APT BASILICATA E PAMELA VILLORESI

La recensione di unfoldingroma : Maschere zoomorfe della Basilicata

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Accenni di Lucania nei pressi della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica in Roma.
Unfolding Roma non poteva mancare, in una tiepida mattina del 31ottobre, alla presentazione della mostra fotografica di Maschere Zoomorfe della Basilicata. Ingresso libero ma auto selezionato da coloro che amano la cultura arcaica del Nostro belpaese. Una decina di gigantografie che rivestono le due pareti di uno dei foyer dell’Auditorium di Renzo Piano. L’impatto uomo animale è immediatamente percettibile, nei colori della transumanza, nelle tradizioni che prendono forma. L’osservazione delle diapositive impiega poche manciate di secondi per arrivare al pubblico, con una cornice virtuale fornita dal tamburello e dalla tarantella, ballata dalle maschere del toro e della mucca, l’ immancabile colonna sonora del Sud più remoto nel tempo e nello spazio.La densità di valori che si nasconde dietro i travestimenti di contadini con viso coperto da pelo e maschere animalesche, viene assecondata dalla dolcezza eppure burlesca voce dell’attrice Pamela Villoresi che ci ha dilettati nella lettura di due poesie di Trilussa, una, la più applaudita, sul topo di campagna e topo di città.La rappresentazione zoomorfa altro non è e qui vuole continuare ad essere che la sarcastica messa in scena di naturali vizi e virtù di animali che fonda la cultura contadina italiana. La chiosa di Gianpiero Berri APT Basilicata “ Leggere Trilussa per capire Roma” arriva come monito a testimonianza di un passato rurale che poco ha a che vedere con la Roma cui siamo abituati da tempo. Si apre cosi l’edizione dell’Ottobrata romana, che vuole trovare leggerezza e tradizione nei canti degli animali della Campagna romana, sorella di quella lucana ove i canti primaverili propiziatori ancora sono molto diffusi tra monasteri e uliveti secolari.

Accorrete fino a stasera.

Ilaria Battaglia

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