narra che la creazione dell'inferno è legata a una ribellione degli angeli, guidati da Lucifero, la sua caduta nel centro dell'emisfero australe ha creato il cono rovesciato. I dannati sono risposti secondo la gravità delle proprie colpe.

Il viaggio di espiazione continua attraverso le storie di altri personaggi, un Delacroix propone la sua lettura romantica, una solenne complessità di corpi e di emozioni.

Il secondo piano si apre con un gran teatro dei Pupi Siciliani, per prendere un po' di respiro tra tanta sofferenza ma è una pausa fugace. È Lucifero, portatore di luce, tentatore di Gesù, principe delle tenebre a spingerci nel peccato. Una visione contemporanea dell'inferno ci invade, è un male dei giorni nostri, megalopoli di miserabili a loro malgrado spinti in un inferno di squallide baracche o in fangose trincee di guerra. O alienati da ritmi disumani di lavoro in fumose e tossiche fabbriche, o ancora minatori in pozzi simili a gironi danteschi. Siamo noi nella nostra disumanità a creare il nostro inferno in terra. I disegni di Goya ci riportano alle atrocità della guerra e Giacomo Balla ad un altro inferno chiamato manicomio e follia.I manoscritti di Primo Levi "Se questo è un uomo" ci sconvolgono. Lo sterminio è l'epilogo più triste della nostra storia, strazianti scheletri in cammino senza dignità, senza nome. Con l'angoscia di corpi senza vita, immersi in un incalcolabile dolore, un infermo creato dall'uomo per l'uomo, ci apprestiamo ad ammirare l'ultima sala.Con le riprese effettuate dal telescopio Hubble Ultra Deep Field della Nasa, che scruta in profondità l'universo, vi è speranza:

"Si esce a veder le stelle - Un bellissimo modo per concludere una mostra che ci ha portato nei luoghi più negativi della nostra anima. Come i dannati abbiamo "urlato "cercando la luce della salvezza.

Chiara Sticca

© Riproduzione riservata