Beatrice Buticchi Nel Suo Weekend Per Due (con Delitto)

Beatrice Buticchi Nel Suo Weekend Per Due (con Delitto)

La giovane attrice ligure ci parla del suo ruolo nel nuovo film di Brando Improta, dove interpreterà Caterina

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Nei prossimi giorni cominceranno le riprese del film “Weekend per due (con delitto)”, una commedia gialla scritta e diretta da Brando Improta, prodotta dall’Associazione Volumineide. Il giovane regista, reduce da un anno ricco di soddisfazioni culminato nella lunga lista di premi e nominations ottenuti dalla sua web-series “Serené”, torna dietro la macchina da presa per cimentarsi in questa nuova avventura dalle tinte gialle, con piccole sfumature di rosa. Le riprese si svolgeranno in Umbria, nell’arco di due settimane, per poi concludersi a Firenze il prossimo mese di gennaio.

La protagonista del film è Caterina, una ragazza che ha perso la memoria e che si reca da uno scrittore di gialli (lo stesso Brando Improta, NdR) per chiedergli aiuto. Lo scrittore si chiama Tommaso ed insieme vanno in un casale dove lei è stata invitata, con la speranza di scoprire qualcosa. Qui conosceranno vari personaggi strambi che si spacciano per familiari della ragazza. Ad un certo punto qualcuno morirà e i due si metteranno ad indagare, pensando che tutto sia collegato alla loro ricerca.

In un cast che vede presenti, tra gli altri, Pino Calabrese, Maria Grazia Nazzari, Dacia D'Acunto, Fabiana Martone e Alessandra De Rosario, la protagonista è interpretata da Beatrice Buticchi: giovane attrice emergente per la quale il regista ha avuto un vero e proprio “colpo di fulmine” professionale e che ci ha concesso questa intervista.

Ciao Beatrice, innanzitutto grazie per la tua disponibilità all’intervista. Partirò dalla domanda di rito: vuoi presentarti brevemente ai lettori di UnfoldingRoma?


Ciao Matteo, innanzi tutto sono io a ringraziarti per la disponibilità e per l’attenzione. Per presentarmi brevemente, posso dire che sono una ragazza di 26 anni, nata a La Spezia, in Liguria, e cresciuta a Lerici: una piccola città sul mare. Mi sono laureata in Beni Culturali e dello Spettacolo all’Università degli Studi di Parma e ho una grande passione, quella della recitazione, che mi ha portato nella città più affascinante del mondo, Roma, dove studio e vivo da ormai quattro anni cercando di realizzare i miei sogni e diventare attrice.

In tal proposito, quanto è stato importante trasferirti a Roma per studiare recitazione?

Amo la mia città, il mio castello e il rumore delle onde che accompagna tutti i miei ricordi più belli, ma Roma mi ha accolta, adottata e so che, per quello che voglio fare, non c’è città più giusta di questa. Personalmente pensavo che il passaggio da una piccola provincia a una metropoli sarebbe stato più traumatico, ma mi sono ambientata quasi subito e ora mi sento a casa, complice anche il fatto che gran parte dei miei parenti vivano qui.

Com’è nata la tua collaborazione professionale con Brando Improta?

Io e Brando ci siamo conosciuti a Roma durante una Masterclass di recitazione. Caso vuole che, in quel periodo, lui stesse scrivendo la sceneggiatura di “Weekend per due (con delitto)” e un mesetto dopo mi ha inviato il provino per la parte di Caterina. Brando è molto umile, paziente e sa dirigere gli attori con delicatezza e precisione. Posso dirmi veramente contenta di averlo incontrato e aver iniziato questa preziosa collaborazione.

In “Weekend per due (con delitto)” interpreti Caterina, una ragazza che ha perso la memoria e si reca da uno scrittore di gialli per chiedergli aiuto. Cosa puoi svelarci di questo personaggio?

Il personaggio di Caterina, l’ho sentito subito affine. É una ragazza giovane, ha perso la memoria quindi è impaurita, ma è una combattente: una donna forte che non ha paura di mostrare le sue fragilità. Una delle poche cose che noi non abbiamo in comune è che lei tende a non fidarsi pienamente di nessuno e forse su questo dovrei imparare da lei, visto che io sono come i bambini e mi fido di chiunque.

Mi sono permesso di spulciare le tue foto su Instagram, che ormai è un po’ il biglietto da visita delle persone. In quel profilo non ho trovato soltanto una bella donna, ma soprattutto una bella persona, dotata di una grande autoironia: una rarità, sui social e nella vita. Quanto ti sta aiutando il tuo carattere, in ambito lavorativo?


Intanto grazie davvero per i complimenti. Io penso che un po’ di autoironia non guasti mai, viviamo in un mondo dove un sorriso può cambiare una giornata, quindi tendo sempre a cercare di strappare un sorriso alle persone e quando ci riesco mi fa stare bene. In ambito lavorativo penso che cercare di scavalcare gli altri o credersi migliori di tutti non porti a nulla, in questo campo come in tutti gli altri. L’invidia non serve a niente se non a stare male con te stesso e con il mondo che ti circonda.

Laureata in beni e culturali e dello spettacolo, hai già provato a cimentarti in molti ambiti artistici. Oltre alla recitazione cinematografica e (soprattutto) teatrale, ti diletti nella fotografia e, a dispetto della tua giovane età, anche nella sceneggiatura e nella regia. In quale direzione pensi che ti porterà il futuro?

Il futuro, come sappiamo, è sempre un’incognita. Di certo c’è solo che abbiamo tutti un grande amore con cui vorremmo passare la nostra vita. Per me questo amore è la recitazione. È anche vero che io detesto starmene con le mani in mano (infatti i mesi di lockdown per me, come per molti altri, sono stati una tortura) e quindi ogni occasione è buona per reinventarmi, scoprire nuove passioni. La fotografia l’ho scoperta quando avevo 16 anni ed è una delle mie tante passioni. Se devo proprio pensare in grande, direi che la cosa più bella sarebbe dirigere una delle sceneggiature che ho scritto e interpretarne un ruolo. Ma so di essere una grande autocritica e perfezionista e so benissimo che finirei per essere la mia peggior regista. Diventerebbe un incubo.

Per chiudere, hai già qualche progetto che bolle in pentola per il prossimo anno, una volta finito di girare questo film?


Come ho anticipato mi piacerebbe produrre una sceneggiatura scritta da me alla quale tengo molto, che ho chiuso in un cassetto da un anno. Per il momento continuo a studiare e a cercare di migliorarmi perché, sarà pure una frase fatta, ma nella recitazione (come nella vita) non si finisce mai di imparare!

Matteo Tencaioli

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