Maria Cristina Gionta

Credo sia insita nel mestiere dell’attrice la possibilità di poter interpretare i personaggi più disparati, anzi penso sia proprio la sua fortuna e la sua unicità.

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Riprendono le nostre interviste con gli straordinari artisti di questa città ed oggi incontriamo la brillante attrice Maria Cristina Gionta .

Benvenuta nella nostra redazione e ti chiediamo subito una brevissima presentazione per i nostri lettori?

Maria Cristina Gionta. Attrice e regista. Nata a Roma in un tempo non meglio identificato.

È giusto che un attore non ebreo interpreti un personaggio ebreo? Il dilemma e il dibattito vanno avanti da diversi giorni nel Regno Unito e nel mondo del cinema, dopo una discussa intervista di Maureen Lipman. Qualche settimana fa hai interpretato in maniera impeccabile “UNA BAMBINA E BASTA”, una performance teatrale curata da Silvio Giordani, tratta dal romanzo omonimo di Lia Levi ...

Grazie per l’“impeccabile”. E’ stato molto complesso dare anima e corpo alla piccola protagonista del bellissimo romanzo di Lia Levi, pur non essendo ebrea. Questo personaggio mi ha dato la possibilità di conoscere e confrontarmi con una realtà che probabilmente non avrei mai conosciuto abbastanza se non mi fosse stata data l’opportunità di interpretarlo.

Credo sia insita nel mestiere dell’attrice la possibilità di poter interpretare i personaggi più disparati, anzi penso sia proprio la sua fortuna e la sua unicità. Al riguardo non è comunque semplice esprimere un giudizio netto sulle dichiarazioni di Maureen Lipman, soprattutto in relazione al dibattito intorno alle minoranze di qualsiasi genere che in questi ultimi anni è sempre di forte attualità e costantemente sotto la lente d’ingrandimento degli organi d’informazione.

Da giorni il telegiornale della prima rete sta facendo parecchio parlare. Nel mirino la diretta del Tg1 sui funerali dell'attrice Monica Vitti. Molti telespettatori non hanno potuto fare a meno di notare l'esagerato chiacchiericcio della telecronaca, che ha visto protagoniste la giornalista Barbara Capponi e della sua ospite, Laura Delli Colli : che ricordi ti legano a questa straordinaria attrice e questa città come le deve rendere omaggio?

Monica Vitti è stata semplicemente una delle più grandi attrici mai esistite. Mi ha sempre legato a lei la semplicità, l’immediatezza, quell’anti divismo che invece l’ha resa “diva” e la sua meravigliosa voce “rotta” che, se inizialmente alcuni addetti ai lavori la considerarono un limite per la sua carriera, col tempo si rivelò un tratto distintivo del suo essere attrice.

Non solo Roma, la sua città che amava tanto, ma tutta l’Italia dovrebbe continuamente far rivivere il ricordo di questa grande artista soprattutto alle nuove generazioni attraverso dibattiti, proiezioni, seminari, incontri magari direttamente in quelle sale cinematografiche attualmente quasi sempre deserte. Utopia?

Quali sono stati i film che hai maggiormente amato di questa attrice?

Difficile citarne soltanto alcuni. Tuttavia “La ragazza con la pistola”, “Amore mio aiutami”, “Dramma della gelosia”, “Polvere di stelle”, “Io so che tu sai che io so” sono sicuramente tra i miei preferiti.

Emotivamente quale ruolo ti ha coinvolto nella sua interpretazione?

Dea Nani in “Polvere di stelle”.

Quando reciti riesci anche tu ad emozionare e emozionarti?

Ad emozionare lo spero. Ad emozionarmi per forza.

«Dovevo essere la figura più scandalosa del Festival, ma mi pare che io sia la 'donnina' più normale, forse solo un pò più alta...». Drusilla Foer, nella sala stampa del Casinò, ironizza così sulle attese polemiche della vigilia riguardo alla sua partecipazione a Sanremo 2022 : hai visto il festival ? cosa ti è piaciuto e cosa no ?

Ho visto non tutto ma ciò che basta. La cosa che ho apprezzato maggiormente sono state l’esibizione dei Maneskin con la meravigliosa “Coraline” e Gianluca Gori nei panni di Drusilla Foer. Riguardo i Maneskin, che non seguivo, di questo brano mi ha colpito il bellissimo e toccante testo, l’arrangiamento ed il loro coinvolgimento emotivo. Gianluca Gori è un autentico fuoriclasse. Non mi sono piaciute le canzoni. Nessuna. Né i testi, né gli arrangiamenti, né tantomeno le voci ad esclusione di quella di Elisa. Quando parlo di “voci” intendo questo “strano” modo nuovo di cantare. E’ un po' come assistere ad un film o ad una fiction italiana in cui l’attore, nella spasmodica ricerca della “verità”, bisbiglia e storpia frasi e pensieri non meglio identificati.

