FRANCESCO ACERBI VS CURVA NORD E' SCONTRO TOTALE

FRANCESCO ACERBI VS CURVA NORD E' SCONTRO TOTALE

Dopo Venezia-Lazio scoppia la polemica della Curva Nord contro Francesco Acerbi: "Un vile, non è più gradito a Roma"

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Non bastano i tre punti per chiudere il 2021, non bastano i tre gol, non basta aver rosicchiato qualche punto in classifica. Non c’è Lazio senza polemica e anche nel post Venezia-Lazio c’è modo alla Lazio e ai laziali di farsi sentire, al di là del risultato, della vittoria, dei gol di Pedro, di Luis Alberto e il tocco di Acerbi che si è autoattribuito il gol del 2 a 1.

E’ proprio Francesco Acerbi protagonista dell’ennesimo caso biancoceleste.

Termina la partita al Penzo di Venezia e i giocatori biancocelesti, dopo aver largamente esultato dopo ogni gol con i tifosi, al termine della partita continuano a festeggiare con i tifosi biancocelesti che hanno riempito il settore ospiti dello stadio lagunare. Saluti, auguri, cori biancocelesti e ringraziamenti: mercoledì 22 dicembre alle ore 16,30, in un giorno lavorativo, sono quasi 3000 i biancocelesti che hanno sostenuto la squadra. Meritano l’omaggio della squadra che ricambia. Tutti tranne uno: Francesco Acerbi che al termine della partita non saluta, non ringrazia, ma volta le spalle e si avvia verso gli spogliatoi. Eppure era il più atteso. I tifosi si aspettavano le sue scuse dopo il gesto di venerdì al gol messo a segno contro il Genoa. Aveva zittito la curva, l’unica che allo stadio c’è sempre stata, in casa e in trasferta. Come se non bastasse, al termine della partita ai microfoni TV, dalle sue parole è emersa una stoccata verso l’allenatore e un’altra frecciatina verso i tifosi: sono meno di quando lo stadio era chiuso per il Covid. Poi sono arrivate le scuse via social per il gesto fatto durante l’esultanza, ma non sono bastate. Ieri ci si aspettava qualcosa di più, che non è arrivato. Anzi, quanto fatto, o meglio non fatto, da Acerbi è stato giudicato un atteggiamento Vile da parte del tifo organizzato biancoceleste. “A fine partita come un coniglio – si legge nel comunicato pubblicato al termine del match – se n’è andato via…Da oggi Francesco Acerbi non è più gradito a Roma”. Una presa di posizione ferma e dura da parte dei tifosi che hanno visto come un tradimento il gesto del giocatore e soprattutto la mancanza di scuse sincere. Per i tifosi, la mancanza di rispetto e dignità viene prima delle capacità sul campo. Anche queste, a dir la verità, messe in dubbio dopo un anno e mezzo di prestazioni sotto tono da parte di un giocatore che resta pedina inamovibe dello scacchiere biancoceleste.

Non è un momento semplice per il giocatore. Lo stesso allenatore dopo Sassuolo-Lazio aveva bacchettato il giocatore, ma non ha mai messo in dubbio le sue capacità, tanto che, come ovvio che sia, il giocatore è sempre stato schierato. E la risposta è arrivata dal campo: buone le prestazioni contro Genoa e Venezia, arricchite anche da due reti e da buona personalità che ha permesso al giocatore di restare in campo contro i veneti nonostante un infortunio per non lasciare la squadra in inferiorità.

Ora la speranza, e l’obiettivo, è che anche lo strappo con la tifoseria si possa ricucire. Non sarà facile perché le parole dei tifosi richiamano anche dichiarazioni passate del giocatore in merito agli stipendi biancocelesti. Si auspica, in questi casi, una prova di maturità da parte di tutti: un passo avanti del giocatore, uno indietro dei tifosi. Ad unire le parti, le parole del Presidente nella cena di fine anno: “C’è gente che vive per voi, voi esistete perché qualcuno vi rende visibili sul piano del rispetto e della considerazione”.

Enrica Di Carlo / Foto Emanuele Gambino 

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