Corrado Oddi

Un ottimista di umili origini

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UnfoldingRoma incontra Corrado Oddi giovane attore di talento, viso pulito, uomo colto, papà innamorato, impegnato nel sociale.

Ciao Corrado, dimentichiamo un attimo l’attore e raccontaci chi è Corrado persona.

Un ottimista di umili origini, una famiglia alla quale non faccio mancare nulla: innamorato di mia figlia. Adoro condividere alcuni momenti delle settimana con degli amici sinceri soprattutto a cena. Un mio pregio o difetto è la disponibilità che concedo. Se posso dare una mano non mi tiro indietro. Sono molto rigoroso nel lavoro e diretto nella comunicazione: se devo dirti una cosa non ho mezze misure. Molti apprezzano questa mia sincerità, altri la detestano. A mio modo sono uno che rispetta la libertà altrui e non scado quasi mai nel libertinaggio.

Corrado e la recitazione quando s’incontrano?

Ho avuto sempre un innato senso interpretativo, sin da bambino; non lo dico per retorica, ma solo perché me lo facevano notare (professori nelle recite scolastiche ed altri). Poi nel lontano 1988 ebbi la fortuna di assistere ad uno spettacolo dal vivo con attori di una compagnia celebre e da li rimasi affascinato ed incantato dalla potenza e magia della recitazione, del mondo che riesce a ricreare. Il resto come ben sai, la mia formazione professionale, prosegue dal 1992 dopo l'incontro con Ugo De Vita ed il suo Centro di Cultura Popolare per il Teatro in zona Don Bosco a Roma.

Hai partecipato a diverse importanti produzioni per la TV, il cinema ed il teatro, raccontaci quella che più ti ha entusiasmato.

L'allenatore nel pallone 2 di Sergio Martino mi ha impegnato parecchio; è stato il mio secondo film dopo Ultimi della classe di Luca Biglione. Ho avuto modo di confrontarmi con diversi attori con i quali ho legato molto. Tutti i miei lavori mi hanno entusiasmato. Mi piacciono i registi che mi lasciano fare indicandomi senza forzature la strada da seguire del personaggio. Mi ha entusiasmato lavorare anche con giovani ragazzi del Centro Sperimentale di cinematografia; trasmettono entusiasmo, forza e positività. Ho interpretato un ruolo di un papà cattivo in un loro corto che mi ha coinvolto molto come attore e persona; tra l'altro è in concorso in molti festival cinematografici con ottimi risultati.

Hai anche interpretato una puntata di Amore Criminale, trasmissione TV che tratta un argomento attualissimo come la violenza sulle donne, ma in questo caso i ruoli s’invertono e l’oggetto della persecuzione sei tu, un uomo, raccontaci questa esperienza.

È stata una puntata sullo stalking al contrario; il personaggio era quello di un certo Piccaluga (vivente). La cosa era molto psicologica ed il tutto era girato con mezzi molto semplici e spartani in ambienti o set reali. Mi sono fatto spiegare dal regista momento per momento il rapporto che il mio personaggio aveva avuto con la partner; non ho voluto vedere video o sue interviste per non lasciarmi influenzare. Diciamo che ho agito d'istinto nell'accostamento. Mi ricordo che si girava una scena di spalle ed il regista prima del ciak mi disse – guarda che anche se sei di spalle lo sento che stai pensando ai fatti tuoi- ed aveva ragione. I tempi erano stretti ed abbiamo girato tutto quasi senza soste.

Cinema, TV, Teatro, regista, doppiatore, ti manca solo la musica! Forse un giorno?

In realtà ho studiato per circa 5 anni chitarra classica, a volte mi diletto anche nel canto; ascolto molta musica dalla classica alla moderna, cantautori un po' di tutto. Conosco diversi cantanti e considerando il loro talento non credo di dedicarmi alla musica un giorno ma...mai dire mai.

Sono Siciliana e non posso non notare un monologo sul brigantaggio e l’Unità d’Italia. Analizzando le motivazioni del brigantaggio meridionale nel periodo post Unità d’Italia pensi che si possano trovare analogie con i giorni nostri?

Quello del brigantaggio è stato considerato una forma di banditismo che scadeva inevitabilmente in rappresaglie violente. Questo era inevitabile, i tempi erano quelli che erano e non tutti erano disposti ad abbassare la testa. Lontanamente mi fa pensare alla rivoluzione francese anche se il brigantaggio è appartenuto a personaggi talvolta singoli o piccoli gruppi a volte non organizzati. In Abruzzo noi avevamo un certo Berardo Viola chiamato così perché quando agiva amava lasciare come rivendicazione un santino di San Berardo con un mazzetto di viole a fianco. Onestamente credo che oggigiorno qualche analogia c'è nel senso che la classe dirigente attuale non si rende davvero conto delle difficoltà che le famiglie fanno per tirare avanti. Ci sono dei movimenti che si stanno muovendo in una direzione diversa, con propositi positivi all'apparenza. Sono comunque dell'idea che ogni ideologia politica, in senso filosofico del termine, abbia come fondamento il bene comune o della comunità; l'ideologia è concretizzata in praticità dall'uomo con i suoi pregi e difetti. Ma per tornare al brigantaggio ne ho condiviso l'ideologia ma non la ferocia con la quale l'hanno messo in pratica. Sono un pacifista.

