Orient- Express Il Treno Che Volle Unire Due Mondi

Orient- Express Il Treno Che Volle Unire Due Mondi

Una dettagliata mostra per celebrare l'iconico treno

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A Villa Medici all'Acadèmie de France a Rome in mostra Orient-Express & CIE: itinerario di un mito moderno. Appassionato del Orient-Express, Arthur Mettetal curatore della mostra e storico specializzato nella storia e nel patrimonio del lusso e dei trasporti e Eva Gravayat responsabile dei progetti culturali, con il lavoro inedito di Sarah Moon, propongono percorsi reali e immaginari di una Compagnia ferroviaria che ha creò un modo nuovo di intendere il viaggio, nel lusso e nel mistero, nel fascino e nell'esplorazione pacifica di genti e luoghi.

La mostra propone la storia di un intramontabile mito su rotaie, ma anche della genialità visionaria del suo inventore George Nagelmackers, nobile belga, discendente da una famiglia di banchieri vicini al re Leopoldo II. Da questa importante amicizia nascerà una proficua collaborazione, fondamentale per stipulare contratti che potessero aprire accordi e di conseguenza tratte, in paesi distanti e talvolta in conflitto tra di loro. Lo stemma del leone sarà in onore della corona belga. La leggenda vuole che il suo creatore, deluso da una relazione d'amore con la cugina, soggiornò per un intero anno in America. Qui viaggiando molto, usò i treni locali anche per lunghe tratte, soprattutto di notte, provando i vagoni letto. Era impossibile per la scomodità e la mancata riservatezza, replicare i modello di George Mortimer Pullman in Europa. Così George Nagelmackers, tornando in patria dedicò tutta la sua vita, le sue energie e il suo patrimonio, nella realizzazione della Compagnie internationale des Wagon-lits e al suo sogno di creare una modalità nuova di viaggio nel lusso, come hotel su rotaie, con treni che potessero attraversare confini pacificamente.

George Nagelmackers era anche uno stratega nella comunicazione, nel marketing e nella vendita di un sogno che fosse quello di collegare l'Oriente con l'Occidente. In mostra gli originali poster ricchi di informazioni, colorati e per l'epoca accattivanti, che servirono a pubblicizzare le rotte della compagnia ferroviaria. La produzione fotografica contribuì inoltre alla creazione di un'immagine moderna e vincente. Eccezionale documento in mostra, il quadro, con tutte le etichette di viaggio che servivano per identificare e smistare i bagagli. Testimoni di un gran lavoro di diplomazia e intraprendenza della compagnia.

Tante tratte, ma una per tutte, rese la compagnia immortale: l'Orient-Express, che univa Parigi con Costantinopoli, capitale dell'impero Ottomano. Nella parte dello scalone all'interno del museo, la volta a botte e il lungo corridoio ci fanno immergere in un virtuale vagone, accompagnando il nostro viaggio con fotografie inedite di una Belle Époque che amava viaggiare sul mitico, iconico Orient-express. Il nome fu ribattezzato nel 1891, prima era Express de l'Orient e inaugurò il suo primo viaggio in quell'anno, regalando a 40 passeggeri influenti, come banchieri, funzionari, diplomatici e giornalisti, il fascino di quel tragitto. Il treno era composto da 2 vagoni letto, 1 ristorante, 2 vagoni bagagli, una sala biblioteca, un ufficio e un salottino per signore. Tutto era perfetto, studiato nei dettagli, il personale qualificato, affabile e poliglotta, le lenzuola cambiate ogni giorno come i migliori hotel dell'epoca, e come scrivono le cronache anche profumate. La cucina aveva cuoco stellato e nel piano cottura, chiamato semplicemente "piano", componeva le sinfonie culinarie, verdure e frutta fresca venivano imbarcate in ogni stazione. Tutti volevano farsi cullare dalle rotaie, anche la sollecitazione era stata studiata da famosi ingenieri che avevano eliminato, grazie ad accortezze meccaniche, vibrazioni e fastidiosi rumori. La diversificazione degli ordini in tutti i paesi europei permise all'azienda di sottoscrivere accordi di libera circolazione, anche questa fu un'ottima strategia per velocizzare pratiche e collaborazioni. La storia dell'Orient-Express fu anche la storia dell'industria e della tecnologia, della diplomazia e dell'intuito.

Soprannominato re dei treni o treno dei re per le continue frequentazioni di monarchi e illustri personaggi della politica della cultura e dello spettacolo diventò ancora più fascinoso dopo la pubblicazione di Agata Christie del libro Assassinio sull'Orient- Express. La scrittrice, moglie di un archeologo, viaggiava spesso e si ispirò, per il suo manoscritto, a sensazioni avute sul treno, a personaggi conosciuti e da un fatto realmente accaduto che bloccò, causa neve, il treno alcuni giorni, a 80 km dalla destinazione finale.

Anche il cinema si dedicò al treno, proponendo svariati film con protagonisti Hollywoodiani, molto bello l'allestimento museografico di questa parte del racconto con le fotografie degli attori affacciati al treno intenti a salutare, sembra di rivivere quei momenti glamour. L'Orient-Express diventò più famoso della Compagnia a cui dipendeva, tanto da millantare situazioni inesistenti come "l'armistizio" che non venne firmato in una carrozza dell'Orient-Express ma su un analogo treno di lusso. Negli anni '30 ci fu il maggior successo della compagnia, grazie alle 29 linee ferroviarie che univano località alla moda, sciistiche e culturali. Si inserì in quest'ottica Paris-Rome uno dei servizi ferroviari più prestigiosi. Ripercorreva i 1446 km distanza tra le due capitali.

Dopo la Seconda guerra mondiale, la Compagnia Ferroviaria si trovò in grave crisi economica per svariate cause. Il 20 maggio 1977 l'Orient-Express fece l'ultimo viaggio ripercorrendo il fascinoso Parigi-Istambul. Per l'ultima volta viaggiò il treno considerato ancor oggi, mito moderno intramontabile e ineguagliabile

Chiara Sticca

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