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45' sono bastati all'Inter per sottomettere la Roma e decretare la sua superiorità.

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45' sono bastati all'Inter per sottomettere la Roma e decretare la sua superiorità.

In realtà 15' perché a conti fatti proprio dal 15' la Roma dopo lo splendido gol da calcio d'angolo di Calhanoglu, ha chiuso gli occhi e si è lasciata trascinare dalla marea.

Un gol bello nell'esecuzione e ingenuo nell'essere stato subito, perché la palla segue una parabola perfetta scendendo proprio sotto le gambe di Rui Patricio, grave la mancanza del portiere e grave la posizione disattesa dei suoi difensori, uno su tutti Smalling.

Un disastro annunciato, ma non in maniera così netta.

L'Inter senza Eriksen, Lukaku e Hakimi, ha dimostrato di poter contare su un organico ben organizzato, una bella panchina – lo dimostra l'entrata di un tipo di nome Vidal nel secondo tempo- e una gran determinazione; ha giocato mantenendo sempre altissimo il baricentro schiacciando i giallorossi nella propria metà campo, con il solo Shomurodov di vedetta incapace di costruire un'azione degna di nota o involarsi in solitaria verso la porta e concedendo pochissimo, tanto che ogni portatore di palla che superasse la metà campo, veniva assediato da quattro giocatori.

Ottima la copertura di Bastoni e Skriniar e già dall'inizio del secondo tempo si è quasi pensato che l'Inter fosse ormai soddisfatta e che bastasse qualche fraseggio per gestire risultato ed avversari; in effetti la Roma ha prodotto veramente poco, due i campanelli d'allarme dalle parti di Handanovic, uno dei quali salvato da un Dumfries in ottima posizione che si immola su un colpo di Vina, l'olandese qualche minuto dopo decide il match reagendo con grinta su un controfallo che nella ripartenza ha polverizzato lo stesso Vina e ha depositato in rete un bell'assist di Bastoni per lo 0-3 definitivo; non prima di lasciare spazio al gol dell'ex -ovviamente- su un assist dello stesso Calhanoglu che lo vede solo e scoperto appena dietro l'area piccola. Non esulta. In realtà quasi si dispera; ma castiga quella Roma che tanto gli ha voluto bene.

Ed i giallorossi?

Irretiti, confusi e senza idee, si trovano accerchiati laddove sia Kumbulla che Vina sembrano giocarsi il provino tra i professionisti, non che Mancini o Smalling abbiano fatto meglio, ma serve un discreto Mkhitaryan, tra i meno colpevoli, ad interporsi su un pallone diretto in porta. E' stata una debacle totale per la squadra della Capitale che, seppur orfana degli uomini più in forma del momento : Karsdorp, Abrham ed El Shaarawy, ha dato l'idea di non avere la minima idea di come organizzare il gioco. Delude anche Zaniolo che in questo match sembra risparmiare le performance, merito forse del buon gioco di Pasalic sempre pronto a rubargli palla, ma l'ex Inter non sfodera la sua proverbiale cattiveria agonistica, cosa che riesce meglio ad un subentrato Bove che rimedia subito un giallo.

Un divario tecnico e tattico spaventoso, che forse poteva essere curato con maggior furbizia, almeno sul piano del contenimento. Le ripartenze di Dzeko e Correa, seppur non pulitissime, fanno arrabbiare di più, proprio perché in realtà si sarebbero potute domare.

Ancora cartellini e future squalifiche ancora uno stadio con il tutto esaurito, tenendo conto dei parametri Covid e del periodo storico.

Vince la curva che incanta sempre, convince meno l'espressione rassegnata di Mourinho che seppur con un organico poco incisivo doveva almeno provare a giocarsela.


Laura Tarani


ROMA (3-5-2): Rui Patricio; Smalling, Mancini, Kumbulla; Ibanez, Veretout, Cristante, Mkhitaryan, Vina; Zaniolo, Shomurodov. All.: Mourinho.

INTER (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, A.Bastoni; Dumfries, Calhanoglu, Brozovic, Barella, Perisic; Dzeko, Correa. All: S.Inzaghi.

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