NAPOLI LAZIO 4 0 E' TORNATO IL SOLITO FELIPE ANDERSON

NAPOLI LAZIO 4 0 E' TORNATO IL SOLITO FELIPE ANDERSON

Tutti bocciati, ma il peggiore in campo è ancora una volta Felipe Anderson

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E’ tornato Felipe Anderson, quello che conoscevano i laziali. Felipe Anderson è questo, lo sanno tutti: lo sapeva Simone Inzaghi, lo sanno i laziali, lo sapeva Maurizio Sarri quando l’ha voluto e presentato al suo approdo in biancoceleste. Felipe Anderson è un giocatore che va ad intermittenza: qualche giornata da top player, che ti fa innamorare per come danza sul pallone, poi si spegne e sbaglia tutto, diventa irritante, da top passa a vero e proprio flop. Era qualche settimana che i segnali c’erano, la conferma è arrivata nel naufragio partenopeo: la Lazio dura 5 minuti, Felipe Anderson non pervenuto.

Lascia in campo dopo una prestazione totalmente insufficiente, deludente. E sono eufemismi quelli scritti. Se nella squadra tutti sbagliano, perché 3 a 0 in mezz’ora è sulle spalle di tutti non dei singoli, il numero 7 si rende protagonista di una prestazione da bocciare in toto.

Eppure le premesse erano totalmente diverse. Maurizio Sarri l’ha fatto riportare in estate considerandolo uno potenzialmente tra i più forti. E in effetti le prime apparizioni gli avevano dato ragione: esplosivo contro la Roma, protagonista con l’Inter e poi il nulla. Si è fermato contro i neroazzurri, con l’aggressione subita per il gol fatto con l’avversario a terra. Alcuni sostengono che per un giocatore umorale come lui, quel momento sul campo stava avendo ripercussioni importanti. Forse non conoscono la storia di Felipe Anderson: esploso con Stefano Pioli, si conferma con Simone Inzaghi, fino lentamente ad implodere e partire. Dal 2018 al 2021 la sua carriera è fatta di trasferimenti: dalla Lazio al West Ham per 38 milioni, dal West Ham al Porto per poi tornare alla Lazio. Poche presenze e scarsi risultati. Sarri punta su di lui, lo impiega sempre, sembra imprescindibile, l’allenatore spera che alle qualità tecniche affianchi una maturità mentale che gli permetta di dare continuità alle prestazioni.

Nulla di tutto ciò. Contro la Lokomotiv Mosca è il peggiore in campo: stanco, fa fatica, sbaglia tutti i contrasti, lento e prevedibile. Dura un tempo e viene sostituito da Sarri ad inizio secondo tempo, più o meno contro il Napoli. Al Maradona aspetta fino al 55^, sperando in una fiammata, per poi richiamarlo in panchina per Zaccagni, proprio come fatto in Russia. Altro che fiammata: apertura di Milinkovic per il numero 7 e tiro alle stelle. Non era andato molto meglio contro la Juventus confermando che la discesa verso l’insufficienza era iniziata, inesorabile, fino alla figuraccia sua e di tutti i biancocelesti contro il Napoli.

Non ci sono fiammate, non è imploso, non è maturato. E’ semplicemente Felipe Anderson. La domanda è un’altra: si è già esaurito?

Enrica Di Carlo - Foto Emanuele Gambino 

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