NAPOLI LAZIO 4-0

TANTO NAPOLI, NIENTE LAZIO. ALTRA SCONFITTA INDECENTE DOPO BOLOGNA E VERONA. DOPPIO MERTENS, ZIELINSKI E FABIAN RUIZ NELLA SERATA DEL RICORDO DI MARADONA

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Sarà stata anche la serata di Maradona, che avrà portato motivazioni ai massimi livelli ma la Lazio non è mai scesa in campo. Napoli stellare, sempre prima sul pallone, possesso superiore al 60% cosi come i contrasti vinti e le palle contese, ripetiamo, tanto Napoli e niente Lazio.

Spalletti batte Sarri, in tutto e per tutto. Le assenze di Osimhen e di Anguissa sembravano più pesanti di quelle in casa Lazio, Marusic nel caso specifico ma Spalletti ha creato un centrocampo tutto tiki taka dove Lobotka, perno centrale, non ha mai concesso palla al centrocampo laziale, Cataldi sempre fuori tempo e saltato per tutta la partita mentre Zielinski e Fabian Ruiz hanno passeggiato su Milinkovic e Luis Alberto. Mertens stratosferico, Immobile mai servito.

Le formazioni iniziali potevano sembrare a specchio e di fatto lo sono: Insigne, Mertens e Lozano da una parte, Immobile, Pedro e Felipe Anderson dall’altra. Ruiz, Lobotka e Zielinski contro Cataldi, Luis Alberto e Milinkovic Savic a centrocampo. Hysaj, Acerbi, Felipe Luiz e Patric sponda Lazio, Mario Rui, Koulibaly, Rrhmani e Di Lorenzo sponda Napoli con Reina e Ospina a difendere i propri pali.

Pronti via, Lazio propositiva ma Napoli che alza i ritmi fin dal primo minuto. 7’ primo gol del Napoli, Zielinski raccoglie un contrasto tra Mertens e Acerbi e calcia forte verso Reina, destro incrociato e pallone in rete. Lazio prova una timida reazione ma ci si rende subito conto che per esempio Felipe Anderson non è entrato in partita, brasiliano svogliato e forse da mettere a riposo per qualche partita. 10’ raddoppio Napoli, Patric, Acerbi e Luiz Felipe saltati come birilli da Mertens che poi deposita in rete con un destro a giro appena entrato in area. Pedro prova a dare una sveglia, palla a Luis Alberto ma con il tiro alto sopra la traversa. Napoli padrone del campo, passaggi stretti, veloci e a due tocchi, laziali che corrono nel vuoto spendendo energie e non trovando mai un contrasto. Fascia sinistra devastata, Hysaj sempre preso in mezzo tra Lozano e Mertens e nessun cambio tattico di Sarri per correggere il problema. Cambia poco dall’altra parte, Patric superato sempre da Insigne, Napoli padrone delle fasce. Al 21’ finalmente ripartenza Lazio, Pedro lancia Immobile che una volta entrato in area calcia verso Ospina che si rifugia in angolo. 25’ l’unica giocata degna di nota della Lazio di Sarri, palla sulla destra, Milinkovic crossa per Luis Alberto, colpo al volo di interno collo e Ospina si supera con la mano di richiamo e alza sopra la traversa. Sul corner, Acerbi di testa centra la traversa a Ospina battuto. Quando sembrava che la Lazio fosse in ripresa arriva il terzo gol del Napoli, solito cambio gioco da destra a sinistra, Lozano appoggia per Mertens che senza guardare, ne pensare colpisce di interno verso il secondo palo, Reina battuto da una grande invenzione del belga, naturalizzato napoletano. Partita chiusa, messa in cassaforte da un Napoli stellare. Al 43’ il Napoli potrebbe calare il poker ma il tiro di Lozano viene murato dalla difesa laziale. Fine primo tempo con Spalletti felice per la prestazione, Sarri pensa ai cambi ma la partita sembra andata.

Dentro Lazzari, fuori Patric, questa la mossa di Sarri per tentare di recuperare la partita. Il Napoli tiene botta a centrocampo, nessuna palla giocabile per Immobile anzi, al 58’ Lozano trova Zielinski ma Reina blocca. Si abbassano i ritmi ma il Napoli non cala come pressione e possesso palla. Al 69’ ci prova Petagna ma palla fuori. Mancava la perla di Fabian Ruiz, la solita su sinistro a rientrare, a chiudere la partita, è arrivata al 85’ come se tutti aspettavano la chiosa sulla partita. Poker calato e partita chiusa.

Sarri dovrà lavorare tanto per far digerire sia ai propri giocatori che a tutto l’ambiente questa sconfitta. La non reazione sul primo gol preso, le belle statuine sul secondo sono momenti in cui l’allenatore dovrà intervenire per far si che non si ripetano. Le scelte di Sarri non hanno premiato, Anderson un fantasma, Patric sulla destra può andar bene in Russia non con la prima in classifica, Zaccagni e Lazzari potevano fare molto meglio. Luis Alberto e Milinkovic dovranno caricarsi sulle spalle la Lazio se si vorrà salvare la stagione, sono loro i campioni e sono loro insieme a Immobile a dover far rialzare la Lazio.

Ora arriverà l’Udinese, partita crocevia della stagione.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Emanuele Gambino

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