E’ festa biancoceleste in un Olimpico pieno: la Lazio batte 2 a 1 la Juventus, si conferma leader del secondo posto in classifica al termina di una sfida che l’ha vista prima spadroneggiare, poi difendere con i denti la vittoria e i tre punti. Ci pensano Milinkovic e Zaccagni, in mezzo la rete di Rabiot. Il plauso però va a tutto l’undici biancoceleste: un Marusic insuperabile, un Luis Alberto che fa magie e un Felipe Anderson imprendibile sono sicuramente sul podio.
La partita -
Inizia forte la Lazio, che ritrova a guidare l’attacco il capitano Ciro Immobile. Subito aggressiva, ma imprecisa, si presenta così la squadra di Maurizio Sarri. In avvio un calcio di punizione per il fallo di Cuadrado su Zaccagni, quindi una serie di calci d’angolo e un tiro di Luis Alberto dalla distanza. Questi i primi minuti dei Capitolini che vogliono subito mettere sul proprio binario la partita.
Alla Juventus basta un affondo per arrivare alla conclusione: ci prova di testa Vlahovic, ma il suo tiro non inquadra la porta. E’ l’unico sussulto della squadra di Allegri, a Torino con l’influenza. Al 9^ del primo tempo ancora un fallo di Cuadrado: allarga il braccio, ma per l’arbitro Di Bello non è da giallo. Solo una punizione per i bianocelesti battuta da Luis Alberto che trova la testa di Milinkovic, ma non impensierisce Szczesny. Attacca la Lazio, ancora con Luis Alberto che serve con un filtrante Ciro Immobile, ma il pallone è troppo corto. Al 12^ su calcio d’angolo il tentativo sempre di testa sul lancio del numero 10 dove arriva Milinkovic che impatta bene, ma spara alto. Sempre Lazio con il solito Milinkovic che per vie centrali supera tutta la difesa bianconera, ma tarda il tiro e si fa recuperare. La Lazio c’è, costruisce tanto, ma non finalizza.
A metà del primo tempo, rifiatano le squadre in campo. La Juventus si limita a chiudersi e limitare il gioco avversario, la Lazio mantiene il pallino del gioco trovando meno spazi rispetto ai primi 15 minuti.
Nell’ultimo quarto d’ora si riaccende la partita. Al 29^ ci prova Immobile da posizione defilata servito alla perfezione da Milinkovic. Il tiro del numero 17 è potente, ma Szczesny c’è, è reattivo ed è pronti a respingere.
Al 31^ ancora un fallo di mano, di Kostic questa volta, il terzo in una mezz’ora di gioco, che Di Bello non valuta da giallo, ma assegna un’altra punizione ai biancocelesti. Al 37^ scatta Felipe Anderson e serve Ciro Immobile una palla perfetta, ma è bravo Fagioli a sfilare dai piedi del bomber il pallone.
Tutto in pochi minuti: la sblocca il Sergente.
Al 38^ esulta la Lazio per il gol di Milinkovic che sblocca la partita: da distanza ravvicinata, il suo sinistro è infallibile e deve solo appoggiare in porta. Proteste bianconere per un presunto fallo su Alex Sandro, ma Di Bello convalida tra le proteste bianconere che portano al giallo di Bonucci in panchina e all’espulsione di un componente dello staff bianconero.
Il gol sveglia la Juve che trova subito il gol del pareggio con Rabiot. al primo angolo della partita, prima Provedel respinge d’istinto, poi al terzo tentativo di Rabiot non può nulla e al 42^ è ristabilita la parità.
Si accende la partita sul finale con le proteste della Lazio per un fallo killer di Locatelli su Milinkovic che entra con il piede a martello su Milinkovic, ma per l’arbitro è solo giallo e calcio di punizione.
Secondo tempo
La Juventus inizia subito forte: cross di Cuadrado per Rabiot, questa volta Provedel fa suo il pallone.
Magia di Luis Alberto che al 48^ recupera un pallone al limite dell’area, accelera e supera tutti fino alla tre quarti. Fa tutto bene la Lazio, ma il pallone per Immobile è troppo lungo e non si chiude la triangolazione del tridente biancoceleste.
Al 50^, dopo una serie di falli che sono iniziati al 10^ del primo tempo, giallo per Cuadrado per l’ennesimo fallo su Mattia Zaccagni.
Al 53^ passa avanti la Lazio: gonfia la rete Mattia Zaccagni con un gol simile a quello che ha deciso il derby, ma la differenza la fa il tacco di Luis Alberto che sull’assist di Felipe Anderson, serve con una magia il numero 20. Al 56^ Zaccagni troverebbe anche la sua doppietta personale, ma parte in fuorigioco e l’esultanza è interrotta.
Come già accaduto nel primo tempo, il gol subito scuote la Juve che ci prova questa volta con Vlahovic, ma il suo tentativo di testa termina alto. E’ l’ultimo pallone toccato dal numero 9 bianconero che al 62^ lascia il campo per far posto a Milik. Nella Juve dentro anche Paredes e Chieda per Locatelli e Kostic.
Il primo cambio biancoceleste riguarda l’attacco e si tratta di un avvicendamento programmato: al 64^ dentro Pedro per Immobile, che lascia il campo tra gli applausi e i cori dell’Olimpico.
Al 67^ si riaccende il duello tra Cuadrado e Zaccagni: il bianconero già ammonito entra fallosamente sul giocatore della Lazio, ma Di Bello a due passi non estrae il secondo cartellino e assegna solo la punizione ai biancocelesti.
Cambiano ancora i due allenatori al 64^: Landucci, il secondo di Allegri, capisce che rischia di restare con l’uomo in meno e manda in campo Danilo al posto di Cuadrado, mentre nella Lazio è il momento di Vecino per Cataldi.
Cresce la Juventus con il passare dei minuti: il baricentro è più alto, la Lazio sembra aver dato tutto e rischia di complicarsi tutto da sola all’80^.. Non si capiscono Casale e Provedel, con il portiere biancoceleste che non esce e rischia di rovinare tutto. Protestano i bianconeri per un fallo di Milinkovic, ma in questo caso giustamente Di Bello fa proseguire. Attacca la Juventus: all’83^ cross di Chiesa e tiro al volo di sinistro di Fagioli, ma il pallone termina alto.
All’84^ Sarri manda dentro anche Toma Basic che prende il posto di Zaccagni, cambi a l’assetto della Lazio che vuole difendere il vantaggio preziosissimo. Landucci all’85^ richiama in panchina Fagioli, dentro al suo posto Minetti.
Si ripresenta in area avversaria la Lazio: si invola Anderson, ma non arriva sul pallone. A rimorchio arriva Pedro, ma viene fermato. Tutto regolare e può ripartire la Juventus. Di Maria non sbaglia uno stop e all’88^ ancora arpiona e serve dentro: c’è Milinkoivic che salva tutto e devia in angolo.
Cinque minuti di passione: un recupero lungo, con la Lazio che non ne ha più e la Juve decisa ad agguantare il pari. Un recupero che si allunga ancora per l’infortunio di Casale.
Recupera la Lazio e questa volta è brava ad amministrare e tenere la palla lontana dall’area. Dopo 97 minuti il triplice fischio sancisce la vittoria: la Lazio si conferma sola e seconda in classifica con 58 punti e tiene a distanza le inseguitrici. Il maestro Maurizio Sarri batte tra le grandi anche la Juventus, l’unica che non era riuscito a fermare. Lo fa da grande e la Champions è sempre più vicina.
Enrica Di Carlo Foto Gianandrea Gambini
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