La settimana scorsa è stato rieletto il presidente della repubblica Sergio Mattarella - Senza cambiamenti nella struttura del pensiero dominante la proposta di un presidente donna resterà soltanto una operazione di facciata, illusoria e soprattutto depistante?

Sinceramente spero che i tempi siano maturi proprio affinché la realtà di un presidente donna non sia un’operazione di questo tipo.

Ha risposto a tutte le domande del giudice per le indagini preliminari che l’ha interrogata in videoconferenza dal carcere di Reggio Emilia, dove si trova. Poi, a chiusura dell’interrogatorio di garanzia, Vita Bagnulo, l’infermiera di Piacenza, ma iscritta all’albo degli Infermieri di Venezia, arrestata dai carabinieri con l’accusa di aver fatto false vaccinazioni e falsi tamponi per concedere - dietro mazzette - il Green pass a dei no-vax : questa pandemia ha dimostrato il peggio a livello di umanità?

Ogni evento negativo lascia sempre segni profondi. Quello che più mi preoccupa è il “dividere”, il mettere l’uno contro l’altro, il creare odio, il continuo non rispettare l’opinione altrui, il continuo voler dimostrare di sapere tutto di tutto. Al di là delle complesse problematiche sanitarie, questa pandemia si scaglia come un fulmine su un processo di appiattimento culturale che è già in atto da decenni e di sicuro ha evidenziato i molti lati bui dell’essere umano.

Come hai vissuto e come stai vivendo questo periodo?

Un periodo di sospensione, attesa, ma al tempo stesso di grande ricerca e con tante idee in fermento.

La pandemia ha cambiato il volto delle metropoli, ma sarebbe un errore pensare allo sviluppo delle nostre città in una fase come questa, ancora di transizione. Avremo un paio di anni di sperimentazioni, al termine delle quali capiremo quale può essere il modello giusto per le nostre città: mai pensato di abbandonare Roma per vivere con maggior tranquillità? Cosa ti colpisce di questa città?

Amo Roma con tutti i suoi pregi e difetti. Non ho mai pensato di “andare a vivere in campagna”, non fa per me. Cosa mi colpisce di Roma? La sua eterna Bellezza.

Ci sono luoghi che ami particolarmente e dove ritrovi te stessa?

Appena vedo un raggio di sole e gli impegni me lo permettono, corro al mare. Che sia Ostia, Fregene, Fiumicino non importa, l’importante è che ci sia il mare.

Come sta il teatro Italiano oggi?

Quando non sono in scena, vado costantemente a teatro. Vedo tutto. Tutto di tutto e di tutti.

Ho assistito a numerosi spettacoli del “Romaeuropa Festival” ed in rapporto a tante produzioni europee devo dire che in Italia, tranne rare eccezioni, si è rimasti fermi ad un concetto “antico” di teatro, soprattutto nella prosa. Non credo solo che si tratti di maggiori o minori disponibilità di “budget”, ma di un’endemica diffidenza verso nuove prospettive.

Ci sono dei ringraziamenti per la tua carriera?

Ovviamente si. In quasi trent’anni di teatro sono tante le persone che ringrazio. Ognuno per motivi diversi, ricordo con grande affetto Eugenio Barba, Roberta Carreri, Enzo Garinei, Ivana Chubbuck, Pietro Longhi, Silvio Giordani.

Possiamo affermare che il "Teatro Manzoni " è la tua seconda casa?

Si. Ho avuto la grande fortuna di entrare in questa “casa” popolata da persone speciali e grandi professionisti che hanno creduto in me e nelle mie potenzialità artistiche. Nel nostro lavoro è difficile incontrare anime così corrette sia artisticamente che umanamente. Il Teatro Manzoni è stato, è e resterà un importantissimo teatro e per me è un privilegio calcare quel palcoscenico.

Progetto per il futuro?

Da Marzo sarò impegnata in altri progetti realizzati dal Centro Teatrale Artigiano diretto da Pietro Longhi in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e l’Università Roma Tre. Poi a Maggio, sempre al Teatro Manzoni, sarò nello spettacolo che chiuderà la stagione.

Progetti per il futuro?

Teatro, teatro e ancora teatro!

Marco Dal Puppo

Outfit

Cappotto: Patrizia Pepe

Maglia: Falconeri

Jeans: Replay

Borsa: Coccinelle

Orecchini: Vesto Pazzo

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