L’artista Ramesh Terdal, nato nel 1972 in India, è riuscito a scolpire in suo nome nel campo della Visual Art. All’estero ha ricevuto due volte il “Karnataka Lalit kala Acedemy State Awards” e dieci volte il “National level Awards”. Inoltre, è stato invitato dai governi sloveno e austriaco a mostrare la sua arte e insegnarla ai loro cittadini. Negli ultimi vent’anni della sua carriera, ha partecipato a workshop, in India e all’estero (New Delhi, Bangalore, Kolakatta, Pondicherry, Slovenia, Ungheria, Austria ecc.), ed ha esposto i suoi lavori in tutto in mondo: Austria, Slovenia, Italia, Inghilterra, Texas, Florida, Parigi, Nuova Delhi, Mumbai, ecc.
Nel 2018 Terdal mentre era ipnotizzato dal gigante acquario di Dubai e dalle creature che lo animavano ebbe l’idea di realizzare la serie, Expression. Immagini definibili ma indefinibili, colori e un infinito, nascosto dietro ogni pennellata delle opere di Ramesh Terdal, un bambino nato con l’arte e con essa diventato uomo. Le sue opere prendono forma dalla capacità di esprimere sé stesso attraverso l’arte, uno dei modi più sublimi di cui l’uomo può disporre.
L’artista, nella serie Expression, si è ispirato all’estetica crociana: l’arte è una sintesi a priori dell’estetica, sintesi di sentimento ed immagine nell’intuizione: il sentimento senza l’immagine è cieco, e l’immagine senza il sentimento è vuota. Secondo Benedetto Croce: l’arte rappresenta il sentimento, e solo da esso e sopra di esso può sorgere […] l’arte è intuizione lirica (ndr) sentimento tutto convertito in immagini accogliendo il puro palpitare della vita nella sua idealità. Intuizione ed espressione sono: un’immagine non espressiva, che sia una parola, canto, disegno è una cosa inesistente.
La serie Expression evolve dall’espressione intuitiva della psiche: quando dipingo, cerco di riprodurre il mio senso dell’immaginazione, la mia esperienza, i miei sentimenti sotto forma di diverse pennellate, forme e trame. Forme apparentemente astratte di animali acquatici, uccelli e figure umane sono i soggetti che viaggiano da un mondo surreale passato attraverso le oniriche acque dell’oceano. L’uso di colori brillanti e luminosi rispecchia l’anima vivace della composizione la quale risulta essere inversamente proporzionale alla drammaticità del sentimento che generano.
In queste opere ha adottato un linguaggio visivo forte e coinvolgente attraverso il quale esprimere le sue credenze, emozioni e sfumature. Emerge una realtà quasi magica, sospesa nel tempo e nello spazio. Di fronte alle sue opere si percepisce il dialogo tra l’anima dell’autore e la materia della sua opera. Le pennellate sono potenti ed energiche. Terdal compie le opere con procedimenti automatici, gesti incondizionati e istintivi, lasciandosi guidare dalla spontaneità e dalle sue emozioni che generano questi lavori.
Fare ciò che si ama e riuscire ad ottenere successo è possibile solo nel momento in cui i sentimenti che si cerca di trasmettere arrivano anche all’anima degli altri.
Testo critico di Federica Fabrizi
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