Tu invece sei di Avezzano, l’Aquila, quanto e cosa ti porti dietro della tua terra?

Sono cresciuto a Trasacco, un paese a circa 15 km da Avezzano (città nella quel vivo). Convivono in me la genuinità e la testardaggine della mia terra. L'amore per la natura. In alcuni casi è come rileggere delle poesie di Pascoli o di Leopardi, mi porto dietro dei piccoli Idilli fatti di scorci medievali ormai decadenti invasi dall'edera. Appartengo al popolo dei Marsi che storicamente venivano indicati così dai Romani “ Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse”. Né senza i Marsi né contro i Marsi (Roma) può trionfare.

Uomo di palcoscenico ma impegnato nel sociale. Il tuo incontro con la nazionale attori?

Una cosa inaspettata ma bellissima. Il mio impegno con il sociale è una cosa innata; la faccio e basta, non ci penso. Lo faccio con i miei spettacoli o aiutando delle associazioni. Se avessi tanti soldi mi prodigherei di più per le persone in difficoltà. Con la nazionale attori ho un motivo in più riguardo il mio impegno con il sociale; anche se devo dire che mi diverto molto. Uniamo l'utile al dilettevole, come si suol dire. Quando Livio Lozzi mi ha chiamato quasi non ci credevo; sono onorato di farne parte. Ci alleniamo due volte la settimana, mercoledì e sabato con il mister Nando Orsi. La cosa inizia sempre per gioco ma poi entra sempre in ballo una sana competizione; nessuno vuole perdere nelle partite di allenamento, tantomeno gli attori.

A chi è dedicato l’impegno della Nazionale Attori, quest’anno?

Non so rispondere a questa domanda proprio perché io sono un nuovo ingaggio della squadra; devo ancora capire bene i meccanismi anche se sono perfettamente in linea con gli altri attori. Quello che posso dire che garantiremo la nostra presenza a breve a sostegno dello storico Caffè della Pace di Roma relativamente alla sua chiusura per fini speculativi. Non giocheremo una partita ma saremo lì un giorno tutti della nazionale.

Dove e quando possiamo venirvi a vedere?

A breve avrete a disposizione il calendario delle partite; un calendario ricco di appuntamenti e con grandi personaggi sia dello spettacolo che del calcio internazionale. Ma non posso dirti tutto, ti rovinerei la sorpresa. Comunque il mercoledì ed il sabato ci trovi ai campi del Coni in Acqua acetosa per gli allenamenti. È già qualcosa no?

So che sei in tour con “A teatro con Gusto” parlaci di questo tuo progetto e dicci le date!

È un mio progetto teatrale che ha come obiettivo la riscoperta dell'architettura storica non conosciuta e la enogastronomia tipica. Interpreto un monologo di Mattia Torre, autore contemporaneo, che mette in risalto il delirio socio gastronomico degli italiani con il cibo. Il rapporto delirante italiano/cibo – che da noi anche dopo cena in alcune famiglie continuano ad offriti da mangiare, ma tu sei sazio e dici di no, e loro si preoccupano e dicono che fai non mangi più? Ma stai male? No non sto male, e allora mangia e non se ne esce...- e così via tanto per rendere l'idea. Le prossime date saranno il 3 aprile a Borgo Spoltino (Mosciano Sant'Angelo) ed il 10 aprile nello storico Da Meo Patacca in Trastevere, per poi dare inizio al tour estivo.

L’italia torna a vincere l’Oscar con "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, grandissima emozione, ma tu un premio così importante ricoprendo quale ruolo vorresti vincerlo? Insomma ti senti più a casa facendo cosa?

Ho fatto il tipo per il film di Sorrentino; a me è piaciuto molto. Un ruolo è un ruolo, attualmente mi rifilano quasi sempre ruoli da “cattivo” ma per un Oscar qualsiasi ruolo andrebbe bene, purché affidatomi da un grande regista, così come lo è Paolo Sorrentino. W il cinema italiano.

Concludiamo giocando un po’! Dal tuo curriculum vedo che parli Siciliano! Allora pretendo una battuta in dialetto!

Considerando che il mio ultimo casting per squadra antimafia 6 è stato in siculo con piacere riporto questo proverbio: “Assai vali e pocu costa a malu parrari bona risposta”. A te la traduzione. Grazie e a presto. Buon tutto a tutti i vostri lettori.

Grazie a te Corrado, è stato un piacere per me conoscerti e sarà ancor di più un piacere per i nostri lettori godere di cotanta eleganza. Ti seguiremo tutti con sicuro interesse.

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